Un aumento della tassazione sulle scommesse sportive per destinare almeno 13 milioni di euro l’anno allo sviluppo del calcio femminile e a iniziative di contrasto alla ludopatia. È quanto prevede un emendamento al disegno di legge di conversione del decreto Sport, presentato dai deputati Mauro Berruto (Pd), Elisabetta Piccolotti (Avs), Irene Manzi, Matteo Orfini, Antonella Iacono e Andrea Rossi.
La proposta interviene sull’articolo 6 del provvedimento, sostituendo il meccanismo previsto dal testo del decreto con una diversa destinazione del maggior gettito derivante dall’imposta unica sulle scommesse.
In particolare, l’emendamento propone di aumentare le aliquote dell’imposta unica applicata alle scommesse a quota fissa, escluse quelle ippiche, portandole dal 20,5% al 21% per la raccolta sulla rete fisica e dal 24,5% al 25% per quella effettuata a distanza. L’imposta continuerebbe a essere calcolata sul margine del concessionario, ossia sulla differenza tra le somme giocate e le vincite corrisposte (Gross Gaming Revenue).
Secondo il testo, una quota delle maggiori entrate derivanti dall’incremento delle aliquote, comunque non inferiore a 13 milioni di euro annui, dovrebbe essere destinata esclusivamente al soggetto organizzatore del campionato professionistico di Serie A femminile, allo sviluppo dell’attività di base del calcio femminile e del calcio a cinque femminile, al sostegno delle società dilettantistiche impegnate in questi settori, alla promozione della pratica calcistica femminile su tutto il territorio nazionale e a progetti di prevenzione e contrasto della ludopatia.
L’emendamento demanda inoltre a un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione, la definizione dei criteri e delle modalità di riparto delle risorse, su proposta del Ministro per lo Sport e i Giovani, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze.







