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Delega Fiscale, Baretta (sottosegr. Mef) “La parte sui giochi è pronta ma forse serve tempo per consultazioni”

In: Politica

17 febbraio 2015 - 15:54


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(Jamma) “La Delega Fiscale è praticamente pronta per quanto riguarda la parte relativa ai giochi, anche se potrebbero servire altri 15 giorni per consultazioni e per definire gli ultimi dettagli”. E’ quanto dichiarato  il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, riguardo la prossima scadenza dei decreti delegati riguardanti i giochi. Non è escluso quindi che la presentazione del decreto possa registrare uno slittamento rispetto al 20 febbraio , data prevista dal premier Renzi.

“Sono tre gli obiettivi che ci siamo prefissati per l’attuazione della Delega Fiscale: la tutela della salute pubblica, la lotta alla illegalità e l’attenzione alle entrate che per lo Stato è un punto importante” spiega Baretta, sottosegretario all’Economia. “C’è un eccesso di offerta in alcune situazioni di gioco. Troppa diffusione sul territorio di alcuni giochi. Dobbiamo trovare un equilibrio, partendo però sempre dalla condizione sociale. Un primo obiettivo è sicuramente la riduzione dell’offerta”. Sullo sbarco dei decreti previsto per venerdì al Consiglio dei Ministri, Baretta dichiara che “ne stiamo discutendo in queste ore. Siamo pronti ma stiamo valutando se non valga la pena ritardare di qualche giorno per una consultazione più ampia, per arrivare così ad un testo sufficientemente discusso anche con i soggetti interessati che non sono solo i giocatori ed i concessionari e gestori, ma anche le associazioni, con le quali abbiamo avviato dei tavoli di confronto”. Qualche anticipazione sui contenuti? “La riduzione dell’offerta soprattutto nei bar e nei tabacchi, dove c’è la vera diffusione eccessiva. Si provvederà a limitazioni temporali e fisiche. Si stabilirà che le macchinette non possano essere visibili dall’esterno e uno spazio dedicato per gli apparecchi. Sarà drastico poi l’intervento suo divieto di gioco per i minori e verrà garantito anche chiedendo ed imponendo ai gestori di farsi carico di questa responsabilità. Il controllo sarà severo. Con questa operazione, stimiamo una riduzione di 80/100 mila apparecchi in giro sul territorio”. “Nell’arco di due anni, massimo due anni e mezzo, gli apparecchi non collegati al sistema centrale verranno poi tolti dal mercato e sostituiti da apparecchi soggetti a controllo. Ci sarà anche una drastica riduzione degli spazi pubblicitari. So che su questo punto c’è un dibattito perché qualcuno vorrebbe l’abolizione totale della pubblicità sui giochi. La norma europea non prevede però l’abolizione, dobbiamo quindi trovare un giusto equilibrio”. Per quanto riguarda la tassazione ci saranno cambiamenti? “Questo è un tema delicato perché lo Stato guadagna relativamente poco dai giochi perché il grosso va ai giocatori. Mediamente il 75% della giocata torna ai giocatori sotto forma di vincite. Lo Stato prenderà anche meno con questa riduzione, ma comunque si tratta di cifre importanti”.

“Il gioco online è forse la parte più difficile da normare perché la meno controllabile”. Questa la dichiarazione di Pierpaolo Baretta, sottosegretario all’economia, rilasciata durante la trasmissione televisiva “Siamo Noi”. “E’ difficile – ha continuato perché si gioca dai telefonini, con provider stranieri che applicano tasse molto basse, su palinsesti assolutamente inaccettabili. Stiamo provvedendo attraverso una lotta dura contro i bookmaker illegali. Pochi giorni fa, circa 2500 punti gioco sono venuti fuori, aderendo alla Sanatoria prevista dalla Legge di Stabilità, capendo che era meglio stare nel legale. Saremo molto rigorosi nel palinsesto, decidendo su cosa si può scommettere o meno. Non si può scommettere su tutto. Terzo obiettivo, aumentare le imposte per coloro che sono fuori dalla legalità. Con il gioco online abbiamo però bisogno di essere aiutati dagli operatori tecnologici, dall’Europa e anche dal mondo dei social. Stiamo anche lavorando con il Ministero degli interni – ha concluso Baretta – per rendere più rigorosa l’apertura dei locali e controllare se c’è o meno offerta di gioco. A Roma, ad esempio, ci sono lavanderie dove, in attesa del bucato, le persone possono scommettere sui computer installati nei locali”. “L’Italia è un Paese all’avanguardia contro l’illegalità. In questi 10 anni abbiamo sbagliato a dare troppa offerta, ma contemporaneamente siamo all’avanguardia nella lotta all’illegalità. Non vorrei che togliendo troppo offerta legale, si torni all’illegale” ha concluso Baretta.

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