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Gioco, “Giocare da grandi”: Barabotti (Commissione Attività Produttive) : “Fiducia nelle istituzioni e formazione come strumenti per gestire il rischio”

La ricostruzione della fiducia nelle istituzioni e una maggiore formazione sui temi del rischio rappresentano elementi centrali per accompagnare le trasformazioni sociali e tecnologiche che stanno interessando le nuove generazioni. È quanto ha sottolineato Andrea Barabotti, membro della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera dei deputati, intervenendo all’incontro “Giocare da grandi. Generazioni a confronto tra sogni e realismo”, promosso dall’Osservatorio sul gioco pubblico di SWG e ospitato oggi a Roma presso la Sala Capranichetta dell’Hotel Nazionale.

Nel suo intervento Barabotti ha affrontato il tema della percezione del rischio da parte dei cittadini e del ruolo che le istituzioni possono svolgere per favorire una maggiore consapevolezza. Secondo il parlamentare, uno dei punti di partenza riguarda il rapporto di fiducia tra giovani e istituzioni, un elemento che negli ultimi anni si è progressivamente indebolito anche a causa dei cambiamenti nel sistema della comunicazione pubblica e politica.

Barabotti ha osservato come il dibattito pubblico contemporaneo sia spesso segnato da un clima di diffidenza nei confronti delle istituzioni e dell’azione legislativa. In molti casi, ha spiegato, il confronto politico tende a trasformarsi in un “processo alle intenzioni” del legislatore, alimentando una percezione di sfiducia che finisce per incidere anche sul rapporto tra cittadini e decisioni pubbliche. Per questo motivo, secondo il deputato, il primo obiettivo della politica deve essere quello di recuperare autorevolezza e credibilità.

Negli ultimi anni, ha aggiunto, il sistema della comunicazione è stato profondamente trasformato dall’esplosione dei social media e dalla progressiva disintermediazione della comunicazione politica. Un cambiamento che ha alterato i meccanismi tradizionali di costruzione del consenso e della fiducia. «La mia generazione e quelle precedenti erano abituate al principio del vedere per credere», ha osservato Barabotti, sottolineando come oggi questo meccanismo sia diventato più fragile. L’avvento delle nuove tecnologie, e in particolare dell’intelligenza artificiale, rende infatti possibile la diffusione di contenuti e immagini che possono apparire realistici pur non essendolo.

In questo scenario, secondo il parlamentare, la risposta non può che essere un ritorno alla credibilità delle istituzioni e delle figure pubbliche. La politica, ha spiegato, deve tornare a esercitare un ruolo autorevole nel dibattito pubblico, costruendo spazi di confronto in cui sia possibile mediare tra posizioni diverse e trovare soluzioni condivise nell’interesse del Paese. Solo attraverso questo percorso, ha aggiunto, sarà possibile ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.

Barabotti ha inoltre sottolineato come questo processo non riguardi soltanto la politica, ma anche gli altri pilastri del sistema democratico, dalla comunicazione al potere giudiziario fino alle istituzioni esecutive. La credibilità delle istituzioni, ha spiegato, è un elemento sistemico che coinvolge l’intero funzionamento della democrazia.

Un ruolo centrale, secondo il deputato, spetta anche all’azione normativa. Le istituzioni sono chiamate ad accompagnare le grandi trasformazioni tecnologiche e sociali con regole adeguate, capaci di valorizzare le opportunità offerte dall’innovazione senza trascurarne i possibili rischi. Questo vale in particolare per tecnologie come l’intelligenza artificiale e per fenomeni come l’uso massiccio dei social network, che oggi coinvolgono ampie fasce della popolazione e in particolare i più giovani.

Barabotti ha richiamato l’attenzione sul fatto che, in alcuni casi, i social network rappresentano ormai uno dei principali strumenti di socializzazione per intere generazioni. Una trasformazione che pone nuove sfide anche sul piano educativo e culturale.

Proprio il tema della consapevolezza rappresenta, secondo il parlamentare, il punto di contatto con la discussione sul gioco e sull’educazione finanziaria. In tutti questi ambiti, ha osservato, il rischio è una componente inevitabile dell’esperienza individuale. «Il rischio fa parte del lavoro, fa parte del gioco e fa parte della vita professionale», ha spiegato.

La differenza, secondo Barabotti, sta nel modo in cui questo rischio viene affrontato. Quando il rischio è accompagnato da conoscenza e consapevolezza può diventare una leva di opportunità; quando invece manca una formazione adeguata, aumenta la probabilità che si trasformi in un pericolo. Per questo motivo il compito delle istituzioni deve essere innanzitutto quello di promuovere percorsi di formazione e informazione capaci di rafforzare la capacità dei cittadini di prendere decisioni consapevoli.

In conclusione, il parlamentare ha sottolineato come la politica debba dimostrare lungimiranza di fronte alle grandi trasformazioni in atto, ponendo al centro l’educazione, la formazione e l’accompagnamento delle nuove generazioni. Solo attraverso un approccio di questo tipo, ha osservato, sarà possibile affrontare le sfide poste dall’innovazione tecnologica e dai cambiamenti sociali, riducendo i rischi e valorizzando le opportunità offerte dal futuro.

Redazione Jamma
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