Nel corso dell’audizione alla Commissione Cultura della Camera sulla crisi del calcio italiano, è intervenuta la deputata Anna Laura Orrico (Movimento 5 Stelle), portando una posizione critica sul modello economico della Serie A e sul ruolo del settore nel contesto sociale.
Orrico ha innanzitutto messo in discussione la narrazione delle difficoltà economiche del massimo campionato, evidenziando una distanza tra i dati presentati e la percezione pubblica. “Almeno della Serie A che non è quella che onestamente passa, perché il calcio di Serie A a mio avviso, almeno per la percezione che può avere una persona che segue il calcio relativamente, che segue soprattutto la nazionale, è quella insomma di una lega molto ricca, dove il denaro sostanzialmente non manca, tant’è che i cachet, le retribuzioni dei calciatori, insomma a mio avviso, sono alquanto scandalose”.
Nel suo intervento, la deputata ha affrontato anche il tema del divieto di pubblicità del gioco d’azzardo, criticando le posizioni espresse dalla Lega Serie A. “Sentire nella sua relazione che il calcio di Serie A ha addirittura dei problemi economici legati al fatto che non si può fare la pubblicità sulle scommesse, sebbene come diceva correttamente il collega Berruto, si trovano tutta una serie di escamotage per bypassare e alla fine è molta e troppa anche la pubblicità che viene fatta”.
Orrico ha inoltre escluso che la pubblicità del gioco legale possa rappresentare uno strumento efficace contro l’illegalità: “Non ritengo che la pubblicità sul gioco d’azzardo contrasti invece il gioco d’azzardo illegale, sono altri gli strumenti e le iniziative che bisognerebbe mettere in campo”. Al contrario, ha invitato la Serie A a rafforzare il proprio ruolo sociale: “Credo che in questo caso la lega di Serie A dovrebbe dare più dei messaggi sociali, in tal senso piuttosto che chiedere di poter pubblicizzare le scommesse e il gioco d’azzardo”.
Un altro passaggio centrale ha riguardato il tema delle retribuzioni dei calciatori. “Utilizzare la parola salario applicato alla retribuzione di un calciatore sembra anche abbastanza offensivo per chi purtroppo lavora e fa lavori anche onerosi e prende dei salari miseri in questo Paese”, ha affermato, aprendo alla possibilità di introdurre strumenti di regolazione.
Da qui la proposta: “Le domando se come lega di Serie A non sia il caso di valutare di inserire un tetto salariale, un tetto ai cachet alle retribuzioni dei calciatori del nostro Paese”, ipotizzando anche un’iniziativa a livello europeo e meccanismi di redistribuzione. “Se si vogliono pagare questi cachet così milionari, che una parte di questi venga obbligatoriamente devoluta e investita”.
Secondo la deputata, le risorse dovrebbero essere destinate allo sviluppo del sistema sportivo nel suo complesso, con particolare attenzione alle infrastrutture e ai territori più in difficoltà: “Investimenti per realizzare nuovi stadi, per creare impianti sportivi che mancano in determinate regioni del nostro Paese”.
Infine, Orrico ha richiamato la propria esperienza personale per sottolineare le difficoltà di alcune aree del Paese: “Sono calabrese, abbiamo avuto qualche squadra in Serie A ma è durato il tempo di un sogno molto breve perché poi non ce lo si può permettere di mantenere determinati standard”.
Un intervento che ha legato il tema della sostenibilità economica a quello dell’equità e della funzione sociale del calcio, con un richiamo diretto anche ai risultati sportivi: “Essere esclusi per la terza volta da competizioni mondiali o europee fa male ed è la dimostrazione che tutto il denaro che circola nel mondo del calcio evidentemente non viene impegnato per fare le cose che si dovrebbero fare”.







