HomeAttualitàGioco legale, Lollobrigida (ADM): "Serve completare il riordino del settore fisico"

Gioco legale, Lollobrigida (ADM): “Serve completare il riordino del settore fisico”

Nell’ambito del corso di formazione per giornalisti “Gioco legale: dati, regole e responsabilità dell’informazione”, in svolgimento oggi a Roma, il direttore della Direzione Giochi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Mario Lollobrigida (in foto), ha ribadito la necessità di portare a termine il percorso di riordino del gioco pubblico, richiamando l’attenzione sulle conseguenze legate al mancato decreto sul gioco fisico e sulla corretta lettura dei dati del comparto.

Lollobrigida ha ricordato che negli ultimi decenni il sistema italiano si è sviluppato attraverso un progressivo processo di regolamentazione, con l’obiettivo di contrastare il gioco illegale e rafforzare le tutele per i consumatori. Oggi, però, il settore terrestre continua a fare i conti con una forte frammentazione normativa dovuta alle diverse disposizioni regionali e comunali sui luoghi sensibili.

Il direttore Giochi di ADM ha sottolineato che l’attuale situazione rende complesso procedere con nuove gare concessorie. In questo contesto, ha richiamato anche le osservazioni del Consiglio di Stato, secondo cui non è possibile chiedere agli operatori di effettuare investimenti rilevanti senza la certezza di poter svolgere l’attività. Finché non sarà definito un quadro uniforme, ha spiegato, sarà difficile superare l’attuale fase di incertezza.

Dopo il riordino del gioco online, realizzato con il decreto legislativo n. 41 del 2024, resta infatti da completare quello del gioco fisico previsto dalla legge delega, che fissa al 28 agosto il termine per l’adozione del provvedimento. Il testo predisposto dall’ADM è attualmente all’esame della Presidenza del Consiglio dei ministri e, una volta ottenuto il via libera, dovrà passare alla Conferenza Stato-Regioni per la definizione delle misure condivise, comprese quelle relative alla distribuzione dei punti di gioco e agli strumenti di tutela dei giocatori. Secondo Lollobrigida, la mancata approvazione del provvedimento potrebbe avere ripercussioni significative. “Molte concessioni operano ormai in regime di proroga da anni”, ha ricordato, citando in particolare il Bingo. Una situazione che, a suo avviso, potrebbe esporre l’Italia anche a possibili rilievi in ambito europeo. “Auspico che il percorso di riordino possa essere completato”, ha aggiunto, evidenziando che “senza una disciplina nazionale chiara” sarà difficile procedere con le nuove concessioni.

Tra gli elementi previsti nel percorso di riordino, il direttore Giochi ha indicato anche la necessità di introdurre un sistema di formazione continua per gli operatori del settore attraverso un programma definito a livello nazionale e condiviso con le strutture competenti in materia sanitaria. Attualmente, ha osservato, iniziative di questo tipo sono presenti soltanto in alcune normative regionali.

Nel suo intervento, Lollobrigida ha poi affrontato il tema della rappresentazione economica del settore. “La raccolta, da sola, non descrive adeguatamente il fenomeno”, ha spiegato. Nel 2025 la raccolta complessiva ha superato i 165 miliardi di euro, ma gran parte delle somme è stata restituita ai giocatori sotto forma di vincite. Per questo, secondo il direttore Giochi, il dato più significativo è quello della spesa effettiva, che nel 2025 si è attestata intorno ai 22 miliardi di euro. “È questo il parametro che consente di valutare correttamente le dimensioni del mercato”, ha osservato.

Infine, Lollobrigida ha evidenziato i progressi compiuti nel monitoraggio del gioco online. “Disponiamo oggi di strumenti di analisi molto avanzati”, ha affermato, ricordando che le nuove concessioni prevedono obblighi più stringenti per gli operatori, chiamati a intervenire anche attraverso sistemi di intelligenza artificiale quando emergono segnali di gioco problematico. Da qui l’invito a basare il dibattito pubblico su dati completi, evitando “letture parziali” che possano offrire una rappresentazione non corretta del settore.

Redazione Jamma
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