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Gramazio (Pdl): ‘Monti, non crede che il trasferimento di Rapetto sia una ritorsione per il suo brillante risultato?’

In: Apparecchi Intrattenimento, Newslot, Personaggi, Politica

28 maggio 2012 - 10:25


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(Jamma)  Il trasferimento del colonnello Umberto Rapetto nuovamente al centro di un ‘interrogazione parlamentare. Nella seduta di giovedì 24 maggio l’onorevole del Pdl Domenico Gramazio ha presentato un’interrogazione con richiesta di risposta scritta con la quale chiede al Presidente del Consiglio dei ministridi sapere se il trasferimento del colonnello Rapetto sia semplicemente una ritorsione per il suo brillante risultato e per la sua mancata elasticità a fronte delle pressioni ad evitare scandali che potessero coinvolgere altre amministrazioni sempre dipendenti dal Dicastero dell’economia e delle finanze come invece avvenuto e se la mancata appartenenza a lobby o squadre di fedelissimi, possa pregiudicare fino a questo punto la carriera degli ufficiali migliori.

Di seguito il testo integrale dell’interrogazione

Premesso che:

i Monopoli di Stato e le società concessionarie delle slot machine sono stati condannati dalla Corte dei conti a pagare oltre 2 miliardi e 500 milioni di euro di penali contrattuali per il mancato collegamento degli apparati alla rete dell’anagrafe tributaria con disastrose conseguenze per l’erario;

le indagini delegate dalla Procura della Corte dei conti sono state svolte dal Nucleo speciale frodi telematiche della Guardia di finanza sotto la direzione del colonnello Umberto Rapetto, che, nonostante i ridottissimi mezzi a disposizione, ha conseguito quello che costituisce il più importante risultato mai conseguito dalla Guardia di finanza;

premesso che a quanto risulta all’interrogante:

il Procuratore generale della Corte dei conti del Lazio pro tempore, dottor Ribaudo, ha proposto l’ufficiale e i suoi collaboratori ad un avanzamento per straordinari meriti di servizio ma il Comando generale non ha ritenuto di prendere in considerazione la lettera formale e non ha nemmeno istruito la pratica per l’esame della questione, nonostante le promozioni non siano infrequenti e vadano a premiare persone che non hanno avuto alcun bisogno di fare operazioni clamorose e spesso si sono distinte solo per eccezionale “fedeltà”;

il colonnello Rapetto, impegnato in tante delicatissime deleghe ricevute dalle Procure della Repubblica di tutta Italia, è anche assegnatario dello spinoso compito di coordinare le attività tecniche di recupero ed analisi dei dati memorizzati nella scatola nera e nei computer di bordo della nave Costa “Concordia”, nonché delle non meno scottanti indagini relative alle irregolarità nella gestione del condono edilizio commesse dal sistema informatico del Comune di Roma;

il colonnello Rapetto, che è considerato il più brillante investigatore in tema di criminalità informatica non solo in Italia e che è stato – fra l’altro – capace di far condannare in via definitiva gli hacker che avevano violato i siti Internet del Pentagono, della Nasa, di tanti Governi stranieri, di importanti istituzioni ed enti pubblici italiani, appena la sentenza della Corte dei conti ha confermato la bontà delle sue indagini e condannato i responsabili del ciclopico danno erariale (computato al netto delle riduzioni determinate da interventi normativi e interpretazioni “favorevoli” ai colpevoli e contrarie agli interessi dello Stato), è stato rimosso dall’incarico di comandante del Nucleo speciale e sbalorditivamente destinato alla frequenza di un corso al Centro alti studi difesa dove lo stesso insegna con successo didattico ineguagliabile da circa 15 anni;

l’ufficiale, a seguito della comunicazione del trasferimento ad altro incarico, ha formalmente chiesto di conferire con il Comandante generale per esigenze di servizio e la sua istanza – nonostante quanto previsto dal regolamento di disciplina militare – è stata bloccata dalla gerarchia intermedia senza mai giungere all’organo di vertice che avrebbe potuto decidere se ricevere o meno il colonnello Rapetto;

considerato che il colonnello Rapetto non è stato promosso al grado di generale perché ritenuto dalla Commissione superiore di avanzamento in possesso di qualità intellettuali appena “buone”, a giudizio dell’interrogante in brutale spregio del fatto che Rapetto abbia insegnato in numerosi Atenei italiani e nell’ultimo anno accademico alla facoltà di Ingegneria dell’Università di Genova, collabori assiduamente con “Il Sole-24 Ore” e altri quotidiani, sia molto spesso presente con editoriali sui settimanali “Oggi” e “Sette” del “Corriere della Sera” , sia autore di oltre 50 libri, abbia ripetutamente tenuto lezioni (unico ufficiale non di Forza Armata) in lingua inglese alla Nato School di Oberammergau in Germania, abbia svolto docenza all’allora Scuola di guerra, all’Istituto Superiore degli stati maggiori interforze, al Centro alti studi difesa, alla Scuola di polizia tributaria, alla Scuola tecnica di polizia e in tanti altri istituti di formazione militare, sia stato il Consigliere per la sicurezza tecnologica del Presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), abbia rappresentato l’Italia su delega del Ministero degli esteri nei congressi del Nuclear suppliers group (NSG, l’organismo internazionale per il controllo del nucleare) e del Missile technology control regime (MTCR, per la non proliferazione dell’armamento missilistico) occupandosi di trasferimento di tecnologia intangibile e quindi di spionaggio militare tramite Internet, sia stato distaccato in posizione dirigenziale per alcuni anni all’Autorità per l’informatica nella pubblica amministrazione dove oltre ad essere stato l’assistente del Vice Presidente ha avuto la responsabilità di alcuni progetti speciali, sia stato il promotore e il coordinatore dei primi corsi di “technointelligence” presso il SISDE diretto allora dal prefetto Stelo, sia stato consulente anche della Commissione d’inchiesta sull’affare Telekom-Serbia, e che abbia ricevuto dall’AICA (la storica Associazione italiana per l’informatica ed il calcolo automatico) il premio EUCIP Champion, ovvero lo stesso riconoscimento che l’anno precedente è stato attribuito a Federico Faggin, inventore del microprocessore,

si chiede di sapere:

se risulti al Presidente del Consiglio dei ministri se il trasferimento del colonnello Rapetto – allontanato dal comando senza alcuna consultazione così come invece è avvenuto per altri ufficiali, forse perché lo stesso non ha mai fatto parte di cordate o correnti che notoriamente caratterizzano la Guardia di finanza così come i fatti di cronaca hanno ripetutamente evidenziato – sia semplicemente una ritorsione, a giudizio dell’interrogante spietata, per il suo brillante risultato e per la sua mancata elasticità a fronte delle pressioni ad evitare scandali che potessero coinvolgere altre amministrazioni sempre dipendenti dal Dicastero dell’economia e delle finanze come invece avvenuto;

se risulti che i colleghi di Rapetto, considerati migliori in sede di promozione al grado di generale e riconosciuti in possesso di “validissime” qualità intellettuali, abbiano davvero un così strabiliante curriculum che giustifichi il vantaggio ottenuto in graduatoria;

se la mancata appartenenza a lobby o squadre di fedelissimi, possa pregiudicare fino a questo punto la carriera degli ufficiali migliori;

se l’annunciato congedo del colonnello Rapetto, prima mortificato in avanzamento e adesso messo da parte facendogli frequentare i corsi nell’ambito dei quali egli ha svolto a lungo attività di docenza non costituisca un danno incredibile per il Paese e confermi il disinteresse a premiare chi si impegna e ottiene risultati sorprendenti e di rilevante importanza per la collettività;

inoltre, quale risposta sia stata data all’autorità giudiziaria di Grosseto che avrebbe chiesto di riconsiderare il trasferimento del colonnello Rapetto vista la pendenza delle attività tecnico-investigative per il procedimento relativo al naufragio della Costa “Concordia”, se è vero che al posto del Colonnello Rapetto, guida carismatica del Nucleo speciale e professionista di inconfutabile competenza ai massimi livelli mondiali, sarà assegnato un parigrado, a giudizio dell’interrogante più controllabile, privo di conoscenza del settore e del know how tecnologico;

se inoltre sia vero che – dopo anni di inutili reiterazioni del tentativo di Rapetto di ottenere mezzi e personale – il Nucleo Speciale sia stato potenziato proprio quando il comandante (e creatore) del reparto è stato allontanato e se tale potenziamento avvenga senza che siano stati selezionati i militari da assegnare, acquisiti gli strumenti di lavoro predisposti i locali in cui svolgere l’attività;

se sia vero che la partenza di Rapetto dal Nucleo comporti l’assegnazione di ben sei ufficiali nel tentativo di poter sostituire chi con soli due militari, con il ruolo di capitano, ha inanellato continui successi e dimostrato che è possibile contrastare i sempre più frequenti e diffusi crimini tecnologici (con gioia dei cittadini ed innegabile ritorno di immagine per la Guardia di finanza;

se ritenga opportuno che la Guardia di finanza continui impunita in una gestione delle risorse difficilmente condivisibile, nel continuo permanere di scontri tra correnti facenti capo ai diversi generali di corpo d’armata in lotta per aggiudicarsi la posizione di Comandante generale, nella dolorosa constatazione di sempre più numerosi casi di suicidio tra i militari del Corpo che sono la cartina al tornasole di una condizione di malessere dell’organizzazione;

se il Governo non ritenga che risorse come il colonnello Rapetto debbano essere salvaguardate da simili ingiustizie e se non sia opportuno trovare altra collocazione istituzionale ad un personaggio che, in tanti anni di servizio e di positiva esposizione mediatica, rappresenta uno dei volti di maggiore fiducia per il cittadino e che per fenomenale professionalità ed assoluta indipendenza costituisce pregiato soggetto di assoluta garanzia.

 

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