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Francia, il futuro presidente dell’ANJ Chèvremont: più controlli sugli operatori, tutela dei minori e vigilanza su nuovi giochi

Più controlli sugli operatori, maggiore utilizzo dei dati per individuare i giocatori a rischio, attenzione crescente alla pubblicità e monitoraggio delle nuove forme di gioco digitale. Sono alcuni dei temi emersi durante l’audizione al Senato francese di Pascal Chèvremont, candidato alla presidenza dell’Autorité Nationale des Jeux (ANJ), l’autorità che vigila sul mercato del gioco d’azzardo in Francia.

Nel corso dell’esame parlamentare, Chèvremont ha delineato una strategia regolatoria che punta a rafforzare ulteriormente il modello francese, ponendo al centro la tutela dei consumatori e la prevenzione dei rischi.

«La responsabilità individuale dei giocatori non è sufficiente», ha affermato, sintetizzando quello che potrebbe diventare il principio guida del suo mandato.

Dalla conformità ai risultati

Uno dei messaggi più forti emersi dall’audizione riguarda il passaggio da una regolazione fondata sul rispetto formale delle norme a una basata sui risultati concreti.

Secondo Chèvremont, gli operatori dovranno dimostrare che le misure adottate producono effettivamente gli effetti richiesti dalla legge, soprattutto sul fronte della prevenzione del gioco problematico. In quest’ottica, l’ANJ continuerà a valutare i piani d’azione annuali presentati dagli operatori, aumentando progressivamente il livello di attenzione e di richiesta nei confronti del settore.

Più dati e tecnologia per individuare i giocatori a rischio

Particolare attenzione è stata dedicata all’utilizzo dei dati. Il candidato ritiene necessario rafforzare le capacità di analisi dell’ANJ per identificare più rapidamente i comportamenti a rischio.

«Dobbiamo consolidare maggiormente i dati di gioco disponibili per individuare meglio i giocatori vulnerabili», ha spiegato, sottolineando come il regolatore debba essere tecnologicamente attrezzato per vigilare su un settore ormai quasi interamente digitalizzato.

Un approccio che presenta evidenti punti di contatto con il percorso intrapreso dall’Italia nell’ambito del riordino del gioco online, dove il rafforzamento degli strumenti tecnologici di monitoraggio rappresenta uno degli elementi centrali della riforma.

Tutela dei minori al centro dell’azione regolatoria

Tra le priorità indicate da Chèvremont figura il contrasto al gioco minorile. Durante l’audizione è stato ricordato l’aumento della quota di giovani tra i 15 e i 17 anni che dichiarano di aver avuto esperienze di gioco online.

Per affrontare il fenomeno, il candidato propone controlli documentali più rigorosi, verifiche più rapide dell’identità e una maggiore sensibilizzazione delle famiglie.

Si tratta di un tema che interessa anche l’Italia, dove il rafforzamento delle procedure di identificazione dei giocatori è uno dei punti centrali del riordino del settore.

Pubblicità, influencer e Mondiali 2026

Un altro capitolo importante riguarda la pubblicità. Secondo il futuro presidente dell’ANJ non basta verificare il contenuto delle campagne promozionali: occorre valutare anche il livello di pressione pubblicitaria esercitata dagli operatori.

Particolare attenzione sarà riservata alle campagne legate ai Mondiali di calcio del 2026, che potrebbero generare un significativo aumento degli investimenti pubblicitari da parte delle società di scommesse.

Sotto osservazione anche il ruolo degli influencer e dei social network, considerati canali particolarmente sensibili per la tutela dei minori e dei consumatori più vulnerabili.

Casinò online: prudenza sulla legalizzazione

L’audizione ha affrontato anche il tema della possibile legalizzazione dei casinò online in Francia.

Chèvremont ha invitato alla prudenza, osservando che l’esperienza di altri Paesi dimostra come il mercato illegale non scompaia automaticamente dopo una liberalizzazione. Eventuali decisioni future dovranno tenere conto non solo della tutela dei giocatori, ma anche dell’impatto economico sui casinò terrestri.

Secondo il candidato, i casinò fisici rappresentano una vera e propria filiera economica che genera occupazione e risorse fiscali per le amministrazioni locali. Per questo motivo qualsiasi eventuale riforma dovrà valutare attentamente gli effetti sull’intero comparto.

JONUM e nuove forme di gioco digitale

Ampio spazio è stato dedicato alle JONUM (Jeux à Objet Numérique Monétisable), la nuova categoria di giochi con oggetti digitali monetizzabili introdotta in Francia in via sperimentale fino al 2027.

Per Chèvremont si tratta di una delle principali sfide regolatorie dei prossimi anni. Pur non essendo formalmente qualificati come giochi d’azzardo, questi prodotti presentano caratteristiche che richiedono particolare attenzione sul fronte della protezione dei consumatori, della prevenzione del gioco eccessivo, del contrasto al riciclaggio e delle frodi.

La questione viene seguita con interesse anche in Italia, dove il dibattito sulla regolazione delle nuove economie digitali legate ai videogiochi e agli asset virtuali è sempre più attuale.

Française des Jeux e il ruolo dello Stato

Nel corso dell’audizione i senatori hanno affrontato anche il tema della privatizzazione di Française des Jeux, completata nel 2019.

Il candidato ha riconosciuto che l’operazione ha consentito alla società di rafforzarsi e svilupparsi a livello internazionale, ma ha ricordato che i diritti esclusivi concessi all’operatore comportano precise responsabilità nei confronti dell’interesse pubblico.

«La contropartita dei diritti esclusivi è contribuire agli obiettivi di ordine pubblico e di salute pubblica», ha affermato.

Chèvremont ha inoltre precisato di aver lasciato le proprie funzioni di controllo economico e finanziario su FDJ nel momento in cui è stata avanzata la sua candidatura alla guida dell’ANJ, per evitare qualsiasi potenziale conflitto di interessi.

Fiscalità, filiera e sostenibilità del settore

Tra gli argomenti affrontati figura anche il rapporto tra fiscalità e regolazione.

Secondo il candidato, la tassazione può contribuire agli obiettivi di tutela della salute pubblica, ma non rappresenta da sola una soluzione ai problemi legati al gioco eccessivo. Qualsiasi intervento fiscale deve essere accompagnato da misure regolatorie, attività di prevenzione e responsabilizzazione degli operatori.

Chèvremont ha inoltre evidenziato la necessità di considerare il gioco come una filiera economica complessa, composta non soltanto dagli operatori ma anche da reti distributive, punti vendita e soggetti che dipendono economicamente dal comparto.

Cooperazione europea e riferimento all’Italia

L’ultimo grande tema affrontato riguarda la cooperazione internazionale.

Secondo il candidato, il mercato del gioco è sempre più globale e richiede un coordinamento crescente tra le autorità nazionali. A sostegno di questa tesi ha citato l’acquisizione di Kindred da parte di FDJ e la presenza internazionale di operatori come Betclic.

Il riferimento all’Italia è diretto. Francia, Italia, Spagna e Portogallo condividono già il sistema di liquidità internazionale del poker online e, secondo Chèvremont, la collaborazione tra regolatori europei dovrà essere ulteriormente rafforzata per affrontare fenomeni come il gioco illegale, il riciclaggio e le frodi.

Dall’audizione emerge così una visione della regolazione fondata su quattro pilastri: utilizzo avanzato dei dati, tutela dei minori, controllo della pressione pubblicitaria e cooperazione internazionale. Una linea che potrebbe influenzare non soltanto il mercato francese, ma anche il dibattito europeo e italiano sulla futura evoluzione del settore del gioco.

Redazione Jamma
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