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Def. La Commissione Affari Sociali ‘boccia’ il Governo : “Nessun intervento concreto contro il gioco d’azzardo patologico’

In: Politica

22 aprile 2015 - 09:50


commissioniaffarisociali

(Jamma) Una solenne bocciatura quella che arriva dalla Commissione Affari Sociali della Camera sul Documento di programmazione economica presentato in questi giorni dal Governo. La Commissione ha espresso il parere contrario anche inconsiderazione delle critiche espresse nei confronti della politica sui giochi .
“Nel DEF 2015- si legge- non c’è alcuna specifica riguardo la prevenzione e la cura del Gioco d’Azzardo Patologico, che nella legge di Stabilità prevedeva 50 milioni di euro a risorse del FSN e che nel Testo Unificato approvato dalla Commissione Affari Sociali arrivava a non meno di 200. Di questa cifra si perdono le tracce nella programmazione futura. Le uniche cifre che si trovano sono pura fantasia: con la famosa sanatoria avviata dalla recente Legge di Stabilità il Governo prevedeva di condonare circa 7000 agenzie fantasma: detto che solamente 2194 delle 7000 previste hanno aderito alla sanatoria con un incasso, per ora, di 22 milioni di euro scarsi, non si capisce come nel DEF ci possa essere la spropositata cifra di 4 miliardi e 700 milioni di euro proveniente dalle regolarizzazioni che è del tutto inattendibile.
C’è poi da sottolineare che i conti presentati dal Governo dovranno comunque passare al vaglio del Parlamento attraverso il riordino di tutta la disciplina dei giochi: e sarà solo alla fine della discussione che si potrà capire la reale portata dell’intervento che finora è solo sulla carta. L’unico provvedimento per ora approvato è quello riguardante la riduzione di aggi e compensi per un valore di 300 milioni nel 2015, con l’intenzione di portarlo al regime di 500 milioni annui a partire dal 2016. Il tutto in una situazione comunque di stabilità in termini di raccolta del settore.
Noi proponiamo una riarmonizzazione del regime fiscale dei giochi, data l’enorme differenziazione che tuttora sussiste fra alcuni giochi ed altri, con un aumento della tassazione del 4 per cento su AWP e VLT come indicato dal Governo nella prima versione della Legge di Stabilità depositata alla Camera e successivamente da lui stesso abrogata nel passaggio al Senato.
I cosiddetti settori in crescita per raccolta all’interno del Gioco d’Azzardo sono stati sempre protetti dal Governo attraverso l’applicazione di una tassazione inferiore rispetto a tutti gli altri. Le politiche di espansione economica delle concessionarie italiane prevedono una tassazione bassa per difendere i nuovi investimenti delle imprese del Gioco. La rottura di questa collusione permetterebbe di rientrare dalla cosiddetta «bolla speculativa» nel settore dei giochi, segnalata dalla Consulta Nazionale Antiusura nel 2014, che è responsabile della desertificazione di investimenti in settori legati alle piccole e medie imprese, tessuto primario dell’economia italiana. La sciagurata difesa del settore dei Giochi d’Azzardo da parte del Governo va contro gli interessi dei cittadini e aumenta il numero di malati da GAP attraverso un uso distorto e aggressivo della pubblicità che induce il cittadino a non sentirsi all’interno di una comunità sana e partecipe, bensì in una società individualista e neocapitalista che giustifica l’abbandono sociale e il prosciugamento dei risparmi degli italiani. La pubblicità viene, quindi, percepita come una politica di Governo il quale appare totalmente allo sbando e impotente nel settore Pag. 134degli investimenti pubblici con l’eccezione delle Grandi Opere, al momento bloccate dagli scandali giudiziari sul malaffare che lega le organizzazioni criminali e il capitalismo finanziario totalmente fuori controllo.
La tassazione andrebbe, per tutti i giochi, effettuata sul raccolto, e quella dello 0,7 per cento del mercato dell’on-line è troppo bassa all’interno di un mercato che, comunque, raccoglie ben 13 miliardi di giocato.”

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