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Gatti (Bakoo): “Macchine allacciate a SOGEI rendendo superflui i concessionari”

In: Mercato, Politica

22 settembre 2014 - 11:18


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(Jamma) – “La revisione di un sistema economico passa anche per l’analisi del contesto di mercato. Anche il sistema concessorio, così come pensato, è superabile. Le macchine potrebbero essere allacciate a SOGEI rendendo di fatto superflui i concessionari e compattando la filiera ripristinando un regime di concorrenza meno inquinato dell’attuale”.

 

Così Francesco Gatti (foto), amministratore delegato di Bakoo. “Non è vero, come qualcuno ancora pensa che vi sia un conflitto di interesse fra il concessionario e il proprio contemporaneo ruolo di gestore. E’ il gestore che di fatto è una figura non prevista dal legislatore ma con il quale si è necessariamente scesi a patti per consentire al settore di riformarsi. Da questa realtà di gestore presente e consolidato occorre riprogettare il settore prendendo atto della superabilità del concessionario.

 

Macro aziende hanno creato molte difficoltà al settore stesso. Scandali, problematiche, eccessi di esposizione mediatica. Tutto questo è stato e rappresenta un grave problema per il settore che arriverà presto a un bivio: la centralizzazione del controllo su SOGEI oppure la progressiva fagocitazione dei gestori da parte di soggetti più importanti. Soggetti che al momento potrebbero anche non essere concessionari ma macro-gruppi economici in antitesi e concorrenza con il concessionario.

 

Contemporaneamente la soluzione alle problematiche del settore, viste e valutate troppo spesso a un livello distante dalla realtà, non è più differibile. Serve un’analisi completa ed efficace, lontana dalle demagogie del mondo politico incapace, ignorante e populista: tipica espressione della nostra pochezza sociale. Si ripetono slogan e battono su un tema caldo senza alcuna preparazione. Solo pochi giorni fa in Regione Emilia Romagna hanno proposto di aumentare i controlli sulle slot machine, gestire gli orari e (grande innovazione) mettere distanze minime fra le slot e le zone sensibili.

 

Io proporrei di spostare però anche le rivendite di tabacchi, eliminare la vendita di alcolici (anche ai supermercati) e rivedere l’intero sistema distributivo dei “gratini”. La libertà di giocare, di bere, di fumare. Eliminiamole tutte e tre partendo però dalla più dannosa (e non sono le slot machine!). Quanto costa la cura del cancro? E quella da patologie legate all’abuso di alcol? Ma lo sanno che siamo il settore più controllato in assoluto? Credo di no, basta parlare delle slot per purificare l’animale politico e rendere l’arringa becera qualcosa di alto e moralmente elevato. Pagliacciate. Parlano di slot e non di fumo, dei danni del tabacco, dell’economia che va a rotoli per colpa di sprechi, di tangenti, di poltrone da salvaguardare. Spostiamo l’attenzione sulle slot machine e prendiamo a calci questo settore: sembra un incipit comune e condiviso in maniera (realmente) bi-partisan. Serve non solo coesione ma ristrutturazione. Serve avere nuovi referenti politici. Serve una nuova identità di settore. Troviamola. Qualche proposta sta uscendo: superiamo le divisioni personali e per una volta facciamo il nostro gioco. Insieme”.

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