Il riordino del settore dei giochi pubblici è un processo articolato, con un forte impatto economico e regolatorio. A sottolinearlo è Roberto Alesse (in foto), direttore generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), intervistato da Il Riformista.
“Stiamo ancora lavorando sulla materia dei giochi pubblici, una materia molto complessa”, ha affermato Alesse, ricordando come il comparto “porta nelle casse dello Stato tra i 12 e i 13 miliardi di euro di gettito fiscale”. Un settore che, secondo il direttore generale di ADM, richiede un costante equilibrio tra regolazione, innovazione e tutela delle entrate erariali.
Sul piano degli interventi normativi, Alesse ha spiegato che “dal punto di vista del settore online il riordino è già stato effettuato”, mentre l’attenzione dell’amministrazione è ora concentrata sul gioco fisico. “In questi giorni stiamo redigendo il testo finale della riforma del settore fisico”, ha precisato, evidenziando come anche questo ambito sia proiettato verso importanti sviluppi tecnologici.
Il direttore generale di ADM ha poi ampliato lo sguardo allo scenario internazionale, sottolineando come l’evoluzione del gioco pubblico stia già superando i confini tradizionali. “Ci sono Paesi al mondo, come l’America, che hanno disciplinato il gioco pubblico anche attraverso il metaverso e il multiverso”, ha dichiarato, aggiungendo che “negli Stati Uniti si incassa già circa un miliardo di dollari di fatturato attraverso esperienze di gioco virtuale, accessibili con visori e caschetti”.
In questi ambienti digitali immersivi, ha spiegato Alesse, “le persone entrano in sale da gioco virtuali” e anche in tali contesti “diventa necessario inseguire il gettito fiscale”. Un’evoluzione che conferma come la disciplina del gioco pubblico sia strettamente legata al progresso tecnologico: “È una materia che poggia interamente sull’evoluzione della scienza”, ha osservato.
Guardando alle prospettive future, Alesse ha evidenziato la necessità di un assetto normativo più uniforme: “Sarà indispensabile omogeneizzare su tutto il territorio, anche a livello regionale, la materia del gioco pubblico fisico”. Un’esigenza che si intreccia con il cambiamento dei comportamenti dei giocatori.
“Bisogna guardare alle nuove generazioni”, ha concluso il direttore generale di ADM, sottolineando come queste siano “tarate su strumenti tecnologici diversi rispetto alle generazioni precedenti”, un fattore destinato a incidere sempre di più sulle scelte regolatorie e sull’evoluzione complessiva del settore dei giochi pubblici.







