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Ferone (PENS): ‘Fanno bene molti Comuni ad arginare il gioco d’azzardo’

In: Apparecchi Intrattenimento, Politica

15 maggio 2012 - 15:31


luigi_Ferone

(Jamma) Durante il convegno sul tema “Gioco d’azzardo, un dramma per troppi”, organizzato a Udine dal consigliere regionale del Partito Pensionati, Luigi Ferone, lo stesso Ferone ha sottolineato che “è importante la prevenzione per contrastare il fenomeno della dipendenza da gioco d’azzardo, come pure è importante che le strutture sanitarie regionali siano più attente a questa problematica”. “In troppi – ha aggiunto – pensano di risolvere i problemi della vita con un colpo di fortuna, ed è proprio nei momenti in cui la crisi è peggiore che in tanti vengono presi dal demone del gioco d’azzardo e molte famiglie vanno alla rovina proprio a causa di questo demone che si instilla nelle menti di tanti, troppe volte nelle persone più deboli, facile preda della smania di vincere ma, purtroppo, nella quasi totalità dei casi, si ritroveranno più poveri di prima e con ancora più problemi”.

“Ormai il gioco d’azzardo è ovunque e – a giudizio di Ferone – bene fanno molti Comuni a voler bloccare questo fenomeno che sembra oramai fuori controllo. In tantissimi bar e nelle sale gioco vi sono slot machine frequentatissime e questo indubbiamente è un fatto estremamente negativo, che andrebbe quantomeno limitato e meglio regolamentato, perché sono proprio tanti i giovani che vengono calamitati da queste macchinette. E vi sono anche tanti anziani, soprattutto pensionati, presi dalla smania del gioco, che, appena ritirata la pensione, corrono per soddisfare un’esasperata voglia di gioco e questo proprio nell’ottica di vincere, uscire dalla miseria e dall’incertezza economica”. “Quella sottile linea rossa che divide il passatempo momentaneo dal gioco d’azzardo, se superata, diventa una vera e propria patologia che necessita delle opportune cure. Le nuove tecnologie, lo sviluppo di Internet, la presenza sul territorio di molti punti gioco di vario tipo, la pubblicità che viene fatta per promuovere alcuni tipi di gioco, apparentemente innocui – ha proseguito Ferone – attirano sempre di più giovani e anziani: un fenomeno spiegabile solo con la crisi sociale in atto e con la perdita dei punti di riferimento, con lo sgretolamento delle famiglie, l’assenza di sicurezze economiche e affettive che possono portare, in molti casi, a ricercare nel gioco sia una forma di compagnia che una speranza di sicurezza economica.” Il consigliere regionale Roberto Asquini, nel suo intervento ha quindi sottolineato la necessità di creare una rete di assistenza per le vittime, sul modello di quanto si sta realizzando per contrastare la dipendenza psicologica. Antonio De Lieto, anche nella sua qualità di Segretario generale del Sindacato comparto sicurezza e difesa, si è soffermato sul giro d’affari che ruota attorno al gioco d’azzardo, che vale circa 60 miliardi di euro l’anno: una vera e propria enormità. “L’aumento di tale tipologia di gioco è stato costante negli anni, sino a diventare una sorta di impresa, dove non è difficile individuare la presenza malavitosa, anche a causa di una carente legislazione in materia. Non è fuori luogo affermare – ha sottolineato De Lieto – che l’azzardo ha portato pochi vantaggi economici alle casse dello Stato, ma ha rappresentato una manna per le organizzazioni criminali. Abbiamo il triste primato europeo – ha concluso De Lieto – per volume di giocate, e a farla da padrone in questa poco piacevole classifica sono proprio le slot machine e questo dovrebbe quantomeno far riflettere. Certo, nel settore operano tanti che si attengono a regole e che nulla hanno a che fare con la malavita, ma il pericolo della criminalità è reale e va contrastato, come pure va contrastata qualsiasi forma di gioco d’azzardo”. La sociologa e criminologa Elisa Visconti ha affrontato il problema delle difficoltà economiche, della mancanza di lavoro o della perdita di quello che era ritenuto un posto sicuro, dello sfascio del sistema famiglia, che possono portare le persone caratterialmente fragili a riversare nel gioco sogni e speranze. “Purtroppo lo scontro con la realtà, ossia che con il gioco, dove non si cambia vita né si diventa ricchi, porta il soggetto dipendente in un tunnel ancora più profondo, ma la cura esiste – ha commentato Elisa Visconti – basta impegnarsi in un percorso di analisi e trovare in sé stessi la volontà di uscirne”. Livia De Poli (UILA) e Tobias Fior (Alleanza Italiana) hanno evidenziato le nefaste conseguenze della dipendenza da gioco, ponendo in evidenza il grave danno sociale e l’accentuarsi della disgregazione familiare causate proprio dallo smodato ricorso al gioco e dalle continue perdite, anche di rilevanti somme, che hanno distrutto il patrimonio di tante famiglie.

 

 

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