“Questo libro non è un saggio contro qualcuno, ma il racconto di un’esperienza politica e personale maturata sul campo, con l’obiettivo di rimettere al centro un tema troppo spesso avvolto dal silenzio e dall’ipocrisia”. Così Stefano Vaccari (in foto), deputato PD, intervenendo a Roma presso la sede nazionale della CGIL alla presentazione del suo libro “Non è un gioco, è azzardo“.
Vaccari ha chiarito di non avere un approccio proibizionista, ma di sostenere politiche di riduzione del danno per contrastare le dipendenze. Ha quindi denunciato quella che ha definito una narrazione distorta sul gioco d’azzardo, citando come esempi la promozione indiretta di piattaforme di gioco attraverso il mondo del calcio, il dibattito sulle sponsorizzazioni sportive e le richieste di destinare una quota del gettito del gioco al sistema calcistico.
Tra gli aspetti maggiormente criticati figura anche il concetto di “gioco responsabile”, che secondo Vaccari si è rivelato inefficace, così come l’idea che l’espansione del gioco legale rappresenti oggi uno strumento sufficiente per contrastare quello illegale. A questo proposito ha richiamato le relazioni della Direzione nazionale antimafia, che continuano a evidenziare il forte interesse della criminalità organizzata per il settore.
Il deputato del Partito Democratico ha inoltre contestato la progressiva espansione dell’offerta di gioco, soffermandosi in particolare sulla continua introduzione di nuovi giochi e lotterie, che alimentano ulteriormente il fenomeno.
Ripercorrendo il lavoro parlamentare svolto negli anni, Vaccari ha ricordato la proposta di riforma organica depositata all’inizio della legislatura e ispirata alle conclusioni della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie del 2017. A suo giudizio, il Governo ha invece scelto di procedere con un riordino frammentato, affrontando prima il settore online e rinviando gli altri interventi.
Nel suo intervento ha richiamato alcuni dati che, a suo avviso, descrivono la dimensione del fenomeno: una raccolta media di 3.340 euro pro capite tra i maggiorenni, oltre 22 milioni di persone che hanno giocato almeno una volta nel 2025, circa un milione di giocatori problematici, un milione e mezzo di famiglie coinvolte dalle conseguenze del disturbo da gioco d’azzardo e una significativa diffusione del fenomeno anche tra gli studenti delle scuole superiori.
Vaccari ha espresso preoccupazione anche per il progressivo ridimensionamento degli strumenti pubblici destinati alla prevenzione, ricordando la soppressione dell’Osservatorio dedicato esclusivamente al gioco d’azzardo e la riduzione delle risorse destinate al contrasto delle dipendenze.
Il parlamentare ha infine annunciato che i proventi derivanti dalla vendita del libro saranno destinati a sostenere la campagna “Mettiamoci in gioco”, ribadendo la necessità di riequilibrare il rapporto tra tutela della salute pubblica, diritto d’impresa e obiettivi fiscali. In chiusura ha richiamato la canzone Gioco d’azzardo di Paolo Conte, osservando come già negli anni Ottanta raccontasse, attraverso la metafora del gioco, gli stessi sentimenti di speranza, delusione e dipendenza emersi nelle testimonianze raccolte nel volume da persone che sono riuscite a uscire dal disturbo grazie al supporto dei servizi e del terzo settore”.







