PoliticaGioco online, possibile nuova tassa europea: il dossier slitta al vertice del...

Gioco online, possibile nuova tassa europea: il dossier slitta al vertice del Consiglio di ottobre

Il futuro del bilancio dell’Unione europea entra nel vivo e, tra le possibili nuove fonti di finanziamento allo studio delle istituzioni comunitarie, compare anche il settore del gioco online. I leader dei Ventisette, riuniti a Bruxelles per il Consiglio europeo il 19 giugno scorso, hanno discusso il nuovo Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2028-2034, avviando una fase negoziale che potrebbe portare all’introduzione di nuove entrate proprie dell’Unione.

Al termine dei lavori, il Consiglio europeo ha incaricato l’Irlanda, che assumerà la presidenza di turno dell’UE dal prossimo luglio, di portare avanti il negoziato sulla base dello schema elaborato dalla presidenza cipriota e di presentare ulteriori sviluppi entro il vertice di ottobre.

L’obiettivo è arrivare a un accordo il prima possibile. Nelle conclusioni approvate dai leader europei si sottolinea infatti che un’intesa entro la fine del 2026 consentirebbe di adottare nel corso del 2027 tutti gli atti legislativi necessari, evitando ritardi nell’avvio dei programmi europei e garantendo che i finanziamenti raggiungano i beneficiari senza interruzioni a partire dal gennaio 2028.

La discussione riguarda il bilancio attraverso il quale l’Unione europea finanzia le proprie politiche comuni, dal sostegno all’agricoltura ai programmi di ricerca e innovazione, dai fondi di coesione territoriale agli investimenti per la competitività economica, fino alle iniziative per l’istruzione e la mobilità degli studenti.

Secondo la proposta iniziale della Commissione europea, il nuovo bilancio pluriennale dovrebbe raggiungere i 2.000 miliardi di euro. Nelle scorse settimane la presidenza cipriota ha avanzato una proposta di riduzione del 2%, ma il compromesso continua a dividere gli Stati membri. Da una parte vi sono i Paesi contributori netti, che versano al bilancio europeo più di quanto ricevono; dall’altra quelli che beneficiano maggiormente delle risorse comunitarie e che puntano a mantenere elevati i livelli di spesa.

Per superare questo tradizionale scontro, Bruxelles sta valutando l’introduzione di nuove risorse proprie, cioè entrate che non derivino direttamente dai contributi nazionali dei singoli Stati.

Tra le ipotesi già discusse figurano una quota dei proventi derivanti dalla vendita dei permessi europei di emissione di CO₂, una parte delle entrate generate dal meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, un contributo sui rifiuti elettronici non raccolti, una quota delle accise sul tabacco e un prelievo annuale sulle grandi imprese che operano nel mercato unico.

Accanto a queste opzioni compaiono però anche misure che interessano direttamente alcuni comparti dell’economia digitale. Tra le possibili nuove entrate sono infatti citate una tassa sui grandi patrimoni, un’imposta sui servizi digitali, una tassazione sulle plusvalenze derivanti dalle cripto-attività e un prelievo sul gioco online.

Per il settore del gambling si tratta, al momento, di una proposta ancora allo stadio preliminare. Qualsiasi nuova forma di imposizione europea richiederebbe infatti l’unanimità dei 27 Stati membri, una condizione che rende il percorso particolarmente complesso. Proprio per questo il Consiglio europeo ha affidato alla futura presidenza irlandese il compito di verificare quali opzioni possano raccogliere il consenso necessario e di elaborare una proposta di compromesso da sottoporre ai governi entro il prossimo autunno.

La pressione sui negoziatori è elevata. Oltre alle difficoltà legate alla ricerca dell’unanimità, il calendario politico europeo impone tempi rapidi. Nel 2027 diversi Stati membri, tra cui Italia, Francia, Spagna e Polonia, saranno impegnati in importanti appuntamenti elettorali che potrebbero rendere più difficile il raggiungimento di un accordo.

Parallelamente continua il confronto sulle priorità di spesa. Alcuni governi chiedono di preservare il peso delle politiche agricole e dei fondi destinati alle regioni meno sviluppate, mentre altri ritengono necessario destinare maggiori risorse a difesa, sicurezza, innovazione tecnologica e competitività industriale per rafforzare la posizione dell’Europa nei confronti di Stati Uniti e Cina.

In questo quadro, l’eventuale coinvolgimento del settore del gioco online tra le future fonti di finanziamento dell’Unione rappresenta uno dei temi che gli operatori seguiranno con maggiore attenzione nei prossimi mesi. Molto dipenderà dalla capacità della presidenza irlandese di costruire un compromesso in grado di soddisfare interessi nazionali spesso divergenti e di portare il dossier verso un accordo entro la fine del 2026. Di fatto, se si esclude l’approvazione di una mozione in Parlamento che ha registrato una elevata discordanza di opinioni, la proposta si configura ancora come una ipotesi, lontana da una concreta attuazione.

Altri articoli

EuroJackpot e Euronumeri di venerdì 19 giugno 2026

Ultima estrazione Eurojackpot e Euronumeri: combinazione vincente e quote di oggi

Superenalotto e SuperStar di venerdì 19 giugno 2026

Ultima estrazione SuperEnalotto e SuperStar: numeri vincenti e quote di oggi

Million Day e numeri Extra di venerdì 19 giugno 2026

Ultima estrazione MillionDay e numeri Extra: le combinazioni vincenti di oggi