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Esiguo il numero di dirigenti di II fascia in AAMS. Antonio Mazzocchi (Pdl): ‘Monti, quali iniziative intende assumere per aumentarne il numero?’

In: Cronache, Personaggi, Politica

9 maggio 2012 - 10:53


antonio_mazzocchi

Ancora tagli alle spese dell’Aams. Questa volta si risparmia sui costi delle sedi

 

(Jamma) Per il deputato del Pdl alla Camera Antonio Mazzocchi comparti come quello dei giochi e del tabacco “non possono essere governati da un organico di dirigenti così ristretto” ed è per questo motivo che nella seduta di ieri alla Camera ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Economia e delle Finanze per sapere quali iniziative intenda assumere per implementare il numero dei dirigenti di seconda fascia dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato.

Ma quello dell’aumento delle spese per il personale AAMS non sempra essere proprio uno dei piani dell’attuale governo. Infatti secondo il programma predisposto dall’Agenzia del Demanio, previsto dalla spending review, per i Monopoli e Ministero dell’economia sono previsti 62 interventi per complessivi 13,4 mln di risparmi. A questo si aggiunge il Disegno di legge di riforma del mercato del lavoro che nell’aprile scorso ha previsto un taglio alle spese dell’Aams per 10 milioni di euro a partiore dal 2013, secondo il quale l’AAMS, nell’ambito della propria autonomia, adotterà misure di razionalizzazione organizzativa volte a ridurre le proprie spese di funzionamento.

Di seguito il testo integrale dell’interrogazione

Premesso che:

nel comparto dei giochi l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato assolve al proprio ruolo disegnando le linee guida per una dinamica e razionale evoluzione del settore, verificando costantemente la regolarità del comportamento degli operatori con l’obiettivo primario di assicurare un ambiente di gioco legale e responsabile in un contesto ampiamente monitorato e tecnologicamente avanzato.

Inoltre interviene nel contrasto di ogni fenomeno illegale legato al gioco ed agisce al fine di garantire l’ottimizzazione del gettito erariale di competenza;

in materia di tabacchi l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato gestisce tutte le procedure connesse alla riscossione delle accise, mediante controlli diretti a contrastare l’irregolarità e l’evasione delle imposte, nonché la tariffa di vendita al pubblico e l’articolazione delle rivendite dei prodotti da fumo. Interviene nel contrasto di ogni fenomeno illegale legato al settore al fine di garantire la massimizzazione del gettito erariale di competenza. Realizza, inoltre, le verifiche tecniche utili ad assicurare la conformità di tali prodotti alla normativa nazionale e comunitaria;

con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 30 giugno 2011 è stata disposta la rideterminazione delle dotazioni organiche del personale appartenente alla qualifica dirigenziale di seconda fascia (100 unità), nonché di quello delle aree prima (170 unità), seconda (1.748 unità) e terza (868) dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato per un totale di 2.786 unità di qualifica non dirigenziale. Ad esse vanno aggiunte le qualifiche dirigenziali di prima fascia (5 unità);

rispetto alla precedente rideterminazione delle dotazioni (1.342 unità), prevista dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 febbraio 2006, il raddoppio del personale risulterebbe esser dovuto agli effetti dell’articolo 41, comma 16-quaterdecies, del decreto-legge n. 207 del 2008, che, al fine di potenziare l’efficienza e l’efficacia dell’azione a tutela del gioco legale e responsabile ha autorizzato l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato ad avvalersi, oltre che di 2 unità dirigenziali generali e di 2 unità dirigenziali non generali extraorganico, del personale dei ruoli del Ministero dell’economia e delle finanze già in servizio nei soppressi dipartimenti provinciali del tesoro, nelle ragionerie provinciali dello Stato e nelle direzioni provinciali dei servizi vari. Tale processo di trasferimento del personale è continuato con l’articolo 2, comma 1-ter, del decreto-legge n. 40 del 2010 per effetto del quale risulterebbero esser transitate nei ruoli dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato a domanda circa 1300 unità di personale;

se da un lato ciò ha consentito di organizzare la struttura periferica dell’Amministrazione in direzioni regionali e sezioni distaccate, dall’altro lato, sembrerebbe riscontrabile in concreto la mancanza di un sufficiente numero di dirigenti di seconda fascia, con una consolidata competenza ed esperienza di settore, necessarie a gestire i complessi e difficili processi di trasformazioni che tale nuovo assetto organizzativo e logistico ha inevitabilmente determinato;

al personale transitato presso l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, risulterebbe esser richiesto lo svolgimento di tutte le attività relative ai comparti dei giochi e dei tabacchi, sulla base degli indirizzi delle relative direzione;

il personale appartenente alla qualifica dirigenziale di seconda fascia transitato dalle soppresse direzioni territoriali del Ministero dell’economia e delle finanze all’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, risulterebbe, inevitabilmente, non possedere quella necessaria ed adeguata formazione atta a far sì che gli stessi possano soddisfare le funzioni di tipo decisionale ed operativo ivi richieste, stante le attività prettamente di tipo amministrativo svolte in precedenza;

l’ingresso di tale personale, ha coinvolto inevitabilmente il personale dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato in un’attività di affiancamento e formazione degli stessi, con ulteriore aggravio della gestione delle già complesse e numerose attività quotidianamente svolte, determinando, fra l’altro, l’anomala condizione che livelli funzionali appartenenti ad area inferiore, svolgono attività di formazione e tutoraggio a personale appartenente a qualifiche dirigenziali di seconda fascia;

l’impetuoso sviluppo che ha contraddistinto i settori dei giochi e dei tabacchi, sta generando un aggravio degli impegni e degli obiettivi di regolamentazione per l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, incompatibile con le risorse umane e materiali di cui la stessa sembrerebbe disporre, con particolare riguardo ai dirigenti di seconda fascia, vera e propria struttura portante dell’amministrazione, in particolar modo negli uffici di nuova istituzione a livello periferico;

comparti così vasti, complessi ed articolati, nonché in continua trasformazione come quelli dei giochi e dei tabacchi, non possono essere governati da un organico di dirigenti così ristretto e non adeguatamente professionalizzati, ad affrontare le sfide che il mercato, con modalità e tempistiche sempre più aggressive, pone alla valutazione degli stessi;

mentre per i dipendenti del Ministero dell’economia e delle finanze immessi nei ruoli dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato sembrerebbero essere state riconosciute determinate posizioni giuridiche ed economiche superiori, attraverso apposite procedure di riqualificazione e posizionamento non sembrerebbe potersi dire altrettanto per il personale Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato di provata esperienza nei settori di competenza, le cui esigenze ed aspettative in termini di riconoscimento della maggiore professionalità acquisita risulterebbero esser ancora disattese, determinando in tal modo un profondo venir meno al principio di incardinamento funzionale che certo non giova al buon andamento dell’amministrazione;

al fine di rendere più efficiente ed efficace l’attività dell’amministrazione occorrerebbe, ad avviso dell’interrogante, soddisfare in pieno l’impegno ed i risultati conseguiti dal personale Amministrazione

autonoma dei monopoli di Stato, riconoscendone il ruolo professionale con apposite nomine dirigenziali –:

se i fatti esposti corrispondono al vero e quali iniziative intenda assumere per implementare il numero dei dirigenti di seconda fascia dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, in un’azione volta a conseguire una sempre maggiore professionalità e competitività della classe dirigenziale, rispetto alle

nuove frontiere che il mercato quotidianamente pone, oltre, ovviamente, ad una maggiore incisività alla lotta all’illegalità sempre più diffusa.

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