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Dipendenze, Relazione al Parlamento 2026: gioco d’azzardo minorile ai livelli più alti degli ultimi anni con 900mila studenti, sale l’online al 12%. Oltre 160 milioni per il contrasto

La Relazione annuale al Parlamento 2026 sulle tossicodipendenze e le altre forme di dipendenza, presentata in conferenza stampa dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Alfredo Mantovano, dedica ampio spazio anche al gioco d’azzardo, al gaming e alle dipendenze comportamentali, evidenziando un incremento del fenomeno tra i più giovani e illustrando gli interventi previsti sul fronte della prevenzione e dell’assistenza.

Nel documento, che fa riferimento ai dati del 2025, viene sottolineato come, tra i giovani, le dipendenze da sostanze siano sempre più frequentemente accompagnate da forme di dipendenza comportamentale, che comprendono l’uso problematico delle tecnologie digitali, il gioco d’azzardo, l’isolamento sociale, il disagio relazionale e il cyberbullismo. L’obiettivo dichiarato è migliorare la capacità di lettura e gestione di questi fenomeni attraverso un approccio integrato.

Oltre 160 milioni di euro per il contrasto alle dipendenze

Il potenziamento del sistema nazionale contro le dipendenze è sostenuto da uno stanziamento superiore ai 160 milioni di euro nel solo 2025.

Tra le principali voci di finanziamento figura il Fondo per le dipendenze patologiche, che supera i 92 milioni di euro annui. Il 30% delle risorse è destinato alle assunzioni di personale sanitario nei SerD, mentre la parte restante finanzia i piani regionali di contrasto al gioco d’azzardo e quelli dedicati alle altre dipendenze.

Le risorse comprendono inoltre il Fondo nazionale per le dipendenze comportamentali, i fondi per garantire la libertà di cura interregionale e le somme provenienti dall’8×1000 destinato allo Stato, utilizzate per progetti di prevenzione, recupero e reinserimento sociale e lavorativo.

Prevenzione nelle scuole: il 36% degli istituti affronta il tema del gioco d’azzardo

La sensibilità degli istituti scolastici sui temi della prevenzione rimane elevata. Nel 2025 il 46% delle scuole ha organizzato attività dedicate all’uso di sostanze psicoattive.

Per quanto riguarda gli altri comportamenti a rischio, l’84% degli istituti ha promosso iniziative contro bullismo e cyberbullismo, il 56% ha affrontato i rischi legati alla guida e il 36% ha sviluppato attività specifiche di contrasto al gioco d’azzardo.

Secondo il questionario ESPAD Italia, il 43% dei giovani tra i 15 e i 19 anni ha partecipato nel corso dell’anno scolastico a iniziative di prevenzione o promozione del benessere. Tra gli argomenti trattati, il gioco d’azzardo è stato affrontato nel 39% dei casi, dopo bullismo e cyberbullismo (79%), uso di sostanze (63%) e utilizzo consapevole di Internet (51%).

ESPAD Italia 2025: aumentano le fragilità giovanili

Lo studio ESPAD Italia 2025 descrive un quadro in evoluzione dei comportamenti a rischio tra gli studenti minorenni.

Accanto al consumo di sostanze psicoattive, emergono fragilità legate all’utilizzo del digitale, al gioco d’azzardo e all’isolamento sociale. Nel 2025 quasi 350mila studenti under 18, pari al 23% della popolazione scolastica minorenne, hanno dichiarato di aver fatto uso di almeno una sostanza illegale nell’ultimo anno, in crescita rispetto al 20% del 2024.

Gaming e fenomeno Hikikomori

Anche il gaming presenta elementi di criticità. Oltre 260mila studenti minorenni, pari al 17%, mostrano profili di gioco a rischio, caratterizzati da irritabilità e difficoltà di regolazione emotiva quando impossibilitati a giocare.

La Relazione collega inoltre questi fenomeni al ritiro sociale: oltre 26mila studenti under 18 (1,7%) hanno dichiarato una condizione di isolamento protratta per più di sei mesi, mentre un ulteriore 2,3% ha sperimentato periodi di ritiro compresi tra tre e sei mesi.

In una rilevazione più ampia sui comportamenti a rischio, i profili di gaming problematico interessano circa 380mila studenti (15%), in diminuzione rispetto al 17% registrato nel 2024. Il fenomeno riguarda soprattutto i ragazzi: 23% contro il 7% delle ragazze.

Gioco d’azzardo minorile ai livelli più alti degli ultimi anni

Secondo la Relazione, il gioco d’azzardo tra i minorenni continua a crescere e raggiunge i valori più elevati mai osservati negli ultimi anni.

Il 64% degli studenti under 18 ha dichiarato di aver giocato almeno una volta nella vita e il 59% lo ha fatto nell’ultimo anno. In termini assoluti, si tratta di circa 900mila ragazzi tra i 15 e i 17 anni.

Su una platea più ampia di studenti, il fenomeno coinvolge circa 1,6 milioni di giovani che hanno giocato almeno una volta nella vita e quasi 1,5 milioni nell’ultimo anno.

Le tipologie di gioco più diffuse risultano:

  • Gratta&Vinci (76%);
  • scommesse calcistiche (37%);
  • poker, roulette e dadi (30%);
  • apparecchi AWP e VLT (28%).

Per quasi tutte le tipologie la partecipazione maschile risulta superiore a quella femminile, con l’eccezione dei Gratta&Vinci, più diffusi tra le ragazze.

Cresce anche il gioco online

Nel 2025 oltre 340mila studenti, pari al 14%, hanno dichiarato di aver giocato online.

Tra i minorenni l’azzardo online interessa il 12% degli studenti e continua a registrare una crescita.

Aumentano anche i profili di gioco “a rischio” e “problematico”. Nel complesso, le due categorie coinvolgono oltre 300mila studenti. Il 7,1% rientra nella fascia a rischio e il 5,2% in quella problematica.

Tra i soli minorenni, le quote salgono al 7,7% per il gioco a rischio e al 6% per il gioco problematico. La Relazione evidenzia come tali profili siano frequentemente associati ad altri comportamenti problematici, tra cui vandalismo, furti, consumo di sostanze psicoattive e conflitti con le Forze dell’Ordine.

Tra i giovanissimi oltre 87mila casi di gioco a rischio o problematico

Il progetto “Generazione Z 2.0”, realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità insieme al Dipartimento per le politiche contro la droga e le altre dipendenze, ha coinvolto oltre 18mila studenti tra gli 11 e i 17 anni.

Per la fascia 11-13 anni, l’indagine evidenzia una diminuzione rispetto al 2022 del rischio di Internet Gaming Disorder: gli studenti coinvolti sono circa 111mila, pari al 7%, contro l’11% registrato tre anni prima.

Per quanto riguarda il gioco d’azzardo, l’11% degli studenti di questa fascia d’età dichiara di aver giocato almeno una volta negli ultimi dodici mesi. Tra questi:

  • il 63% ha giocato esclusivamente in contesti fisici;
  • il 17% esclusivamente online;
  • il 20% in entrambe le modalità.

Sulla base del South Oaks Gambling Screen-Revised for Adolescents, il 2,3% presenta un profilo di gioco problematico e un ulteriore 3,1% rientra nella categoria a rischio. Complessivamente oltre 87mila studenti tra gli 11 e i 13 anni risultano coinvolti in comportamenti di gioco d’azzardo a rischio o problematici.

Internet e nuove vulnerabilità

Nel 2025 quasi 370mila studenti (13%) presentano un utilizzo di Internet con caratteristiche di rischio, con difficoltà nel controllo del tempo trascorso online, riduzione del sonno e irritabilità in assenza di connessione.

Il documento segnala inoltre:

  • 1,12 milioni di studenti vittime di cyberbullismo (45%);
  • 740mila studenti autori di episodi di cyberbullismo (30%);
  • 28mila giovani coinvolti nelle challenge online;
  • oltre 710mila ragazzi che dichiarano di aver praticato o subito fenomeni di ghosting.

Cresce l’interesse per il trading online

Accanto al gioco tradizionale e a quello online, la Relazione evidenzia anche la diffusione del trading online tra gli studenti.

Il 17% dei giovani, pari a oltre 420mila ragazzi, dichiara di aver svolto almeno una volta attività di trading. Nel dettaglio, il 15% ha praticato trading finanziario e il 12% trading sportivo.

La rete dei SerD e le équipe dedicate al gioco d’azzardo

Per la prima volta il Sistema Informativo Nazionale sulle Dipendenze (SIND) include anche alcol e gioco d’azzardo.

Nel 2025 la rete dei Servizi per le Dipendenze è composta da 587 servizi e 636 sedi operative, con una copertura del 98% delle strutture censite. La dotazione media nazionale è pari a 1,4 servizi ogni 100mila abitanti tra i 15 e i 74 anni.

Tutti i SerD dispongono inoltre di équipe specialistiche dedicate anche alle problematiche legate al gioco d’azzardo. Sommando servizi ed équipe specialistiche, il sistema raggiunge complessivamente 1.102 unità operative.

La Relazione ricorda che l’attività dei SerD non riguarda esclusivamente le dipendenze da sostanze, ma comprende anche alcol, gioco d’azzardo, dipendenze digitali, sostegno ai familiari e ulteriori attività di consulenza e certificazione.

Prevenzione territoriale e sale gioco tra i luoghi degli interventi

Le principali iniziative di prevenzione hanno riguardato i comportamenti a rischio (61%), il gioco d’azzardo (60%), il consumo di alcol (53%) e l’uso di sostanze stupefacenti (50%).

Nella prevenzione ambientale e universale rivolta alla popolazione generale, il 67% degli interventi ha affrontato il tema del gioco d’azzardo, mentre il 69% si è concentrato sui comportamenti a rischio in senso più ampio.

Negli interventi selettivi e indicati, il gioco d’azzardo rappresenta invece la tematica prevalente, presente nel 78% delle attività.

I programmi hanno coinvolto soprattutto minorenni e giovani adulti e sono stati realizzati non solo nei servizi socio-sanitari e nei luoghi di aggregazione, ma anche in contesti informali come bar, pub, discoteche e sale gioco.

Gioco d’azzardo patologico: l’1,1% delle prese in carico

Nel 2025 i SerD hanno assistito 131.328 persone per problematiche legate alle sostanze illegali o agli psicofarmaci non prescritti, ma la platea complessiva comprende anche utenti in trattamento per alcol, tabacco, gioco d’azzardo patologico e altre dipendenze comportamentali.

Tra le principali cause di presa in carico prevalgono cocaina e crack (36%), seguite da alcol (23%), oppiacei (12%) e cannabis (6,2%).

Le problematiche legate al gioco d’azzardo rappresentano l’1,1% delle prese in carico complessive, mentre meno dell’1% riguarda altre forme di dipendenza comportamentale.

Di seguito la relazione integrale:

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