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Dl Destinazione Italia: tra le proposte sui giochi, le commissioni approvano l’aumento del preu al 14%

In: Apparecchi Intrattenimento, Politica

3 febbraio 2014 - 10:31


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(Jamma) E’ stato respinto l’emendamento del Movimento 5 Stelle presentato dall’onorevole Ruocco, in quanto, come ha spiegato il relatore per la VI Commissione Itzhak Yoram Gutgeld “la copertura della proposta emendativa è reperita a carico delle disposizioni sui giochi, non sembra congrua e la materia andrà inoltre complessivamente affrontata in sede di approvazione del disegno di legge concernente la delega fiscale”.

Tra le proposte invece approvate in sede di esame del dl recante “Interventi urgenti di avvio del piano «Destinazione Italia», per il contenimento delle tariffe elettriche e del gas, per la riduzione dei premi RC-auto, per l’internazionalizzazione, lo sviluppo e la digitalizzazione delle imprese, nonché misure per la realizzazione di opere pubbliche ed EXPO 2015”, la proposta del Sel che chiede di promuovere e sostenere lo sviluppo dell’imprenditoria femminile nel territorio nazionale attraverso maggiori entrate provenienti dall’aumento del preu sugli apparecchi da gioco.

Come riporta la proposta emendativa sottoscritta da Luigi Lacquaniti e approvata presso le commissioni riunite Finanze e Attività produttive:

“A decorrere dal 1o gennaio 2014, all’articolo 39, comma 13, del 269, convertito, con modificazioni, decreto-legge 30 settembre 2003, n. 326, e successive modificazioni, le dalla legge 14 novembre 2003, n. parole: «si applica un prelievo erariale unico fissato in misura del 13,5 per cento delle somme giocate» sono sostituite dalle seguenti: «si applica un prelievo erariale unico fissato in misura del 14 per cento delle somme giocate»”.

 

Tra le altre proposte pervenute in commissione, i deputati Bernardo e altri (FI) ribadiscono che le “sanzioni specificamente previste dalla lettera o) del comma 1 si applicano, con provvedimento (…) dei  monopoli di Stato, esclusivamente ai concorsi a premio per i quali è accertata la coincidenza con attività di gioco riservate allo Stato o l’elusione del monopolio statale dei giochi.”

 

L’on. Romano (M5S) con un emendamento di cui è primo firmatario, specifica che “Fatte salve le sanzioni previste nei confronti di chiunque eserciti illecitamente attività di offerta di giochi con vincita in denaro, presso qualsiasi pubblico esercizio, dotato di apparecchiature per la connessione telematica per la libera fruizione, è vietato giocare sulle piattaforme di gioco messe a disposizione dai concessionari online, da soggetti autorizzati all’esercizio dei giochi a distanza, ovvero da soggetti privi di qualsiasi titolo concessorio o autorizzatorio rilasciato dalle competenti autorità”.

 

I deputati grillini Mucci e altri, poi, chiedono che “il titolare del pubblico esercizio, del circolo privato o del punto di raccolta di giochi autorizzati presso il quale è installato uno degli apparecchi di cui ai commi 6 e 7 (slot e apparecchi senza vincita in denaro, ndr) può recedere dal contratto stipulato con il concessionario senza addebito di indennizzo, risarcimento di danni o penale a qualunque titolo, qualora ravvisi nei giocatori l’esistenza di condotte e disturbi riferibili alla pratica del gioco d’azzardo patologico o gli sono state segnalate dai servizi per le dipendenze patologiche del sistema sanitario nazionale. Sono nulle le clausole contrattuali stipulate in contrasto con la disposizione del presente comma”.

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