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Dl Balduzzi. Emendamenti art 7: divieti alla pubblicità e sale giochi a distanza dai luoghi sensibili

In: Apparecchi Intrattenimento, Leggi, Politica

3 ottobre 2012 - 10:16


fotoemendamento
Dl Balduzzi. Emendamenti art.5, istituzione fondo cura ludopatia

 

(Jamma) Nel corso dell’esame del decreto legge Balduzzi, che si è tenuto ieri presso la commissione Affari Sociali della Camera, sono stati presentati anche gli emendamenti all’articolo 7 del decreto relativi al gioco d’azzardo. Se ne contano 25 circa. La maggior parte sono concentrati sull’introduzioni di divieti relativi alla pubblicità sui giochi d’azzardo e tutela dei minori. Ricompaiono i 500 mt di distanza delle sale giochi dai luoghi sensibili.

L’on. Formichella chiede il divieto di “messa a disposizione presso qualsiasi pubblico esercizio di apparecchiature che, attraverso la connessione telematica, consentano ai clienti di giocare sulle piattaforme di gioco messe a disposizione dai concessionari on-line, soggetti autorizzati all’esercizio dei giochi a distanza, ovvero da soggetti privi di qualsivoglia titolo concessore o autorizzatorio rilasciato dalle competenti autorità”.

Gli onorevoli Nicco e Ciccioli propongono che “l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli verifichi possibili soluzioni tecniche atte a precludere l’accesso per via telefonica o telematica ai prodotti di gioco da parte dei minori di anni diciotto. Al fine di tutelare i minori e le fasce deboli della popolazione e contrastare efficacemente la ludopatia nelle sale bingo, nonché nelle aree ovvero nelle sale in cui sono installati i videoterminali e congegni meccanici ed elettronici di cui all’articolo 110, comma 6, lettere a) e lettera b) del testo unico di cui al regio decreto n. 773 del 1931. L’accesso sarà consentito previa identificazione e verifica dell’identità, solo dopo la registrazione su supporto informatico dei dati anagrafici completi dei clienti e degli estremi del documento di identità presentati. I dati dovranno essere trasmessi per via telematica all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e conservati dai gestori su supporti non cancellabili per cinque anni. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli dovrà istituire una black list nazionale dei soggetti inibiti all’ingresso nelle sale giochi, nelle sale scommesse e nelle sale bingo, ove sono installati congegni meccanici ed elettronici per il gioco, in quanto affetti da ludopatia certificata. La certificazione sarà rilasciata dalle strutture del servizio sanitario nazionale su richiesta dei diretti interessati o dei loro familiari ed inoltrata dalle predette strutture, per via telematica, all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
I gestori delle sale giochi che, essendo obbligati non identifichino e/o non registrino i dati anagrafici dei clienti o non impediscano l’ingresso ai soggetti inibiti inseriti nella black list di cui al precedente comma, sono puniti con una sanzione amministrativa da 10.000 a 50.000 euro. In caso di recidiva, il Prefetto competente per territorio può disporre la chiusura dell’esercizio per un periodo non inferiore a 15 giorni e non superiore a 90 giorni”.

Palagiano ripropone il divieto di messaggi pubblicitari “concernenti il gioco con vincite in denaro. Chi trasgredisce al divieto previsto dal precedente comma è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da 100 mila a 500 mila euro. I proventi delle sanzioni amministrative, sono devoluti ad un apposito capitolo dello stato di previsione della spesa del Ministero della Salute per essere destinati all’attivazione e il sostegno di programmi di prevenzione, cura e riabilitazione di persone affette o a rischio di dipendenza da gioco patologico”.

Binetti, Calgaro, De Poli propongono invece che “La pubblicità del gioco d’azzardo a mezzo stampa deve sempre riportare in modo chiaramente visibile l’esatta probabilità di vittoria che il soggetto ha in quel singolo gioco, evitando il formarsi di illusioni che minimizzano il rischio esaltando l’euforia della vittoria”.

 

 

“Al fine di garantire una particolare tutela nei confronti dei minori, in quanto soggetti più esposti al rischio di messaggi fuorvianti, – propongono Mosella, Fabbri, Vatinno  – i messaggi televisivi pubblicitari di qualunque gioco, scommessa e lotteria autorizzati dall’autorità pubblica sono vietati nelle fasce protette e, al di fuori di esse, nei programmi televisivi rivolti ai minori e nei quindici minuti precedenti e successivi alla trasmissione degli stessi”. I tre onorevoli propongono che “Il Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca segnala alle scuole primarie la valenza educativa del tema del gioco responsabile affinché gli istituti, nell’ambito della propria autonomia, possano predisporre iniziative didattiche volte a rappresentare agli studenti il senso autentico del gioco ed i potenziali rischi connessi all’abuso o all’errata percezione”.

 

 

“I gestori di sale da gioco e di esercizi in cui vi sia offerta di giochi pubblici, ovvero di scommesse su eventi sportivi, anche ippici, e non sportivi, – per Garavini e Miotto – sono tenuti a esporre, all’ingresso e all’interno dei locali, il materiale informativo predisposto dalle Aziende sanitarie locali, diretto a evidenziare i rischi correlati al gioco e a segnalare la presenza sul territorio dei servizi di assistenza pubblici e del privato sociale dedicati al cura e al reinserimento sociale delle persone con patologie correlate al G.A.P. (Gioco d’azzardo patologico)”.  “Ai fini di cui al presente comma e al fine di rafforzare l’effettività del divieto alla partecipazione dei minori di anni diciotto ai giochi con vincita in denaro e di prevenire forme di dipendenza per i soggetti vulnerabili,- continuano Garavini e Miotto in un successivo emendamento – il Ministero dell’economia e delle finanze – l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e, a seguito della sua incorporazione, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, in funzione della sua competenza decisoria esclusiva al riguardo, emana, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto allo scopo di rendere obbligatoria l’introduzione di meccanismi idonei a bloccare in modo automatico l’accesso ai giochi per i minori, mediante l’inserimento nei software degli apparecchi da intrattenimento, videogiochi e giochi on line di appositi sistemi di filtro, richiedenti l’uso esclusivo di tessera elettronica, tessera sanitaria regionale o codice fiscale, nonché la previsione, al momento dell’accesso ai medesimi, di avvertenze contro la dipendenza da gioco”.

 

 

Per Binetti, Calgaro, De Poli, Tassone “Gli apparecchi idonei al gioco d’azzardo non possono essere installati all’interno ovvero in un raggio di 500 metri da istituti scolastici di qualsiasi grado, centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente da giovani, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio assistenziale, luoghi di culto. Ulteriori limitazioni possono essere stabilite con decreto del Ministero dell’interno, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze e con il Ministero della salute”.  Della stessa opinione Bocciardo, Palagiano, De Pasquale, Miotto, Pedoto, Grassi, Garavini secondo i quali “L’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e, a seguito della sua incorporazione, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, in funzione della sua competenza decisoria esclusiva al riguardo, provvede a pianificare forme di ricollocazione degli esercizi in relazione a nuove concessioni di raccolta di gioco pubblico, ovvero al rinnovo di quelle già esistenti. Ai fini di tale pianificazione si tiene conto dei risultati conseguiti all’esito dei controlli di cui al comma 9, nonché di ogni altra qualificata informazione acquisita nel frattempo, ivi incluse proposte motivate dei comuni ovvero di loro rappresentanze regionali o nazionali”.
Binetti propone l’istituzione di “un osservatorio di cui oltre ad alcuni Esperti individuati dai rispettivi Ministeri di riferimento (Salute, Pubblica istruzione. Sviluppo, Giovani, ed Economia) fanno parte anche rappresentanti delle Associazioni familiari (Forum delle Famiglie) e del giovani (forum dei giovani), rappresentanti dei comuni, per valutare tempestivamente e comunque sempre insieme, quali siano le misure più efficaci a contrastare la veloce evoluzione del gioco d’azzardo: dalle campagne comunicative, alle iniziative più concrete di contrasto al fenomeno della dipendenza grave”.  “Presso le ASL – spiega in un successivo emendamento l’on. Binetti – è sempre possibile incontrare, in modo discreto ma visibile, personale qualificato disposto a farsi carico della problematica specifica del giocatore d’azzardo patologico, che, attraverso il racconto della sua storia, vuole fare una denuncia, non sempre penale, ma circostanziata, per aiutare amici e compagni, con l’intenzione di contenere un disagio in crescita continua. Il Gap è attualmente compreso tra i LEA e il paziente deve sperimentare che fin dal primi momenti in cui desidera lasciare il gioco, che è possibile farlo e che il SSN mette a sua disposizione qualcuno pronto ad aiutarlo.
Garavini e Miotto propongono, inoltre, che “Al fine di incrementare le risorse per gli interventi di cura in favore dei soggetti affetti da patologie correlate a G.A.P. (Gioco d’azzardo patologico), sono ridotte dello 0,1 per cento le percentuali delle somme giocate destinate alla remunerazione degli operatori e dei concessionari inseriti nell’elenco di cui all’articolo 1, comma 533, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e successive modificazioni. Con decreto dirigenziale, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministero dell’economia e delle finanze-l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e, a seguito della sua incorporazione, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, in funzione della sua competenza decisoria esclusiva al riguardo, emana le conseguenti norme di attuazione. Le entrate derivanti dalle somme acquisite ai sensi del presente comma, previo versamento all’entrata del bilancio dello Stato, sono destinate al Fondo nazionale sanitario”.

CAMERA DEU DEPUATI – XII COMMISSIONE AFFARI SOCIALI

Decreto-legge 158/2012: Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute. C. 5440 Governo.

  3-ter. Ai fini della copertura degli oneri derivanti dall’attuazione di cui al precedente comma 3-bis, il Ministero dell’economia e delle finanze-Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, con proprio decreto dirigenziale, adottato entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, provvede ad incrementare la misura del prelievo erariale unico in materia di giochi pubblici al fine di assicurare corrispondenti maggiori entrate.
98. Palagiano.
6-quinquies. Ai fini della copertura degli oneri derivanti dall’attuazione di cui ai commi 6-bis e seguenti del presente articolo, il Ministero dell’economia e delle finanze – Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, con proprio decreto dirigenziale, adottato entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, provvede ad incrementare la misura del prelievo erariale unico in materia di giochi pubblici al fine di assicurare corrispondenti maggiori entrate.
10. 12. Palagiano.

 

4-ter. Ai fini della copertura degli oneri derivanti dall’attuazione di cui al precedente comma 4-bis, il Ministero dell’economia e delle finanze – Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, con proprio decreto dirigenziale, adottato entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, provvede ad incrementare la misura del prelievo erariale unico in materia di giochi pubblici al fine di assicurare corrispondenti maggiori entrate.
3. 65. Palagiano.
Dopo il comma 7, aggiungere il seguente:
7-bis. Gli apparecchi idonei al gioco d’azzardo non possono essere installati all’interno ovvero in un raggio di 500 metri da istituti scolastici di qualsiasi grado, centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente da giovani, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio assistenziale, luoghi di culto. Ulteriori limitazioni possono essere stabilite con decreto del Ministero dell’interno, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze e con il Ministero della salute.
7. 33. Binetti, Calgaro, De Poli, Tassone.
Dopo il comma 8, inserire il seguente:
8-bis. Gli apparecchi idonei al gioco d’azzardo non possono essere installati all’interno ovvero in un raggio di 500 metri da istituti scolastici di qualsiasi grado, centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente da giovani, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio assistenziale, luoghi di culto.
7. 69. De Pasquale, Miotto, Pedoto, Grassi.

 

 

Sostituire il comma 10, con il seguente:
10. L’apertura di sale da gioco e di punti della rete fisica di raccolta del gioco praticato mediante gli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a), del testo unico di cui al regio decreto n. 773 del 1931 e successive modificazioni, deve avvenire nel rispetto di una distanza minima di prossimità di cinquecento metri con gli istituti scolastici primari e secondari, le strutture sanitarie e ospedaliere e i luoghi di culto. L’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e, a seguito della sua incorporazione, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, in funzione della sua competenza decisoria esclusiva al riguardo, provvede a pianificare forme di ricollocazione degli esercizi in relazione a nuove concessioni di raccolta di gioco pubblico, ovvero al rinnovo di quelle già esistenti. Ai fini di tale pianificazione si tiene conto dei risultati conseguiti all’esito dei controlli di cui al comma 9, nonché di ogni altra qualificata informazione acquisita nel frattempo, ivi incluse proposte motivate dei comuni ovvero di loro rappresentanze regionali o nazionali.
7. 63. Garavini, Miotto.
Sostituire il comma 10 con il seguente:
10. I punti della rete fisica di raccolta del gioco praticato mediante gli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a), del testo unico di cui al regio decreto n. 773 del 1931, non possono essere ubicati entro 500 metri da istituti scolastici primari e secondari, strutture sanitarie ed ospedaliere, e da luoghi di culto. La disposizione di cui al precedente periodo, opera relativamente alle concessioni di raccolta di gioco pubblico bandite successivamente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.
7. 47. Palagiano.
Al comma 10, secondo periodo, sostituire le parole: dislocazione territoriale degli istituti scolastici primari e secondari con le seguenti: distanza di almeno 500 metri dei nuovi punti-gioco rispetto a scuole, campi sportivi, oratori, centri frequentati dai minori e della dislocazione territoriale.
7. 29. Binetti, Calgaro, De Poli.

 

 

Al comma 10, dopo il secondo periodo, inserire il seguente: Gli apparecchi idonei al gioco d’azzardo, di nuova licenza o rinnovo, non possono essere installati all’interno ovvero in un raggio di 500 metri da istituti scolastici di qualsiasi grado, centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente da giovani, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio assistenziale, luoghi di culto. Ulteriori limitazioni possono essere stabilite con decreto del Ministero dell’interno, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze e con il Ministero della salute.
7. 14. Bocciardo.

 

 

Al comma 10, aggiungere, infine, il seguente periodo: In ogni caso la distanza minima dei punti della rete fisica di raccolta del gioco dai luoghi elencati nei periodi precedente è fissata in 500 metri.
7. 40. Laura Molteni, Fabi, Martini, Rondini.

 

 

Dopo il comma 10, inserire il seguente:
10-bis. Al fine di incrementare le risorse per gli interventi di cura in favore dei soggetti affetti da patologie correlate a G.A.P. (Gioco d’azzardo patologico), sono ridotte dello 0,1 per cento le percentuali delle somme giocate destinate alla remunerazione degli operatori e dei concessionari inseriti nell’elenco di cui all’articolo 1, comma 533, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e successive modificazioni. Con decreto dirigenziale, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministero dell’economia e delle finanze-l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e, a seguito della sua incorporazione, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, in funzione della sua competenza decisoria esclusiva al riguardo, emana le conseguenti norme di attuazione. Le entrate derivanti dalle somme acquisite ai sensi del presente comma, previo versamento all’entrata del bilancio dello Stato, sono destinate al Fondo nazionale sanitario.
7. 68. Garavini, Miotto.

 

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