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“In nome della legalità” (Codere Italia), Orsomarso (FdI): “Il gioco legale non si può cancellare, va regolato e reso sempre più sicuro”

Il gioco pubblico come industria economica, ma anche come ambito che richiede regole, tutela e responsabilità sociale. È questo il filo conduttore dell’intervento di Fausto Orsomarso, senatore e membro della Commissione Finanze, che oggi a Cosenza ha partecipato al convegno organizzato da Codere Italia, dedicato al futuro della regolazione e alla sostenibilità del settore.

Nel suo intervento, Orsomarso ha richiamato innanzitutto il peso economico del comparto: “Il gioco legale è un’industria che vale in Italia circa 150 miliardi”, ha sottolineato, ricordando che si tratta di un settore che produce occupazione e garantisce un contributo rilevante all’erario. Secondo i dati citati dal senatore, infatti, il gettito fiscale complessivo generato dal gioco legale si aggira intorno ai 14 miliardi di euro, una cifra che – ha osservato – non può essere ignorata nel dibattito pubblico, soprattutto se confrontata con le dimensioni delle manovre di bilancio.

Accanto al dato economico, Orsomarso ha evidenziato la necessità di distinguere tra gioco legale e fenomeni patologici. Il gioco, ha spiegato, è per molti cittadini una forma di intrattenimento, un passatempo diffuso e socialmente radicato. In Italia, ha ricordato, i giocatori sono circa 20 milioni, includendo chi acquista un gratta e vinci, chi gioca al Lotto o chi partecipa occasionalmente alle scommesse. La raccolta pro capite, secondo il senatore, non implica automaticamente una dimensione patologica, ma va interpretato all’interno di un contesto di consumo spesso occasionale.

Il punto cruciale, però, resta la tutela delle fasce vulnerabili. Orsomarso ha ricordato che ogni forma di dipendenza – dall’alcol alle droghe, fino al gioco patologico – genera costi sociali e sanitari per lo Stato. E proprio per questo, ha sostenuto, la regolazione deve diventare sempre più efficace, evitando rinvii e proroghe che per anni hanno lasciato il settore in una zona grigia normativa.

Il senatore ha rivendicato il lavoro svolto in Parlamento sulla riforma del gioco online, definendolo un passaggio complesso ma necessario. Oggi, ha osservato, il comparto digitale rappresenta una quota enorme della raccolta complessiva: su circa 150 miliardi, il gioco online arriverebbe a valere intorno agli 80 miliardi, con una crescita significativa registrata negli ultimi anni.

Il tema della regolazione, tuttavia, non riguarda soltanto l’assetto economico, ma anche la sicurezza e il contrasto all’illegalità. Orsomarso ha ricordato come l’assenza di un’offerta legale strutturata lasci inevitabilmente spazio al gioco illegale e alla criminalità organizzata, soprattutto nel settore online, dove il rischio di riciclaggio e infiltrazioni resta elevato. Ha citato, a questo proposito, l’attività di contrasto che ha portato alla chiusura di migliaia di siti irregolari.

Ampio spazio è stato dedicato anche al tema della tutela dei giovani. Secondo Orsomarso, la sfida principale è evitare che il gioco diventi una prospettiva di vita o uno strumento illusorio di riscatto sociale. Il gioco deve restare intrattenimento, non un progetto economico personale. Da qui l’importanza di strumenti come l’auto-limitazione, soprattutto nel gioco online, e di un ruolo attivo degli operatori autorizzati nel monitoraggio dei comportamenti a rischio.

Nel dialogo con i partecipanti, Orsomarso ha sottolineato che la responsabilità non può essere solo dello Stato: gli operatori concessionari devono tradurre le regole in prassi quotidiana, contribuendo alla protezione dei soggetti fragili e alla costruzione di un mercato più maturo, trasparente e controllato.

In conclusione, l’intervento del senatore ha ribadito una linea chiara: il gioco legale è una realtà economica e sociale che non può essere rimossa con approcci ideologici, ma deve essere governata con regole certe, controlli efficaci e strumenti di prevenzione, per impedire che l’intrattenimento si trasformi in rischio e che l’illegalità trovi nuovi spazi di espansione.

Redazione Jamma
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