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Forlì. Sale giochi e scommesse occorre una legislazione certa

In: Cronache, Politica

10 aprile 2013 - 09:36


slotnonna
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(Jamma) Seconda quanto dichiarato da Maria Maltoni, Assessora alle Attività Produttive di Forlì,  anche il suo Comune si sta attivando per arginare il fenomeno del gioco d’azzardo compulsivo verificando la possibilità di anticipare l’introduzione delle distanze minime da scuole già previste dal Decreto Balduzzi e promuovendo marchi di sostenibilità etica per pubblici esercizi “family friendly “cioè privi di slot machine.
“La “ludopatia”, – scrive in una nota l’assessore Maltoni – connessa con il gioco compulsivo, è diventata una vera e propria emergenza, complice anche la liberalizzazione sostanziale dell’apertura di sale gioco e sale scommesse decisa a livello nazionale, dato che da queste attività si ricavano introiti considerevoli per le finanze pubbliche. A ciò si aggiunge che, se sono diminuiti gli incassi per le lotterie tradizionali, sono aumentati quelli legati a modalità di gioco innovative che comportano l’uso del web e sono ancora più insidiose perché possono essere utilizzate dalla propria abitazione. Occorre una forte azione sul versante della prevenzione e della repressione, anche perché non di rado in queste attività si producono fenomeni di infiltrazioni criminali che portano anche a manomissioni delle strumentazione e a frodi nei confronti dei consumatori, come hanno dimostrato indagini recenti svolte anche nella nostra regione. Perciò è imprescindibile una legislazione definitiva in materia. Infatti il Decreto Balduzzi, poi convertito in legge n.189 /2012 manca ancora delle norme attuative (ad esempio sulle distanze da luoghi cosiddetti “sensibili”) e l’unica misura entrata in vigore è l’obbligo di apporre cartelli che segnalano i rischi connessi alla dipendenza da gioco all’interno dei locali. Questo adempimento nella nostra realtà è già stato realizzato con materiali predisposti a livello regionale dalle ASL. E’ bene però chiarire che le autorizzazioni sono di competenza della Questura sia per quanto riguarda il rilascio delle licenze di VLT (video lottery terminal) che per le sale scommesse. In questi casi il Comune può solo verificare la correttezza della destinazione d’uso dei locali. Infatti i Comuni rilasciano la licenza per l’installazione delle sole slot machine: in pratica, si tratta di apparecchi che hanno un costo partita non superiore ad un euro, una durata minima della partita di 4 secondi e che distribuiscono vincite in denaro, direttamente dalla macchina, ciascuna di valore non superiore a 100 euro. E’ però importante sottolineare che la licenza comunale è necessaria solo se le slot machine sono collocate in esercizi diversi da quelli sprovvisti di licenza art. 86 del tulps (pubblici esercizi) ad esempio in una galleria commerciale o in una tabaccheria. In altre parole, la licenza comunale non occorre per l’installazione nei bar, cioè negli esercizi in cui si trova la stragrande maggioranza di tali apparecchi. Gli strumenti a disposizione di un Comune per limitare l’apertura di sale gioco e l’istallazione di slot machine, come è evidente, sono in pratica inesistenti. Anche perché nei pochi casi in cui si è cercato di introdurre norme solo di carattere locale, queste sono state contestate ed annullate da sentenze. Nonostante questo, dato il ritardo con cui la normativa nazionale procede – e dopo che l’iter del disegno di legge regionale era stato sospeso in attesa appunto delle norme nazionali – come Comune di Forlì stiamo verificando la possibilità di anticipare l’introduzione delle distanze minime da scuole ecc. già previste dal Decreto Balduzzi. Inoltre stiamo approfondendo le esperienze di realtà in cui sono stati promossi marchi di sostenibilità etica per pubblici esercizi “family friendly “cioè privi di slot machine. Si tratta ovviamente di iniziative su base volontaria che possono avere solo un valore di assunzione di responsabilità individuale da parte degli operatori economici. Comprendiamo perfettamente la preoccupazione delle famiglie, perciò ci stiamo attivando in ogni modo consentito dalla legge per arginare il fenomeno, in quanto benché si tratti di attività consentite, le conseguenze sulla popolazione sono davvero molto negative, in particolare in questa situazione di crisi economica”. Così in una nota Maria Maltoni, Assessora alle Attività Produttive Comune di Forlì.

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