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Ippica: PdL, tutelare e rilanciare il settore

In: Ippica, Politica

27 febbraio 2012 - 15:19


(Jamma) Tutelare il settore ippico e stanziare ulteriori fondi per il rilancio del settore: questa, in un’interrogazione al Ministro dell’Economia Monti e al Ministro delle Politiche Agricole Catania, la richiesta di un gruppo di deputati Pdl, primo firmatario Gianni Mancuso. “La drastica riduzione per il 2012 dello stanziamento – si legge nel testo – che l’Agenzia per lo sviluppo del settore ippico (Assi, ex Unire) destina a corse, allevamento e gestione degli ippodromi mette tutta la filiera ippica italiana nelle condizioni di non avere un futuro, con migliaia di persone private di lavoro e quindicimila cavalli da destinare al macello con effetti disastrosi sull’indotto e con l’impossibilità da parte dello Stato di introitare, come è avvenuto nel 2011, circa 180 milioni di euro di imposte”. “Per molti mesi gli ippodromi hanno sospeso l’attività per mancanza di fondi – continuano gli interroganti –  e organizzato molte manifestazioni di protesta;   gli ippodromi hanno dichiarato la propria disponibilità a riavviare temporaneamente le loro attività, seppur in perdita, nel caso in cui il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali avviasse un percorso di ristrutturazione del settore non più rimandabile”. “Le ‘Linee di indirizzo strategico per il rilancio dell’ippica italiana’ del 29 luglio 2009 – aggiungono infine gli esponenti Pdl – elaborate dal dicastero agricolo con il concorso delle associazioni di categoria, e rimaste fino ad ora inattuate, impegnano il Governo a valutare la possibilità di assicurare anche per l’anno 2012 il necessario finanziamento al settore ippico prorogando l’applicazione delle disposizioni legislative che gli attribuiscono quota parte delle entrate derivanti dai giochi e dalle scommesse pubbliche ovvero, in caso contrario, ad individuare nuove fonti di finanziamento che consentano l’effettiva trasformazione e ristrutturazione del settore per il superamento della crisi che investe l’intera filiera e per garantire un orizzonte pluriennale alle componenti maggiormente qualitative della stessa”.

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