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International Casino Conference, Temmink (Commissione UE): “Vogliamo un protocollo d’intesa tra i regolatori del gioco d’azzardo”

In: Politica

2 febbraio 2015 - 19:05


harrietemmink

(Jamma) – La Commissione Europea spera di mediare un accordo quest’anno che permetterebbe ai regolatori di gioco europei di condividere le regole di informazione ed esecuzione. E’ quanto detto da Harrie Temmink, vice presidente dell’unità online e postale e direttore generale mercato e servizi interni della Commissione Europea ai delegati presenti all’International Casino Conference (ICC) questo lunedì mattina, con la speranza di fare progressi per un protocollo d’intesa nel 2015.

 

La proposta di un protocollo d’intesa, che avrebbe lo scopo di migliorare la cooperazione amministrativa e l’applicazione efficace del diritto dell’Unione Europea, rappresenta solo una di una serie di “aree di azione” delineate da Temmink. “Vorremmo trovare un accordo tra tutte le autorità di regolamentazione in Europa per lo scambio di informazioni sui titolari di licenze e le misure di esecuzione, e stiamo cercando di farlo quest’anno,” ha spiegato ai delegati al Casino Hippodrome di Londra.

 

“In un mondo ideale ci sarebbe da costringere gli Stati membri a fare questo, ma il diritto dell’Unione non ce lo permette. Tuttavia, siamo work-in-progress, e speriamo che ci saranno sviluppi con questo protocollo d’intesa quest’anno. “Ovviamente ci sono aree che devono essere chiarite, come la determinazione degli ambiti di scambio tra le varie autorità di regolamentazione”.

 

Temmink anche evidenziato la crescita delle responsabilità al tavolo della Commissione Europea per garantire che i quadri regolamentari nazionali degli Stati membri rispettino il diritto comunitario; proteggere i consumatori e cittadini; prevenire le frodi e il riciclaggio di denaro; e salvaguardare l’integrità dello sport. Ha poi ricordato che è stata avviata un’azione legale contro la Svezia nel mese di ottobre, è probabile che quest’anno la Commissione Europea rafforzerà l’applicazione delle leggi sul gioco on-line dell’UE in un certo numero di Stati membri, 35 casi rimangono aperti contro 16 paesi.

 

“La situazione in Svezia è che non ci sono regole, quindi è tutto poco chiaro”, ha aggiunto. “Sappiamo che c’è un monopolio con il 50 per cento, ma per quanto riguarda il restante 50 per cento? Dio sa che cosa sta accadendo. Per la Commissione Europea ciò è totalmente inaccettabile. Mi aspetto che alcuni casi – contro altri Stati membri – verranno processati nel 2015. Stiamo dialogando con tutti gli Stati membri e facciamo chiudere alcuni casi, come in Finlandia, ma purtroppo mi aspetto che in alcuni casi bisognerà andare avanti alla fase successiva. “Gli Stati membri sono in procinto di rivalutare le loro leggi, ma ci sono alcuni che sono sopraffatti dal numero di denunce degli operatori commerciali nei loro confronti. Vogliamo invitare gli operatori privati a smettere di comportarsi così, stiamo trattando un numero enorme di casi. Abbiamo molte sfide per il 2015”.

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