Il mercato del gioco online illegale continua a crescere in Europa, sottraendo risorse agli Stati membri e alimentando fenomeni di criminalità economica. È quanto emerso nel corso della tavola rotonda di alto livello organizzata dall’European Casino Association (ECA) al Parlamento europeo, su iniziativa dell’eurodeputato Lukas Mandl, dedicata al contrasto del gioco illegale online.
All’incontro hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni europee e nazionali, tra cui membri del Parlamento europeo, della Commissione europea, dell’Autorità europea antiriciclaggio (AMLA), di Eurojust, del Joint Parliamentary Scrutiny Group on Europol, delle autorità di regolazione del gioco e del settore.
Nel corso dei lavori, il presidente dell’ECA, Erwin van Lambaart, ha presentato per la prima volta i dati relativi al 2025 dello studio annuale realizzato da Gambling Compliance International (GCI), che fotografa una crescita significativa del fenomeno.
Secondo il rapporto, il mercato del gioco online illegale rivolto ai consumatori dell’Unione europea ha raggiunto nel 2025 un valore di 91,6 miliardi di euro, con un incremento di circa il 14% rispetto all’anno precedente. Lo studio stima inoltre che oltre 6.200 operatori illegali siano attivamente rivolti ai consumatori europei e che la maggior parte dei contenuti di gioco online visualizzati dagli utenti promuova operatori privi di licenza.
L’impatto economico per gli Stati membri è rilevante anche sul piano fiscale: nel solo 2025 le entrate tributarie perse a causa del gioco illegale vengono stimate in 22,9 miliardi di euro.
Nel corso del confronto, l’ECA ha ribadito la necessità di utilizzare una terminologia chiara quando si affronta il tema del mercato del gioco. Secondo l’associazione, nei 27 Paesi dell’Unione europea non esiste un “mercato grigio”: un operatore è legale se è autorizzato e in possesso della licenza nel Paese in cui offre i propri servizi, mentre chi opera senza licenza deve essere considerato illegale.
L’associazione ha inoltre sottolineato come gli operatori autorizzati siano tenuti a rispettare le normative europee e nazionali, applicare le misure di prevenzione del riciclaggio, garantire strumenti di tutela per i giocatori vulnerabili e versare le imposte previste. Al contrario, gli operatori illegali sfuggono ai controlli, non contribuiscono al gettito fiscale e, secondo l’ECA, possono agevolare attività di riciclaggio di denaro e rivolgersi anche ai soggetti più vulnerabili.
L’iniziativa arriva in un momento ritenuto particolarmente significativo, a pochi giorni dalla proposta della Commissione europea di riformare il mandato di Europol. Per l’ECA si tratta dell’occasione per rafforzare gli strumenti europei di contrasto al gioco illegale.
L’associazione ha precisato di non chiedere un’armonizzazione della normativa sul gioco d’azzardo, materia che resta di competenza dei singoli Stati membri, ma un coordinamento più efficace delle attività di contrasto contro il gioco illegale, la criminalità organizzata e il riciclaggio di denaro che, secondo l’ECA, gravitano attorno a questo mercato.







