Cerca nel sito
Facebook Twitter Youtube RSS
 

Dl Fiscale. I dubbi dei tecnici della Camera sui provvedimenti relativi al settore giochi

In: Politica

19 aprile 2012 - 09:22


montecito

Dl Fiscale. Aula della Camera approva questione di fiducia

 

Dl Fiscale. Tra gli ordini del giorno, riduzione dell’offerta e restrizioni alle transazioni delle società prive di licenza

 

Barbato (Idv): “Divieto di concessione per i residenti nei Paradisi fiscali”

 

 

(Jamma) I tecnici del Servizio Bilancio della Camera hanno espresso numerose osservazioni sui contenuti del decreto fiscale, che oggi avrà il via libera di Montecitorio; diverse perplessità riguardano le norme dell’articolo 10 che riguardano i giochi.

 

In particolare, per quanto riguarda il rinvio della cosiddetta tassa sulla fortuna, il dossier del Servizio Bilancio evidenzia che la relazione tecnica del Governo “non fornisce dati ed elementi a supporto della ipotesi di equivalenza fra gli effetti positivi (anticipazione delle misure di sviluppo del Lotto e dei giochi a totalizzatore nazionale) e negativi (rinvio del prelievo del 6% sulle vincite per gli apparecchi VLT) determinati dal testo. Pur tenuto conto che il differimento del prelievo risulta di fatto già operativo sulla base di una pronuncia del TAR, si rileva tuttavia che a tutte le misure interessate dalle modifiche in esame erano stati a suo tempo ascritti effetti di gettito”. Per quanto riguarda l’Eurojackpot, il Servizio Bilancio osserva che “l’assegnazione a montepremi di somme non riscosse dai vincitori (piuttosto che la loro acquisizione all’erario) è in via di principio suscettibile di determinare una perdita di gettito. Potrebbe assumersi, tuttavia, che l’incidenza della modifica in esame abbia una rilevanza marginale, tenuto conto che essa non incide sullo schema di ripartizione delle somme giocate (fra montepremi, oneri e tassazione) e riguarda, invece, una voce residuale come le vincite non riscosse. Sul punto appare comunque opportuno acquisire una conferma del Governo, considerato che alla norma oggetto di modifica (articolo 24, comma 40, del DL 98/2011) erano stati complessivamente ascritti (per l’istituzione di un nuovo concorso numerico da svolgersi in ambito europeo) effetti di maggior gettito pari a 120 milioni di euro all’anno a regime”. Inoltre, sul fondo da 100.000 euro per i controlli di AAMS nelle sale da gioco, il dossier sottolinea che “ferme restando sia l’esiguità delle somme interessate sia la finalità principale  del comma 1 (ossia l’incremento del gettito tributario nel settore), occorre tuttavia rilevare – rispetto alle indicazioni del Governo – che la neutralità finanziaria della norma, affermata per il bilancio dello Stato, non sembra poter essere estesa ai saldi di fabbisogno e di indebitamento. Con riferimento a tali saldi, infatti, la destinazione a finalità di spesa degli utili di gestione equivale ad un impiego di mezzi già disponibili a legislazione vigente, dei quali andrebbero quindi precisate la natura (anche al fine di valutarne il carattere strutturale) e  le modalità di accertamento (rispetto alle previsioni già scontate nei saldi)”. E ancora, il DPR del 1998 che il comma 3 dell’articolo 10 andrebbe a modificare per il rilancio dell’ippica “contiene anche disposizioni di carattere fiscale, attinenti alla base imponibile, ai soggetti passivi, alle aliquote, alle modalità di accertamento, di liquidazione e di pagamento dell’imposta. Andrebbero pertanto acquisiti elementi volti a chiarire i possibili effetti finanziari di tale revisione normativa, che – in assenza di ulteriori specificazioni testuali – dovrebbe avvenire ad invarianza di oneri. Tali elementi dovrebbero anche chiarire, più nello specifico, le possibili modalità applicative e i relativi effetti finanziari. Ciò con particolare riferimento alle disposizioni che prevedono: “una ripartizione dei proventi al netto delle imposte tale da garantire l’espletamento dei compiti istituzionali dell’ASSI” e la realizzazione di “un sistema organico di misure volte alla promozione della salute e del benessere del cavallo”. Sul comma 5, che prevede la definizione delle controversie tra AAMS e ASSI, il dossier fa presente che “non è chiaro, in proposito, se la Relazione tecnica (secondo la quale si tratta di “spese già sostenute”)  faccia riferimento a somme effettivamente erogate dall’AAMS negli esercizi fino al 2011. In tal caso andrebbe comunque precisato sulla base di quale previsione normativa tali erogazioni siano state effettuate. Riguardo, inoltre, all’utilizzo delle somme accantonate dall’ASSI (somme che, in base al testo, potranno essere destinate all’aumento dei montepremi delle corse ippiche),  andrebbe chiarito se tale finalizzazione risulti coerente, anche sotto il profilo temporale, rispetto agli andamenti di spesa già scontati ai fini dei saldi di fabbisogno e di indebitamento. Si ricorda che l’ASSI rientra nell’elenco delle pubbliche amministrazioni inserite nel conto economico consolidato. Relativamente alla definizione in via transattiva delle somme ancora dovute dai concessionari a titolo di “minimi garantiti”, al fine di escludere effetti onerosi andrebbe chiarito se tale riduzione di introiti risulti già incorporata nelle previsioni tendenziali. Si tratta – come precisato dalla Corte dei conti nella sua Determinazione n. 41/2010 – di prelievi dei concessionari e di minimi garantiti non versati, che al 2004 ammontavano complessivamente, per le agenzie cosiddette storiche, a 19,5 milioni e, per le agenzie AAMS, a circa 51 milioni di euro”. Infine, per la previsione di un intervento dell’Istituto per lo sviluppo agroalimentare nel settore dell’ippica, i tecnici sottolineano che “andrebbe chiarito se tale previsione risulti compatibile con gli equilibri di bilancio dell’Istituto e con il perseguimento degli obiettivi di sostegno al settore agroalimentare già previsti a legislazione vigente. Si ricorda che, con la legge 183/2011, l’Istituto (società finanziaria interamente partecipata dal Ministero delle politiche agricole) è stato autorizzato a versare all’entrata del bilancio dello Stato la somma di 32,4 milioni di euro nel 2012 e la somma di 9,2 milioni di euro in ciascuno degli anni 2013 e 2014, quale concorso agli obiettivi di risparmio previsti dal DL 98/2011 e dal DL 138/2011”.

 

La Commissione Bilancio del Senato sottolinea che le entrate previste dal decreto fiscale sulle gare per l’esercizio di giochi “non devono ritenersi straordinarie

“Secondo quanto si evince dalla relazione tecnica, le entrate derivanti dall’articolo 10, commi 9-octies e 9-novies relative alle concessione tramite gara dell’esercizio di giochi pubblici non devono ritenersi entrate straordinarie e, pertanto, la finalizzazione a copertura delle entrate medesime non determina un peggioramento dei saldi di finanza pubblica”. E’ quanto sottolinea la Commissione Bilancio della Camera nel suo parere al decreto fiscale, che avrà oggi il via libera di Montecitorio. La Commissione ha espresso parere favorevole ponendo diversi presupposti, tra cui quello che “le risorse di cui all’articolo 10, comma 6 (i 3 milioni di euro stanziati per un programma di comunicazione finalizzato al rilancio dell’ippica) vengano utilizzate per attività riconducibili a spese di conto capitale”.

 

Commenta su Facebook


Realizzazione sito