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Il Senato affida alle Commissioni Giustizia e Finanze il ddl Baio-De Luca

In: Politica

25 luglio 2012 - 09:16


baionuova

Caltanissetta. Vincita ambigua ai Gratta&vinci

 

(Jamma) Assegnato in sede referente alle Commissioni Giustizia e Finanze del Senato il disegno di legge presentato dalle senatrici del Terzo Polo Emanuela Baio e Cristina De Luca recante ‘Disposizioni in materia di entrate erarialirelative ai giochi d’azzardo’. Presenteranno i propri parere anche le Commissioni Affari Costituzionali, Bilancio, Igiene e sanita’.

Per Emanuela Baio l’aumento della raccolta di gioco registrato negli ultimi anni non corrisponde ad un proporzionale aumento delle entrate erariali come è invece per tutti gli altri settori commerciali

“Secondo i dati dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, – ha affermato Baio – nel 2011 le entrate totali relative ai giochi (che includono varie imposte classificate sia come entrate erariali dirette che indirette) sono risultate pari a 8.640 milioni di euro, a fronte di una raccolta, giova rammentarlo, di ben 79,9 miliardi; in buona sostanza, l’utile erariale è stato pari al 10,80 per cento delle giocate, un importo davvero troppo modesto.
Un dato che si inserisce in un più ampio contesto, caratterizzato da una profonda confusione fiscale; nel nostro ordinamento, infatti, si riscontra una pluralità di aliquote, che oscillano in un range che va dallo 0,1 per cento al 53,6 per cento. Purtroppo, ciò dà origine a un messaggio che non è assolutamente chiaro, e che, proprio perché tale, appare tipico di uno Stato biscazziere.
Di qui la necessità, sottesa al presente disegno di legge, di semplificare e, al tempo stesso, di elevare il regime fiscale attualmente applicato alla maggior parte dei giochi d’azzardo. Si riscontrano infatti molte categorie di giochi la cui attuale tassazione è inferiore al 20 per cento e che, nel complesso, compongono la maggior parte della raccolta. L’esempio emblematico è rappresentato dagli apparecchi (slot, videolotterie e simili), che nel 2011 hanno prodotto più del 50 per cento della raccolta complessiva. In relazione a queste tipologie appare doveroso mutuare il regime applicato alle rendite finanziarie, che dal 1º gennaio 2012 è pari al 20 per cento, essendo queste ultime caratterizzate, mutatis mutandis, da quell’alea intrinseca riscontrabile nel gioco d’azzardo.
Ma, a ben vedere, – ha continuato – tale applicazione analogica risponde a ragioni di buon senso. Basti pensare che oggi i beni di consumo acquistati quotidianamente dai cittadini sono soggetti ad una tassazione IVA del 21 per cento: tollerare e mantenere un regime fiscale più favorevole in materia di giochi significa lanciare ai cittadini un messaggio distorto, secondo cui appare più vantaggioso giocare d’azzardo piuttosto che consumare beni e servizi, sebbene solo questi ultimi contribuiscano alla crescita del PIL nazionale e a mettere in moto l’economia del nostro Paese”.

 

DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.

(Aliquota minima applicabile ai giochi)

1. Il Ministero dell’economia e delle finanze-Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato adotta, con propri decreti, entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, tutte le disposizioni utili affinché l’aliquota minima applicabile ai giochi sia pari al 20 per cento.

2. Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano a quelle categorie di giochi che, alla data di entrata in vigore della presente legge, sono assoggettati ad una tassazione pari o superiore al 20 per cento.

Art. 2.

(Destinazione di una parte delle entrate erariali al recupero dei fenomeni di gioco d’azzardo patologico)

1. A decorrere dalla data di entrata in vigore dei decreti dirigenziali di cui all’articolo 1, comma 1, una quota corrispondente all’1 per cento delle entrate erariali derivanti da tutte le tipologie di giochi è destinata alla prevenzione, alla cura e alla riabilitazione dei soggetti affetti da gioco d’azzardo patologico, secondo la seguente ripartizione: un terzo a carico dello Stato, un terzo a carico dei concessionari e un terzo sulle vincite dei giocatori.

2. Il Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero della salute, entro un mese dalla data di entrata in vigore della presente legge, adotta con propri decreti le disposizioni utili a dare attuazione al comma 1.
3. Ai maggiori oneri di cui al comma 1 del presente articolo si provvede, a decorrere dall’anno 2012, rideterminando la spesa per consumi intermedi sostenuta dalle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 3 dell’articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, mediante una riduzione di pari importo. A tale fine le amministrazioni adottano con immediatezza, e comunque entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le necessarie misure di adeguamento ai nuovi limiti di spesa.

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