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Imu. Tra le possibili coperture aumento delle accise su giochi

In: Cronache, Politica

26 agosto 2013 - 13:17


saccomanni-fabrizio

(Jamma) Aumento delle accise su giochi, bolli e sigarette (ma non sui carburanti). Potrebbero essere possibili fonti di copertura per evitare ai contribuenti il pagamento dell’Imu nello specifico della rata di giugno (slittata a settembre, del valore di 2,4 miliardi di euro), ma non per evitare tutto il pagamento della seconda rata, in calendario a dicembre.

In vista del Consiglio dei ministri di mercoledì, che sarà tutto dedicato all’Imu, sarebbero state trovate coperture per 3,4 miliardi di euro Soldi che dovrebbero provenire oltre che da un maggior gettito Iva, che arriverebbe dallo sblocco dei ritardati pagamenti della Pa e dal ricorso a somme non utilizzate destinate alla realizzazione di infrastrutture, anche dall’aumento delle accise su giochi, bolli e sigarette (ma non sui carburanti) e alcuni interventi taglia-sprechi. Anche se non sono stati dati indizi precisi su cosa tagliare per riuscire a recuperare i miliardi necessari ad una simile manovra.

Tra oggi e domani il ministro Saccomanni (nella foto) dovrebbe fare nuovamente il punto con il premier Enrico Letta prima di elaborare la proposta definitiva del ministero dell’Economia in vista del Consiglio dei ministri che si terrà il prossimo 28 agosto (che potrebbe anche slittare al 29). L’avvento della service tax sarà previsto dal decreto che sarà varato dallo stesso Cdm mentre il suo meccanismo di funzionamento dovrebbe essere invece rinviato alla prossima legge di stabilità da varare tra la fine di settembre e metà ottobre. Resta da capire se esiste ancora un margine per alleggerire la copertura necessaria per eliminare la rata di dicembre.

Una delle opzioni è l’estensione del bacino degli immobili di lusso (attualmente la categoria A1 con ville castelli) per la quale resta, e resterà, previsto il pagamento dell’imposta. Bacino che dovrebbe essere allargato ad altri immobili di pregio per limitare l’esenzione dall’imposta al 70-80% dei proprietari e far scendere la dote complessivamente necessaria da 4,4 a 3-3,4 miliardi.



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