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Delega Fiscale, pubblicità sui giochi vietata a soggetti non appartenenti a reti gestite dai concessionari

In: Politica

27 novembre 2014 - 17:19


camera-dei-deputati

(Jamma) – Diversi gli aspetti analizzati nella bozza del decreto legislativo Delega Fiscale, tra questi gioco online, ludopatia, pubblicità, concessionari e rete fisica. Per quel che riguarda la pubblicità “è vietata in modo assoluto qualsiasi forma di comunicazione commerciale, di pubblicità, di sponsorizzazione o di promozione di marchi o prodotti di giochi con vincite in denaro, offerti in reti di raccolta sia fisiche sia online, diversi dai giochi pubblici e comunque riferibili a soggetti non concessionari ovvero non appartenenti alle reti di raccolta dei giochi pubblici gestite dai concessionari”.

 

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Inoltre, la “comunicazione commerciale di giochi con vincita in denaro non deve contrastare con l’esigenza di favorire l’affermazione di modelli di comportamento ispirati a misura, correttezza e responsabilità, a tutela dell’interesse primario degli individui ed in particolare dei minori, ad una vita familiare, sociale e lavorativa protetta dalle conseguenze di comportamenti di gioco non responsabile, determinati da eccesso o dipendenza”.

 

La comunicazione dei giochi non deve “incoraggiare il gioco eccessivo o incontrollato”, “negare che il gioco possa comportare dei rischi”, “omettere di rendere espliciti le modalità e le condizioni per la fruizione di incentivi o bonus”, “presentare o suggerire che il gioco sia un modo per risolvere problemi finanziari o personali, ovvero costituire una fonte di guadagno o di sostentamento alternativa al lavoro, piuttosto che una semplice forma di intrattenimento e di divertimento”, “rivolgersi o fare riferimento, anche indiretto, ai minori”, “indurre a confondere la facilità del gioco con la facilità della vincita”. Per quanto riguarda la pubblicità sui canali televisivi, è vietata “sui canali afferenti al genere di programmazione tematica “bambini e ragazzi” della televisione digitale terrestre e satellitare”, “nella fascia oraria di programmazione protetta per i minori tra le ore 16,00 e le ore 19,00 di ogni giorno, fatta eccezione per le trasmissioni su canali afferenti al genere di programmazione tematica “sport”, ovvero per le trasmissioni sportive o di eventi sportivi a rilevanza nazionale o internazionale ovunque trasmesse, nonché per quelle su canali tematici dedicati al gioco”, “durante i programmi destinati ai minori”. Sul canale radiofonico, la pubblicità è invece vietata “durante programmi chiaramente dedicati ad un pubblico infantile o adolescenziale e durante quelli che hanno i minori come protagonisti, nonché nei trenta minuti precedenti e successivi agli stessi”.

 

Quanto al circuito cinematografico, la pubblicità è vietata “durante le proiezioni cinematografiche destinate ai minori”, “nonché nei trenta minuti precedenti e successivi a tali proiezioni”, “nelle sale cinematografiche e nei loro foyer in occasione della proiezione di film destinati alla visione dei minori”. Quanto al circuito teatrale, la pubblicità è vietata “nei teatri e nei loro foyer in occasione di rappresentazioni destinate alla visione dei minori”. Quanto alla stampa quotidiana e periodica, la pubblicità “è vietata su quella destinata ai minori, le suddette testate sono individuate all’interno dell’elenco pubblicato dalla FIEG, nonché su quella che per grafica, contenuto ed oggetto è chiaramente destinata ad un pubblico infantile ed adolescenziale”. “I concessionari e, in generale, gli operatori di gioco sono obbligati, relativamente alla pubblicità di giochi con vincite in denaro destinata a canali web, ad inserire nei contratti di diffusione pubblicitaria esplicite clausole che impegnino il fornitore a non pubblicare e a fare in modo che non vengano pubblicati banner, annunci, forme di pubblicità di ogni genere su siti web con contenuti contrari alla dignità umana, ai minori e all’ordine pubblico”.

 

Sono escluse da queste limitazioni “le sponsorizzazioni che prevedono il semplice uso del logo del prodotto e di marchi registrati, nonché le comunicazioni istituzionali dei concessionari”. Sono inoltre esclusi i messaggi “che abbiano un fine esclusivamente di utilità sociale”.
I concessionari e gli operatori di gioco dovranno sottoporre “preventivamente ogni loro campagna di comunicazione commerciale alla valutazione di soggetti od organismi settoriale operanti nel mercato di riferimento, il cui elenco è tenuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento dell’editoria, al fine di riscontrare nei contenuti di tali campagne e delle comunicazioni commerciali che le compongono, mediante un visto di conformità, il rispetto delle limitazioni”.

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