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Decreto Imu. Endrizzi (M5S): “Condono slot, norma cucita su misura per le lobby del gioco d’azzardo”

In: Apparecchi Intrattenimento, Newslot, Politica

24 ottobre 2013 - 10:29


endrizzi

(Jamma) “Il condono previsto nel decreto Imu è una norma “ad societatem”, cucita su misura per le lobby del gioco d’azzardo” ha dichiarato ieri in Senato Giovanni Endrizzi del M5S in occasione della discussione del testo. “Ora al presidente Letta – ha continuato – non basta più il club Bilderberg, vuole anche la tessera del club dei condoni e, ricattato dal pregiudicato Berlusconi che vuole abolire l’IMU sulla prima casa ne approfitta per calarci un condono per le società che non hanno collegato le slot machine al sistema di controllo dei Monopoli di Stato, cosicché per anni le somme giocate in migliaia di macchinette non vennero nemmeno rilevate. Le sanzioni erano chiare (50 euro per ogni ora di violazione, in tutto 98 miliardi), ma la Corte dei conti ricalcolò la sanzione sulla base del danno presunto e abbassò l’importo a 2,5 miliardi.

Con il decreto-legge in esame il Governo Letta ha offerto alle società la possibilità di risolvere la questione con 600 milioni, il 25 per cento del dovuto. La stampa lo ha subito identificato come condono slot e la stessa relazione tecnica del Servizio del bilancio afferma che il giudizio più rilevante è quello a carico dei concessionari delle slot machine. Io lo dissi già a inizio settembre: questa è una norma “ad societatem”, cucita su misura per le lobby del gioco d’azzardo. Aggiunsi altresì quello che recentemente è stato confermato anche dal presidente Monti, cioè che il Governo è sotto scacco di Berlusconi, e dissi quindi che le società hanno annunciato che non intendono pagare e vorranno certamente in cambio qualcosa in più. La trattativa è stata confermata dal sottosegretario Baretta e, mentre la Corte dei conti raccomandava almeno di elevare al 30 per cento la quota da richiedere, il 15 ottobre alla Camera è stato votato il comma 2-bis, dell’articolo 14, che abbassa ancora la richiesta al 20 per cento, a patto che entro quello stesso giorno le società avessero presentato le domande e dimostrassero di avere anche già pagato quel 20 per cento. Ma chi paga anticipatamente milioni di euro prima di sapere se il decreto verrà approvato e prima ancora che la domanda venga accolta? Chi paga il 20 per cento, anziché il 25 per cento prima di sapere che sarebbe stato votato quell’emendamento? A me sembra chiaro che ha parlato direttamente con il sarto e si è fatto cucire l’abitino su misura. A questo punto, come cittadino, chiedo: se passo con il rosso, pago solo in base al danno presunto? E me la cavo con Equitalia, chiedendo al Ministro un incontro diretto per poter concordare una somma inferiore?

È odioso che questo mercato costi, in termini sanitari, sociali e di perdite fiscali, somme ben superiori al gettito che offre. È odioso che tolga ossigeno alle aziende, penalizzando l’occupazione e le imprese. Non possiamo accettare però che si faccia tutto questo a vantaggio delle lobby del gioco d’azzardo che finanziano la politica e non possiamo accettare che già sia stato studiato l’escamotage qualora queste società, forti del potere che hanno, si rifiutino di pagare, alzando gli acconti IRAP e IRES. Questo è il rispetto che si porta alle imprese? Noi non ci stiamo”.

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