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Garavini (Pd): “Divieto dei giochi d’azzardo ai minori e ludopatia nei Lea”

In: Apparecchi Intrattenimento, Politica

19 aprile 2012 - 13:15


laura_Garavini

Dl Fiscale. Approvati tutti gli odg sui giochi

 

Dl Fiscale. Ok della Camera a ordine del giorno Pd su contrasto infiltrazioni mafiose nel settore dei giochi

 

(Jamma) Serve un provvedimento normativo di riforma organica del settore. Disposizioni volte a contrastare il gioco d’azzardo, a riconoscere la patologia della ludopatia nei livelli essenziali di assistenza, a rafforzare il divieto di partecipazione dei minori, a vietare la pubblicità. La richiesta è stata presentata dal Pd all’interno di un ordine del giorno in discussione questo pomeriggio presso l’aula della Camera nell’ambito dell’approvazione del dl fiscale. Firmatari della proposta gli on. Garavini, Fluvi, Bordo, Bossa, Burtone, Genovese, Marchi, Andrea Orlando, Piccolo, Veltroni.

“Il mercato dei giochi, – ha spiegato Laura Garavini – in particolare quello d’azzardo, sia cosiddetto legale che quello illegale, costituisce la terza impresa del Paese, con i suoi 76,1 miliardi di euro di fatturato legale, cui vanno aggiunti i circa 10 miliardi derivanti dal gioco illegale. L’industria dei giochi è l’unica a non risentire della crisi, attirando l’attenzione della criminalità organizzata che si accredita ad essere, di fatto, l’undicesimo concessionario occulto del Monopolio di Stato – sono 41 i clan che gestiscono il business mafioso dei giochi in tutto il territorio italiano; il disegno di legge di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento, contempla alcune disposizioni volte a potenziare i controlli in materia di giochi pubblici, in considerazione dei particolari interessi coinvolti e della necessità di contrastare in modo più efficace il pericolo di infiltrazioni criminali in tale settore;
l’articolo 10 del presente provvedimento introduce alcuni rafforzamenti alla disciplina vigente nel settore, subendo nel corso del suo esame numerose modifiche, alcune delle quali hanno introdotto innovazioni importanti, volte a potenziare positivamente la disciplina vigente e tra queste rilevano: la previsione del divieto di effettuare ogni tipo di versamento in contanti per tutte le figure a vario titolo operanti nella «filiera» del settore dei giochi e obbligo di effettuare, in funzione antiriciclaggio, modalità che assicurino la tracciabilità di ogni pagamento e dei flussi di denaro (mediante modifica dell’articolo 24 del decreto-legge n. 98 del 2011); l’introduzione di una disposizione che obbliga all’apertura di conti correnti bancari e postali esclusivamente dedicati, tutti i soggetti che gestiscono, anche con mezzi telematici, per conto proprio o di terzi, anche ubicati all’estero, concorsi pronostici o scommesse di qualsiasi genere, con l’obbligo di far transitare su tali conti le spese, le erogazioni di oneri economici e i proventi finanziari relativi a concorsi o scommesse (in accoglimento dell’emendamento a prima firma Garavini che modifica il comma 2 dell’articolo 10); altre modifiche introdotte all’articolo 10 e risultanti nel testo definitivo rischiano invece di attenuare il livello dei controlli finalizzati ad acquisire maggiori informazioni rilevanti ai fini di una verifica della solidità patrimoniale e dei requisiti riguardanti i soggetti e le società concessionarie, e dunque a ridurre le possibilità di contrasto delle infiltrazioni mafiose nell’esercizio dei giochi pubblici, veicolate anche in forme indirette mediante soci occulti. Per quanto attiene alla verifica e ai controlli, infatti, se da una parte la disposizione in esame estende la certificazione antimafia al settore dei giochi prendendo in considerazione anche il coniuge non separato, dall’altro non contempla più (rispetto al testo originario del decreto legge) un’applicazione estensiva anche ai gradi di parentela e affinità fino al terzo grado; per quanto concerne poi le verifiche in sede di partecipazione a gare, rilascio, rinnovo e mantenimento, relativamente alle concessioni in materia di giochi pubblici, il divieto opera solo in considerazione di imputazione o di condanna e non anche con riferimento alla condizione di indagato, neppure qualora il soggetto si trovasse ad essere sottoposto a misure di prevenzione personale gravi come la detenzione;
è necessario adottare strumenti di reazione efficaci, flessibili e tempestivi, idonei a rilevare e a contrastare il pericolo di infiltrazioni mafiose in un settore come quello dei giochi che costituisce spesso l’indotto sotterraneo di un business pervasivo (tra cui rilevano usura, truffa, estorsione, criminalità organizzata e riciclaggio), rafforzando altresì i poteri di accertamento, controllo e vigilanza, anche mediante l’estensione applicativa della certificazione antimafia nei confronti anche di altri soggetti posti in relazione di parentela e affinità o di contiguità cosiddetto «compiacente» o «soggiacente» con organizzazioni mafiose in grado di condizionare l’attività del soggetto o della società concessionaria o richiedente analogamente a quanto già previsto nella legislazione antimafia in materia di appalti pubblici. Il presente odg – ha concluso Garavini – vuole impegnare il Governo a valutare la possibilità di intervenire successivamente con un provvedimento normativo di riforma organica, nell’ambito del quale predispone disposizioni volte a contrastare il gioco d’azzardo, a riconoscere la patologia della ludopatia nei livelli essenziali di assistenza, a rafforzare il divieto di partecipazione dei minori, a vietare la pubblicità, a rafforzare la disciplina sanzionatoria e a contrastare il riciclaggio dei proventi di attività illecite derivanti dal gioco; valutare, altresì, la possibilità di estendere il controllo, la verifica e la certificazione antimafia anche ad altri soggetti in rapporti di contiguità o di parentela con soggetti malavitosi, tali da ravvisare tentativi di infiltrazione mafiosa, tendenti a condizionare scelte ed indirizzi delle società o delle imprese interessate alle concessioni dei giochi pubblici, prevedendo la facoltà in capo all’AAMS di esercitare forme analoghe di verifica e di controllo quali quelle esercitate dai prefetti per il contrasto delle infiltrazioni mafiose in materia di appalti pubblici”.

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