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Gravina (FIGC): “Necessario un supporto dal Governo per trasformare il betting in motore di sviluppo”

In occasione della presentazione del nuovo progetto tecnico del calcio giovanile italiano, il presidente della FIGC Gabriele Gravina (in foto) è tornato a sollecitare il Governo per una riforma del sistema di contribuzione derivante dal betting. L’obiettivo dichiarato è trasformare il settore delle scommesse da una “minaccia etica” a un vero e proprio motore finanziario di sviluppo, necessario per sostenere il rilancio dei vivai e il superamento del degrado infrastrutturale che colpisce il calcio nazionale, sia maschile che femminile.

Il fulcro della proposta federale risiede nel riconoscimento del diritto d’autore sugli eventi sportivi. Gravina ha richiamato esplicitamente una risoluzione dell’Unione Europea del 2011 che tutela l’organizzazione delle competizioni, sottolineando come il calcio sia il prodotto primario che alimenta il mercato del gioco. Secondo il presidente, l’introduzione di una quota sui proventi — sulla scia di quanto accade in altri Paesi europei dove la media è dell’1% del raccolto, con punte del 3,5% in Portogallo — rappresenterebbe un atto di giustizia economica che non andrebbe a gravare sulla fiscalità generale né sul bilancio dello Stato.

L’analisi presentata evidenzia un forte squilibrio nel sistema dei contributi: per ogni euro ricevuto, il mondo del calcio ne restituisce 19,7 al Sistema Paese. Da qui l’urgenza di rivedere i flussi per sostenere un comparto che svolge una funzione non solo tecnica, ma anche sociale. Un supporto oggettivo da parte dell’esecutivo è ritenuto indispensabile per dare gambe alla neonata “Officina del talento”, un piano ambizioso che prevede la creazione di un coordinamento tecnico unico tra Settore Giovanile, Settore Tecnico e Club Italia.

Tra le novità del progetto figurano il lancio di una nuova idea di accademia federale e il superamento del concetto di iper-tatticismo nei vivai, per rimettere al centro la tecnica individuale. La FIGC sta inoltre lavorando a soluzioni innovative come l’introduzione di un algoritmo per contrastare il “Relative Age Effect” (RAE), volto a valutare i ragazzi in base all’età biologica anziché a quella anagrafica, e la valorizzazione della figura del “maestro di calcio”. Si tratta di un percorso di riforma che, nelle parole di Gravina, richiede impegno e risorse certe, individuando nel mercato delle scommesse la chiave per garantire stabilità ai formatori e qualità alla formazione dei giovani talenti italiani.

Redazione Jamma
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