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Dl Antimafia. L’analisi tecnica del Servizio Studi

In: Leggi, Politica

22 giugno 2012 - 11:20


testo

(Jamma) I tecnici del servizio studi del Dipartimento Giustizia della Camera hanno provveduto a fornire delucidazioni in merito allo schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo recante codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia.

Per quel che concerne le società concessionarie di giochi pubblici, “La documentazione antimafia – scrivono i tecnici – dovrà riferirsi:

–          ai soci con capitale o patrimonio superiore al 2%

–          ai direttori generali

–          ai soggetti responsabili delle sedi secondarie o delle organizzazioni in Italia di soggetti non residenti

–          al legale rappresentante, ai componenti dell’organo di amministrazione di società di capitali che detengano quote della concessionaria di giochi pubblici;

–          alle persone fisiche che, direttamente o indirettamente, controllano le società di capitali che detengono quote della concessionaria di giochi pubblici, nonché ai direttori generali e ai soggetti responsabili delle sedi secondarie o delle stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti. Per tutte questi soggetti la documentazione antimafia deve riferirsi anche al coniuge non separato“.

Il decreto legislativo n. 159 del 2011 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia) ha dato attuazione a due distinte deleghe contenute nella legge 13 agosto 2010, n. 136, recante il Piano straordinario contro le mafie.

La prima delega era contenuta nell’articolo 1 della legge e atteneva all’emanazione, entro un anno, di un codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione. Per la normativa di contrasto alla criminalità organizzata era disposta la sola attività di ricognizione, armonizzazione e coordinamento della normativa vigente mentre per le misure di prevenzione si prevedevano numerosissimi e specifici principi e criteri di delega.

La seconda delega, contenuta nell’articolo 2 della medesima legge prevedeva, entro un anno, l’aggiornamento e la semplificazione della normativa in materia di documentazione antimafia, sulla base di una serie di specifici criteri.

Il Governo ha deciso di esercitare entrambe le deleghe attraverso un unico decreto legislativo, il d.lgs n. 159 del 2011, composto da 120 articoli suddivisi in 4 libri.

L’articolo 2 (Modifiche in materia di situazioni relative ai tentativi di infiltrazione mafiosa e soggetti sottoposti alla verifica antimafia) interviene sul Libro II del Codice antimafia e provvede ad elencare gli operatori economici da sottoporre alla verifica antimafia.

Il decreto correttivo è volto ad ampliare le categorie di soggetti nei cui confronti devono essere espletate le prescritte verifiche ai fini del rilascio della documentazione antimafia.  Al testo originale sono stati infatti aggiunti:

2-bis. Oltre a quanto previsto dal precedente comma 2, per le associazioni e società di qualunque tipo, anche prive di personalità giuridica, la documentazione antimafia è riferita anche ai soggetti membri del collegio sindacale o, nei casi contemplati dall’articolo 2477 del codice civile, al sindaco, nonché ai soggetti che svolgono i compiti di vigilanza di cui all’articolo 6, comma 1, lettera b) del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.

2-ter. Per le società costituite all’estero, prive di una sede secondaria con rappresentanza stabile nel territorio dello Stato, la documentazione antimafia deve riferirsi a coloro che esercitano poteri di amministrazione, di rappresentanza o di direzione dell’impresa

2-quater. Per le società di capitali di cui alle lettere b) e c) del comma 2, concessionarie nel settore dei giochi pubblici, oltre a quanto previsto nelle medesime lettere, la documentazione antimafia deve riferirsi anche ai soci persone fisiche che detengono, anche indirettamente, una partecipazione al capitale o al patrimonio superiore al 2 per cento, nonché ai direttori generali e ai soggetti responsabili delle sedi secondarie o delle organizzazioni in Italia di soggetti non residenti. Nell’ipotesi in cui i soci persone fisiche detengano la partecipazione superiore alla predetta soglia mediante altre società di capitali, la documentazione deve riferirsi anche al legale rappresentante e agli eventuali componenti dell’organo di amministrazione della società socia, alle persone fisiche che, direttamente o indirettamente, controllano tale società, nonché ai direttori generali e ai soggetti responsabili delle sedi secondarie o delle stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti. La documentazione di cui al periodo precedente deve riferirsi anche al coniuge non separato

Il comma 3 prevede che”l’informazione antimafia, oltre che ai soggetti di cui ai commi 1, 2, 2-bis, 2-ter e 2-quater, deve riferirsi anche ai familiari conviventi”.

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