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Di Iacovo su economia criminale in Calabria: “Scommesse clandestine e gioco d’azzardo considerati business inferiori”

In: Cronache, Politica

10 ottobre 2013 - 12:22


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(Jamma) “L’incidenza dell’economia criminale in Calabria è stimata sui 5 miliardi di euro e coinvolge direttamente e indirettamente 20-25 mila individui. Sul versante del sommerso, nonostante una forte riduzione negli ultimi 10 anni, nella nostra regione si aggira ancora attorno al 20 percento della forza lavoro regolare per un numero di unità stimate pari a circa 137.000″. Lo afferma Benedetto Di Iacovo, presidente della Commissione regionale della Calabria per l’emersione del lavoro non regolare anticipando alcuni dati del IX rapporto sul sommerso di prossima pubblicazione, in occasione del ciclo di conferenze su “Criminal economies”, evento organizzato dalla Regione Calabria per venerdi prossimo nella città dello Stretto alla presenza di alte cariche istituzionali.
“Com’è noto in Calabria – prosegue – operano mafie di diverse nazionalità ed il mercato del lavoro attraverso un uso distorto ed illegale della manodopera straniera e per lo più clandestina ne è fortemente permeato, sino a produrne una profonda ed irrimediabile alterazione. I settori di attività connessi con le estorsioni, il pizzo, gli appalti, le scommesse clandestine e il gioco d’azzardo sono considerati business inferiori che, possono essere interessanti per singole cosche o famiglie, ma che non rivestono un interesse strategico per l’organizzazione criminale di vertice. Le estorsioni, il pizzo, gli appalti sono strumenti di controllo del territorio. Il pizzo e l’usura possono essere utilizzate per acquisire imprese legali e quindi veicolare capitali illegali attraverso di queste che sicuramente poi puntano allo sfruttamento della manodopera. Ma se si prescinde da questi fini strumentali – conclude Benedetto Di Iacovo – il fatturato di queste attività è relativamente basso e poco appetibile in termini di costi benefici.  Compito delle Istituzioni, della Magistratura, delle forze dell’ordine e degli organismi internazionali preposti, nonché della politica è quello di attivare ogni mezzo di contrasto per evitare che anche il mondo del lavoro possa essere fortemente condizionato dalle attività criminali ed illegali”.

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