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Gioco d’azzardo. A Roma si parla di prevenzione e contrasto al gioco patologico

In: Associazioni, Politica

6 luglio 2012 - 10:20


Imma Romano (Codere) : “Ruolo del concessionario fondamentale per promuovere cultura del gioco responsabile”

 

(Jamma) Il gioco, da sempre sinonimo di divertimento svolge una funzione ad alto impatto sociale. Su questa e altre considerazioni si basa il progetto che ha portato alla organizzazione di un convegno, oggi a Roma, voluto dalla associazione Primo Consumo. “Giocare può trasformarsi da piacevole passatempo a vero e proprio disturbo psicopatologico. Già dal 1980 gli studiosi del fenomeno hanno riconosciuto la dipendenza da gioco d’azzardo come patologia al pari della dipendenza da sostanze d’abuso. Nel 1992 l’OMS riconosce nel gioco d’azzardo compulsivo una “forma morbosa chiaramente identificata e sostiene che in assenza di misure idonee di informazione e prevenzione può rappresentare , a causa della diffusione, un’autentica malattia sociale”. Il giocatore definito patologico ricerca un coinvolgimento sempre crescente nel gioco d’azzardo”, manifesta un “bisogno di giocare somme di denaro sempre maggiori” e sviluppa una progressiva perdita di capacità nel mettere limiti al suo coinvolgimento nel gioco sulla base di un particolare schema comportamentale di “rincorsa” delle proprie perdite. L’inseguimento del denaro perso e il desiderio di “rifarsi” può condurre nel corso del tempo il giocatore verso un vero e proprio disastro economico che prevede spesso il ricorso a richieste di prestiti, ad usura e menzogne in famiglia e in alcuni casi a comportamenti estremi come azioni illegali o tentativi di suicidio. L’Italia si piazza al terzo al posto tra i paesi che giocano di più al mondo: 800 mila sono i dipendenti da gioco d’azzardo all’interno di un bacino di quasi due milioni di giocatori a rischio che non risparmia pensionati e adolescenti”.

 

Al convegno ha partecipato anche il presidente del Consiglio regionale del Lazio , Claudio Bucci “Il fenomeno si è sviluppato velocemente e ha assunto dimensioni preoccupanti” ha ricordato Bucci a proposito del gioco d’azzardo. “Le risposte delle istituzioni sono state a lungo sollecitate e sono arrivate tardi”. “Gli enti locali possono giocare un loro ruolo, anche se la regolamentazione di queste attività è a livello nazionale. Ogni iniziativa può avere una maggiore efficacia se c’è partecipazione degli operatori. Alcuni concessionari stanno facendo prevenzione, altri operatori che si muovo fuori da ogni regola. Come Regione Lazio siamo riusciti a presentare una proposta di legge che ha come obiettivo quello di fare prevenzione attraverso una fitta rete di collaborazioni”.

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