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Graziano Delrio (pres.Anci): ‘Per contrastare il gioco d’azzardo dare ai sindaci la possibilità di intervenire’

In: Apparecchi Intrattenimento, Cronache, Personaggi, Politica

10 aprile 2012 - 10:04


delrio

(Jamma) Per contrastare il gioco d’azzardo  le richieste che il sindaco di Reggio e presidente dell’Anci, Graziano Delrio, rivolge a governo e a parlamento sono poche e mirate. Nessuna regola da “far west”, ma il potere di intervenire senza rischiare. Per il primo cittadino di Reggio occorre che «lo Stato smetta di fare pubblicità al gioco, così come ha fatto per il fumo, e riconosca la patologia derivante dalla dipendenza da gioco per i giocatori compulsivi. Inoltre, ai sindaci deve essere data la possibilità di regolamentare la presenza delle slot machine sul proprio territorio».

Il che significa, in pratica, dare ai sindaci la possibilità di poter chiudere i locali in cui sono presenti le macchinette “mangiasoldi”, se non rispettano le regole e di poter regolare gli orari di apertura e il numero delle macchinette.

Tutte richieste che sono il linea con quelle del Conagga, (Coordinamento nazionale gruppi per giocatori d’azzardo) e del Cnca (Coordinamento nazionale comunità di accoglienza), di cui il referente è il reggiano Matteo Iori, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, sottolinea Delrio.

La richiesta dei sindaci di un intervento da parte dello Stato è ormai una costante. Basta scorrere il sito dell’Anci per rendersi conto di come il gioco di azzardo sia considerato una emergenza nazionale. A Torino, Udine, Verbania solo per citare gli ultimi casi.

Nel capoluogo piemontese, il Comune in stretta collaborazione con la Questura, analizzerà il fenomeno dei giochi, sia legali sia illegali, per tutelare le vittime e smantellare gli esercizi commerciali di copertura di attività illegali e l’usura.

A Udine, invece, il primo cittadino ha sospeso per un anno tutte le autorizzazioni per i locali dedicati al gioco di azzardo, mentre a Verbania il primo cittadino Zacchera ha dovuto fare i conti con la sentenza del Tar che ha dichiarato illegittima l’ordinanza del Comune che limitava l’orario di funzionamento delle slot machine dalle 15 alle 22 e ha deciso di ricorrere contro la richiesta di risarcimento di oltre un milione di euro avanzata da una delle ditte che gestiscono slot machine.

Sono tuttavia misure limitate attraverso le quali i sindaci cercano di farsi sentire, ma che richiedono evidentemente una presa di posizione forte da parte di chi può di più: lo Stato.

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