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Delega Fiscale. Baroni (M5S): “Voteremo contro l’articolo sui giochi. E’ solo un tentativo elegante da colletto bianco”

In: Cronache, Politica

27 febbraio 2014 - 10:31


baroni massimo

(Jamma) “Vorrei soffermarmi sull’articolo 14 perché, sia ben chiaro, presenta una contraddizione irriducibile per il cittadino italiano. In questo momento si è creata una situazione in cui la terza impresa dello Stato, il settore del gioco d’azzardo, trae un gettito erariale del 10 per cento (sono ancora dati del 2012, non ho a disposizione quelli del 2013) rispetto a un raccolto di 88,6 miliardi di euro. Questo significa che di fatto trae circa 9 miliardi di euro. Questa contraddizione irriducibile di cui parlavo prima è perché, attraverso tutta una serie di decreti direttoriali dell’AAMS, quindi sotto totale controllo del Ministero dell’economia e delle finanze, (…) abbiamo avuto modo di vedere come poi sia stato possibile legare la pubblicità a un sistema di incentivazione dell’offerta”. Sono le parole del deputato grillino Baroni che ieri ha partecipato in Aula alla Camera alla discussione sulle linee generali della Delega Fiscale in fase di approvazione definitiva a Montecitorio. “Noi pensiamo chiaramente a questo tipo di regolamentazione – ha aggiunto – cioè quanto il settore debba essere tassato, perché la stessa tassazione sul settore è un modo per gestire e regolamentare il settore stesso. Faccio un esempio, che è poco conosciuto, se non attraverso le nostre denunce: a fronte di un’interrogazione parlamentare in Commissione finanze presentata dal deputato Causi, la risposta del Governo era che i casinò online e il poker online venivano tassati al 20 per cento. Ebbene, io dico che questa risposta del Governo è una risposta manipolatoria, come ce ne sono tante e come ce sono state tante perché, per un raccolto del 2012 di 14 miliardi di euro, attraverso tutto un sistema di ingegneria finanziaria, noi abbiamo dei dati inequivocabili – e sfido chiunque a poterli controbattere – questo settore ha prodotto una tassazione dello 0,6 per cento. Infatti, c’è tutto un gioco sul payout, sulla restituzione del giocatore; ci sono delle attività di aggressione nei confronti di mercati considerati non saturi che devono essere saturati da  parte dei concessionari e che, quindi, tengono un payout altissimo a fronte di un mancato gettito, di un mancato guadagno di questi concessionari nel breve periodo, ma di una fidelizzazione importantissima”. Quindi, “noi stiamo parlando di una materia che è legata ad un enorme conflitto d’interessi, e non parlo di quei pochi spicci che in maniera legale, ogni tanto, troviamo da parte dei concessionari del gioco che vengono praticamente versati a fondazioni legate a partiti politici o agli stessi partiti politici”. E ancora: “Abbiamo una città come Roma, in cui tutto chiude tranne le sale VLT e le sale AWP. Il settore delle VLT è un settore in cui si inseriscono le banconote, non le monetine; ha un ciclo di restituzione altissimo ed è tassato al 5 per cento. Per quale ragione? Perché è un settore in crescita. Con riferimento al settore come quello delle AwP, che è un settore che, invece, sta decrescendo, troviamo che il Governo è disposto da diverso tempo ad aumentare la tassazione; ma non si parla di aumentare la tassazione di un settore in crescita. Quindi, questo, a casa mia, si chiama imbrogliare il cittadino”. “Ci sono diversi esponenti di questa proposta di legge che vogliono continuare a mettere dentro delle scatole cinesi e dei labirinti per creare confusione, per impedire che i parlamentari, che operano anche in funzione di controllo di questi conflitti di interesse, possano avvicinarsi troppo a queste norme, perché devono rimanere fuori dal controllo parlamentare. Quindi, riguardo l’articolo 14 annuncio sin da ora che noi voteremo contro perché (…) è un tentativo elegante da colletto bianco”, ha poi concluso.

Della stessa opinione il collega pentastellato Matteo Mantero che si associa al giudizio critico rispetto alle modifiche approvate al Senato, che vanno nella direzione di una minore tutela nei  confronti dei soggetti che necessitano di cure per la dipendenza da gioco d’azzardo, come sembrerebbe derivare dalla previsione che condiziona la cura della patologia all’incremento delle entrate erariali.

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