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Ddl Ludopatia. La Comm. Affari sociali approva i primi emendamenti per un approccio al gioco misurato e consapevole

In: Politica

13 febbraio 2014 - 10:44


Senato - Commissione Bilancio - Legge di Stabilità

(Jamma) La commissione Affari sociali della Camera ha avviato ieri l’esame in sede referente dei 160 emendamenti presentati al testo unificato sulla prevenzione, la cura e la riabilitazione della dipendenza da gioco d’azzardo patologico.

Nel corso della discussione di ieri sono stati votati gli emendamenti relativi ai primi due articoli, e si è iniziato a discutere del terzo. Accantonati gli emendamenti Giordano sulla richiesta di definire gioco d’azzardo qualunque gioco gestito dai Monopoli, o comunque “conseguenza dell’aleatorietà e  disciplinati dalla normativa vigente”, e Miotto che chiedeva di far sì che siano le Regioni a prendere in carico i pazienti.

Sulla questione, Massimo Enrico Baroni del M5S ha dichiarato “come non si possa prescindere dalle esperienze maturate sul territorio per l’uscita dall’alcolismo e dalla tossicodipendenza da parte degli operatori del settore della salute mentale, che hanno consentito l’elaborazione di vere e proprie linee guida, che ben possono rappresentare un importante punto di riferimento anche per la cura della dipendenza da gioco d’azzardo. In proposito, evidenzia infatti come l’approccio terapeutico a tutte queste diverse forme di dipendenza si fondi sulla doppia diagnosi, di dipendenza, da un lato, e di disturbo della personalità, dall’altro. Ciò premesso, pur ritenendo opportuno considerare unitariamente   tutte le forme di dipendenza patologica, dichiara l’astensione del suo gruppo sugli emendamenti in oggetto, in quanto non affrontano la problematica nei suoi aspetti sostanziali, come si evince dal tenore delle proposte emendative in esame. Il tema delle dipendenze deve essere affrontato con estrema serietà e tenendo presente che allontanarsi dall’esperienza degli operatori del settore può aprire le porte all’interferenza di portatori di interessi non sempre trasparenti.

La Commissione ha poi approvato tre proposte. La prima di Beni, Biondelli e altri propone di divulgare un “un approccio consapevole e misurato al gioco”. Le altre due di Gigli e Miotto chiedono di non associare la ludopatia ad altre forme di dipendenza quali “quali tossicodipendenza e alcolismo” ma comunque con “sintomi clinicamente rilevanti legati alla perdita di controllo sul proprio comportamento di gioco”. Niente da fare invece per gli emendamenti Taglialatela che proponevano il “reinserimento sociale e lavorativo” dei pazienti curati.

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