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Il pidiellino Gibiino e altri 38 parlamentari chiedono al Governo più limitazioni al marketing sul gioco

In: Politica

9 febbraio 2012 - 18:07


gibiino

(Jamma) Limitare sensibilmente i messaggi pubblicitari e di marketing rivolti al gioco d’azzardo e promuovere iniziative di sensibilizzazione ai rischi collegati con campagne informative nelle scuole e rivolte a tutti i cittadini. . Lo chiede il deputato Pdl Vincenzo Gibiino in un’ interpellanza urgente presentata alla Camera insieme ad altri 38 colleghi dove sollecita il Governo a una urgente regolamentazione del gioco d’azzardo.

 

Nella interpellanza si parte dalla considerazione che “in regioni quali la Sicilia, la Campania, la Sardegna e l’Abruzzo soprattutto le famiglie a basso reddito investono in gioco d’azzardo il 6,5 per cento della propria ricchezza e, di conseguenza, la maggior causa di ricorso a debiti e usura è da attribuire a questa dipendenza;

da quanto appena rappresentato emerge che il gioco, in Italia, coinvolge maggiormente le fasce più deboli; lo confermano i dati dell’Eurispes, infatti, investe i propri soldi in siffatta direzione chi ha un reddito inferiore, giocano il 47 per cento degli indigenti, il 56 per cento degli appartenenti al ceto medio-basso e il 66 per cento dei disoccupati;

l’1,5-3 per cento sul totale dei giocatori, presenta problemi di gioco d’azzardo patologico che consiste in un serio disturbo del comportamento assimilabile alle dipendenze e, quindi, necessita di un intervento specialistico multidisciplinare con il coinvolgimento di diverse istituzioni;

l’incremento di un simile trend è imputabile quasi esclusivamente alle scelte dei Governi, non c’è stato anno, infatti, in cui non siano state introdotte nuove offerte di gioco d’azzardo pubblico, per di più, lo Stato ha conferito, nel tempo, piena autonomia all’Amministrazione autonoma monopoli di Stato (Aams) che mediante una massiccia campagna pubblicitaria ed ottime strategie di marketing, ha aumentato regolarmente le entrate da gioco d’azzardo;

è stata, invece, rinviata e pertanto mai realizzata, la costruzione di una politica seria sul gioco pubblico che non solo si occupasse della tutela del profitto economico ed erariale ma che valutasse gli impatti negativi dell’incremento della spesa privata in gioco;

al fatturato legale stimato in 76,1 miliardi di euro si devono aggiungere i 10 miliardi di quello illegale perché le mafie, di fatto, si accreditano ad essere l’undicesimo concessionario «occulto» del monopolio;

alle indagini delle direzioni distrettuali antimafia delle rispettive procure della Repubblica di Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Potenza, Reggio Calabria e Caltanissetta hanno fatto seguito numerosi arresti nell’ambito del gioco d’azzardo, tutti riferibili ad esponenti della criminalità organizzata;

sono state rilevate infiltrazioni criminali nelle società di gestione dei punti scommesse che si prestano ad essere le migliori «lavanderie legali» come qualcuno le ha acutamente definite, nel grande mondo del calcio scommesse, un mercato che vale 3 miliardi di euro, nel circuito delle sale giochi utilizzate per adescare persone bisognose di soldi che diventano vittime dell’usura -:

I deputati chiedono di sapere se il Governo intenda assumere un’iniziativa normativa generale per la regolamentazione del settore del gioco d’azzardo che:

a) limiti sensibilmente i messaggi pubblicitari e di marketing rivolti al gioco e promuova al contempo iniziative di sensibilizzazione ai rischi collegati alla fattispecie in esame per mezzo di massicce campagne informative rivolte all’intera cittadinanza e da attivarsi in modo capillare nelle scuole;

b) assicuri la piena trasparenza delle società di gioco sia in ordine alla loro titolarità che alle operazioni poste in essere, prevedendo l’applicazione, con riferimento alle suddette società, della legislazione antimafia;

c) ai fini della prevenzione e del contrasto dei fenomeni dell’illegalità nel mercato dei giochi, preveda anche il delitto di gioco d’azzardo;

d) recepisca le indicazioni dell’organizzazione mondiale della sanità che ravvisa nel gioco d’azzardo compulsivo una forma morbosa chiaramente identificata come patologia clinica e che può rappresentare, a causa della sua diffusione, un’autentica malattia sociale a tal uopo prevedendo la responsabilità civile dei gestori nei riguardi della famiglie dei ludopatici.

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