Si è sviluppato un ampio dibattito alla Camera sull’emendamento presentato dal Movimento 5 Stelle al disegno di legge sulle infrastrutture sportive per UEFA Euro 2032, con il quale si proponeva di vietare forme di pubblicità e sponsorizzazione riconducibili ai giochi e alle scommesse negli impianti realizzati o riqualificati con risorse pubbliche. La proposta, poi respinta dall’Assemblea, ha raccolto il sostegno di Alleanza Verdi e Sinistra e del Partito Democratico.
A intervenire per prima è stata la deputata di AVS Elisabetta Piccolotti, che ha annunciato la sottoscrizione dell’emendamento, associandosi alla richiesta di accantonamento avanzata dalla collega del M5S Anna Laura Orrico. Secondo Piccolotti, il divieto rappresenterebbe “un impegno etico delle pubbliche istituzioni”, alla luce delle conseguenze sociali legate al gioco d’azzardo. La deputata ha ricordato come, a suo giudizio, il fenomeno abbia avuto effetti pesanti su milioni di persone e su numerose famiglie, sottolineando che “il gioco d’azzardo in generale e le scommesse purtroppo nuocciono alla salute di milioni di persone” e che molte famiglie “sono cadute in disgrazia economica a causa della dipendenza dal gioco d’azzardo”. Ha inoltre evidenziato le dimensioni economiche del comparto, definendolo “un mercato enorme e sconfinato in cui se ne vanno tantissimi miliardi che potrebbero essere più utilmente investiti in altre attività”, invitando l’Aula a riflettere sul tema.
A nome del Partito Democratico è intervenuto Mauro Berruto, che ha confermato la contrarietà del gruppo a qualsiasi apertura verso la pubblicità delle società di scommesse nel calcio. Nel suo intervento ha ricordato come la Lega Serie A e il nuovo presidente della FIGC abbiano più volte chiesto una revisione delle norme sul divieto di pubblicità, ribadendo però che il PD continuerà a opporsi. “Per la sponsorizzazione nell’occasione dei grandi eventi, ma in generale per le società di calcio e per la Lega Serie A, noi saremo sempre nettamente contrari”, ha dichiarato, richiamando le motivazioni già illustrate dalle colleghe Orrico e Piccolotti. Berruto ha inoltre citato un recente accordo di sponsorizzazione sottoscritto dalla Lazio, società presieduta dal senatore di Forza Italia Claudio Lotito, con una piattaforma di prediction market, definendola una realtà “proibita in grande parte del mondo” e sostenendo che operi in un ambito che “sconfina proprio, in senso letterale, su temi che hanno molto a che fare con l’illegalità”.
Per il Movimento 5 Stelle è poi intervenuto Gaetano Amato, che ha invitato il Governo ad accantonare l’emendamento per una riflessione ulteriore. Il deputato ha sostenuto che la proposta non avrebbe avuto effetti economici sul provvedimento, ma avrebbe inciso sul piano sociale. “Questo emendamento non toglie né mette nulla in materia finanziaria, ma riguarda la vita di molte famiglie e di molte persone che hanno al proprio interno vittime del gioco”, ha affermato. Amato ha inoltre criticato la crescente presenza di marchi del settore sulle maglie delle squadre e negli impianti sportivi, sostenendo che tali forme di comunicazione “non fanno altro che continuare a far del male alla società”.
A chiudere gli interventi a favore dell’emendamento è stato Mario Perantoni (M5S), che ha ribadito la richiesta di accantonamento richiamando anche i principi costituzionali. Perantoni ha ricordato che il primo comma dell’emendamento richiama espressamente l’articolo 38 della Costituzione, evidenziando come lo sport debba prestare particolare attenzione ai minori, alle persone con disabilità, ai nuclei familiari e alle realtà sportive dilettantistiche. “Non dimentichiamo che il dilettantismo è la base dello sport e da dove nasce tutto il movimento sportivo italiano”, ha dichiarato. Nonostante gli interventi di M5S, AVS e PD e la richiesta di rinviare la votazione per un ulteriore approfondimento, la maggioranza ha confermato il parere contrario espresso dal relatore e dal Governo. L’emendamento è stato quindi respinto.







