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Decreto semplificazioni tributarie. I Tecnici del Senato chiedono chiarimenti su fondo da 100.000 euro per controlli sulle slot

In: Politica

21 marzo 2012 - 15:59


Senato1

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(Jamma) Chiarimenti in merito alla copertura finanziaria del fondo da 100.000 euro che, secondo quanto prevede una norma del decreto di semplificazioni tributarie, verrà utilizzato per le operazioni di gioco ai fini del controllo. E’ quanto chiedono i Tecnici del servizio bilancio del Senato in fase di conversione in legge del provvedimento. Il dispositivo stabilisce che l’Amministrazione Autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) venga autorizzata a costituire – avvalendosi di proprie risorse – un fondo di importo non superiore a 100 mila euro per le operazioni di gioco a fini di controllo. In particolare, i dipendenti di AAMS possono “spacciarsi” per giocatori e, utilizzando denaro attinto dall’apposito fondo, possono effettuare operazioni di gioco presso locali in cui si effettuano scommesse o sono installati apparecchi da intrattenimento. Analoga possibilità viene prevista anche per il personale della polizia di Stato, per i Carabinieri, per la Guardia di Finanza. Con regolamento emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge n. 400 del 1988, verranno stabilite le modalità dispositive in base alle quali il citato personale può effettuare le operazioni di gioco. Il governo fa sapere che la norma disciplina l’utilizzo del personale dipendente di AAMS, ai fini dell’acquisizione di elementi di prova in ordine alla violazione di norme sul gioco pubblico. A tal fine viene prevista la costituzione di un apposito fondo destinato alle operazioni di gioco. La norma, quindi, ha lo scopo di conferire ad AAMS strumenti di controllo sempre più efficaci e radicati nel territorio. Per quanto attiene ai profili di costo della disposizione in parola, il finanziamento del previsto fondo avverrà nell’ambito delle risorse già assegnate all’Amministrazione senza, quindi, ulteriori oneri a carico del Bilancio dello Stato. Per completezza – fanno sapere i tecnici- si sottolinea che le vincite eventualmente derivanti da giocate eseguite dal personale, ai sensi della disposizione in commento, affluiranno anch’esse al nominato fondo.

Al riguardo, per i profili di copertura, pur considerando l’evidente finalità della norma di conferire maggiore incisività alle procedure di controllo della AAMS, da cui deriveranno effetti positivi per il bilancio dello Stato – in termini di incremento del gettito derivante da attività di controllo sulle imposte sui giochi e le scommesse – é da sottolineare che, a fronte di nuovi o maggiori oneri rispetto agli stanziamenti di spesa previsti a legislazione vigente, la legge di contabilità prescrive che andrebbero di norma indicate anche le risorse poste a copertura. Nell’eventualità il sostenimento di nuovi oneri dovesse ritenersi possibile a valere dei soli stanziamenti già previsti a legislazione vigente, in presenza di una apposita clausola di invarianza, la medesima legge impone che se ne debba comunque fornire una adeguata dimostrazione mediante la presentazione di un’apposita relazione tecnica che presenti gli elementi e dati atti a suffragarne l’effettiva sostenibilità.

 

Nessuna osservazione invece sulle integrazioni ai requisiti antimafia contenuti nel comma 2. Nella relazione tecnica al provvedimento si afferma che nell’ottica dell’ampliamento del controllo nel settore dei giochi, con il comma 2 si provvede, alla lettera a), al potenziamento della tutela antimafia, intervenendo sull’articolo 3-bis del D.P.R. n. 252 del 1998, ampliando i previsti controlli anche al coniuge, ai parenti ed agli affini entro il terzo grado del soggetto cui la documentazione antimafia si riferisce; con la lettera b) – intervenendo sul comma 25 dell’art. 24 del decreto-legge. n. 98 del 2011, convertito dalla legge n. 111 del 2011 – si ampliano le fattispecie penali che precludono l’accesso alle concessioni in materia di giochi pubblici ed il mantenimento delle stesse includendo, in particolare, i reati di frode fiscale, reati contro la pubblica amministrazione e contro il patrimonio. La medesima disposizione estende ai familiari dei soggetti indicati dalle predette norme le preclusioni ai fini della partecipazione alle gare o al mantenimento delle relative concessioni. Per i tecnici si tratta di di mero rilievo ordinamentale della norma su cui non ci sono osservazioni.

 

Il comma 3 dispone che venga adottato un regolamento, ai sensi dell’articolo 17 della legge n. 400 del 1998, finalizzato a modificare alcuni profili del D.P.R. n.169 del 1998 in materia di giochi e scommesse relativi alle corse dei cavalli, con l’intento di razionalizzare e rilanciare il settore dell’ippica.

Il comma 4 abbassa a 5 centesimi (da 50 centesimi) la posta unitaria minima di gioco, lasciando comunque invariato l’importo minimo di 2 euro per ogni biglietto di gioco.

Il comma 5, lettera a) riguarda principalmente i costi del totalizzatore nazionale per la gestione delle scommesse ippiche, da ripartire in parti uguali tra AAMS e ASSI a partire dal 1° gennaio 2012, mentre quelle sostenute fino al 31 dicembre 2011 restano in capo ad AAMS; la lettera b) del medesimo comma concerne la definizione, in via equitativa, di una riduzione non superiore al 5 per cento delle somme ancora dovute dai concessionari delle scommesse ippiche.

I tecnici del Senato ricordano a questo proposito che il D.P.R. del quale il comma 3 dispone

la modifica – attraverso un nuovo regolamento da emanarsi – contiene anche disposizioni di carattere fiscale, attinenti al presupposto dell’imposta, alla base imponibile e alla definizione delle aliquote. In relazione a quanto precede si invita a valutare l’opportunità di

introdurre in proposito una clausola di salvaguardia. Per quanto riguarda la definizione delle controversie di cui al comma 5, lettera b), si evidenzia che esse non siano esenti da possibili

riflessi di natura finanziaria, rispetto ai quali sarebbe utile disporre di una stima.

 

Nessuna osservazione su soppressione giochi a consumo

 

Si rileva infatti che alla tipologia di gioco che viene soppressa dal comma 8 non erano a suo tempo associati specifici effetti di gettito, bensì essa costituiva una delle possibili modalità attraverso le quali raggiungere un determinato livello di entrate.

 

Le risorse per l’ippica

Il comma 6 prevede che, nell’ambito delle disponibilità del MIPAF, ai sensi della norma che assegna 14,8 mln di euro per il 2012 al finanziamento di una serie di interventi di competenza del predetto ministero, viene destinata per il 2012 la somma di 3 mln di euro per un programma di comunicazione per il rilancio

dell’ippica.

La relazione tecnica al provvedimento afferma che, come si evince dal dato testuale, la norma non comporta nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Le risorse in questione rientrano, infatti, nell’ambito dell’importo di 14,8 mln di euro che sono state versate all’entrata e sono in corso di riassegnazione al capitolo 7810 dello stato di

previsione del MIPAF. Pertanto gli interventi sono caratterizzati dall’invarianza finanziaria, realizzandosi con le risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente. I tecnici del Senato osservano però che non risulta alcun capitolo 7810 nello stato di previsione del MIPAF. Inoltre, pur sottolineando la natura ampiamente flessibile delle finalizzazioni originarie delle risorse de quibus, i cui correlati oneri appaiono pertanto modulabili, andrebbe valutata l’opportunità di riformulare il comma in modo da prevedere espressamente la riduzione per 3 mln di euro dell’autorizzazione di spesa di fatto incisa dalla norma e a valere sulle cui risorse si provvede a finanziare l’intervento in favore dell’ippica.

 



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