Il riordino del gioco fisico e le gare per le nuove concessioni sono oggi uno dei passaggi più delicati per il futuro del settore. Lo ha sottolineato Marco Zega, direttore Affari Istituzionali e Sviluppo Business di Codere Italia, intervenuto al workshop organizzato dall’operatore a Catanzaro, tappa calabrese di un percorso che da oltre dodici anni porta l’azienda a confrontarsi con istituzioni, regolatori e forze di controllo.
Zega ha spiegato che l’obiettivo di questi incontri è mettere attorno a un tavolo tutti gli attori coinvolti nel presidio del gioco legale, per superare pregiudizi e affrontare il fenomeno in modo concreto. “Siamo qui per parlare con tutti quelli che insistono sul gioco legale, con l’obiettivo di vincere il pregiudizio che viene avverso nel nostro settore”, ha affermato, sottolineando l’importanza di conoscere territori diversi e ascoltare esperienze differenti.
Dal punto di vista degli operatori concessionari, ha riconosciuto, negli anni sono stati fatti passi avanti significativi, ma restano nodi ancora aperti, soprattutto sul fronte della tracciabilità e della prevenzione. In particolare, Zega ha indicato come prioritaria l’introduzione di strumenti di pagamento digitali anche nel gioco fisico, per rafforzare i controlli e ridurre i rischi di infiltrazioni criminali. “Si dovrebbero introdurre maggiormente strumenti di pagamento digitali anche in ambiente fisico per avere un maggiore tracciamento di tutte le operazioni”.
Sul fronte antiriciclaggio, Zega ha ricordato che il settore del gioco è tra quelli più attivi nelle segnalazioni di operazioni sospette. “Noi come operatori vediamo subito dopo le banche per segnalazioni all’UIF. Codere ha una struttura interna deputata che ogni giorno fa operazioni di segnalazione e ci piace essere in prima linea per combattere questi fenomeni”.
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema del gioco patologico, definito senza ambiguità un problema per gli stessi concessionari. “Noi vogliamo un gioco di intrattenimento. Il giocatore affetto da disturbo da gioco d’azzardo è un problema”, ha detto Zega, spiegando che l’azienda investe molto sulla formazione di tutta la filiera e dispone di piattaforme dedicate per aiutare gli operatori a riconoscere comportamenti a rischio.
Il punto centrale del suo intervento, però, è stato anche il riordino del gioco fisico e, soprattutto, il bando di gara in preparazione per le nuove concessioni. Zega ha ricordato che Codere aveva auspicato una riforma contemporanea di gioco online e gioco terrestre, due facce della stessa medaglia. Ora, dopo la fase già avviata sul gioco a distanza, si entra nella partita più complessa: quella del gioco in presenza.
Ed è qui che emergono le principali preoccupazioni. Secondo Zega, non è tanto la riduzione del numero di apparecchi a destare allarme, quanto il rischio che la gara sia strutturata in modo eccessivamente oneroso, con basi d’asta tali da favorire una concentrazione del mercato. “Quello che spaventa forse di più è il contesto oligopolista che potrebbe emergere post riforma”, ha avvertito.
Zega ha portato un esempio concreto: nel caso delle gaming machine, i concessionari potrebbero impiegare i primi sei anni soltanto per rientrare dall’investimento necessario ad aggiudicarsi la concessione. “Significa che su nove anni, in due terzi si lavora per ripagare l’investimento. Solo l’ultimo terzo resta per il profitto”.
Un assetto di questo tipo, ha spiegato, potrebbe produrre effetti territoriali distorsivi. Se la gara fosse troppo costosa, gli operatori sarebbero spinti a collocare gli apparecchi solo dove la redditività è più alta, cioè nelle aree economicamente più forti del Paese. Il risultato potrebbe essere paradossale: riduzione dell’offerta legale nelle zone più fragili e maggiore spazio per l’illegalità.
Zega ha parlato apertamente del rischio di “desertificazione dell’offerta” nelle aree più povere, con conseguente apertura di spazi alla criminalità organizzata. “Dove non c’è più offerta legale, si crea terreno fertile per l’illegale, che trova spazio perché non c’è più capillarità”.
Anche sul piano occupazionale, il direttore di Codere ha richiamato l’attenzione del legislatore: il comparto del gioco dà lavoro a circa 150 mila addetti, con una quota rilevante concentrata proprio nel gioco fisico. “Solo il comparto delle gaming machine dà occupazione a circa 50 mila addetti. Se si fanno riduzioni importanti, gli impatti occupazionali saranno notevoli”.
In chiusura, Zega ha sintetizzato quella che considera la condizione essenziale perché il riordino possa funzionare: un equilibrio reale tra tutti gli interessi in gioco. “L’equilibrio tra tutela sociale, legalità e sostenibilità economica è l’unica strada. L’auspicio è che non si riduca l’offerta di gioco legale”.
Il messaggio lanciato da Codere Italia dal palco di Catanzaro è dunque chiaro: il riordino è necessario e atteso da tempo, ma la gara e le regole future dovranno evitare concentrazioni eccessive e garantire un presidio legale diffuso, capace di coniugare sicurezza, tutela e sostenibilità per tutto il territorio nazionale.






