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Casinò di Campione. Butti (Pdl): “Il comune, socio unico della casa da gioco”

In: Casinò, Politica

12 luglio 2012 - 09:27


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(Jamma) All’indomani dell’interrogazione presentata dall’onorevole Tomassini del PdL nella quale si chiedeva di istituire presso il comune di Campione d’Italia una zona fiscale speciale in sostegno dell’exclave italiana che a causa del cambio euro/franco svizzero e della crisi economica della casa da gioco sta vivendo difficili situazioni di crisi economica, giunge oggi al neo ministro delle Finanze Vittorio Grilli, una nuova interrogazione presentata dal senatore Alessio Butti del Pdl nella quale si chiede un forte intervento del governo alla situazione di Campione.

“Il comune di Campione d’Italia presenta una collocazione geografica peculiare: benché situato in territorio svizzero, è parte della provincia di Como e quindi della Repubblica italiana. L’articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, – ha spiegato Butti – specifica la natura extra-territoriale del Comune di Campione d’Italia. Il comune ricade infatti in una zona considerata dalla Svizzera area doganale di riferimento della Confederazione elvetica, e in virtù di questo, la valuta utilizzata dai suoi abitanti è il franco svizzero; per tale motivo, in considerazione della non appartenenza della Confederazione elvetica all’Unione europea, il Comune si trova anche in territorio extra-comunitario;

tale peculiarità geo-economica di exclave italiana in territorio svizzero ha indotto il Governo fin dal 1933 con regio decreto-legge n. 201 ad autorizzare l’apertura di una casa da gioco per consentire il finanziamento del bilancio comunale. Il Comune infatti con la quota di proventi di sua spettanza può dare copertura finanziaria alle particolari misure a favore dei suoi cittadini ed alle esigenze di sviluppo del paese richieste dalla sua interclusione territoriale. Il casinò rappresenta elemento insostituibile di garanzia degli equilibri socio-economici della comunità campionese e, per ciò stesso, della conservazione delle condizioni di serena e pacifica convivenza, per cui l’adeguatezza dei mezzi finanziari per fronteggiare una situazione del tutto particolare non può essere confrontata, in ambito nazionale, con altre realtà similari per entità demografica o estensione territoriale;

i contribuenti campionesi dal 2007 stanno subendo un aumento della pressione fiscale a motivo di una pura variazione del rapporto di cambio euro/franco svizzero pari ad oltre il 30 per cento, non in ragione di una aumentata capacità contributiva del lavoratore o del dipendente. Il deterioramento del rapporto di cambio intervenuto ha non solo annullato la riduzione forfetaria del 20 per cento di cui all’art. 188-bis del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, utilizzata nel computo in euro dei redditi in franchi svizzeri delle persone fisiche ai fini della determinazione dell’imponibile, ma sta addirittura penalizzando i contribuenti campionesi;

a tutt’oggi il Governo non ha adottato alcun provvedimento correttivo della normativa vigente al fine di tutelare il reddito imponibile delle persone fisiche residenti a Campione d’Italia dalle oscillazioni di cambio, né il potere d’acquisto dei pensionati residenti che hanno subìto, per lo sfavorevole rapporto di cambio euro/franco svizzero, una perdita che va da 400 a 600 franchi mensili sull’importo in euro ricevuto dagli Istituti previdenziali italiani;

a fronte di assegnazioni da federalismo fiscale attribuite all’ente pari a 1.240.000 euro per l’anno 2010, 1.190.000 euro per l’anno 2011 e 822.000 euro per l’anno 2012, i contribuenti campionesi hanno versato allo Stato per imposte sul reddito (IRPEF) importi crescenti che hanno raggiunto la cifra di 20.466.000 euro nel 2010;

a tali importi si devono aggiungere le imposte versate da enti commerciali e non commerciali situati a Campione d’Italia e quanto pagato annualmente dalla Casa da gioco a titolo di imposta sugli intrattenimenti (ISI) pari a circa 7.000.000 di euro e 500.000 di euro quale tassa di concessione sui giochi d’azzardo;

la società di gestione della Casa da gioco campionese (al cui capitale sociale attualmente partecipano i seguenti soggetti: 46 per cento il Comune di Campione d’Italia, 20 per cento la Provincia di Como, 10 per cento la Provincia di Lecco, 14 per cento la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Como e 10 per cento la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Lecco) sta vivendo una difficilissima situazione economica provocata dal deterioramento del rapporto di cambio tra euro e franco svizzero, dalle decisioni adottate dal legislatore in materia di concessioni di nuovi giochi legalizzati sul territorio italiano che hanno comportato una forte diminuzione degli introiti di gioco e dalla concorrenza dei 3 casinò svizzeri (Mendrisio, Lugano e Locarno) situati in un raggio di pochi chilometri che attingono dallo stesso bacino di clientela italiana e nelle cui sale da gioco non vigono le restrittive disposizioni italiane in materia di identificazione e verifica dell’identità di ogni cliente che acquisti o cambi fiches di importo pari o superiore a 1.000 euro;

è infatti notorio che i frequentatori delle sale del Casinò di Campione d’Italia, dove il gioco avviene in franchi svizzeri, sono per la stragrande maggioranza portatori di valuta in euro, mentre i costi di gestione sostenuti dalla società (personale, fornitori, acquisti di beni e servizi, contributo ex lege in franchi svizzeri al bilancio del Comune) sono regolati in franchi svizzeri, moneta circolante da sempre sul territorio campionese ed utilizzata per le transazioni economiche in considerazione della particolare situazione di exclave italiana completamente circondata dal territorio della Confederazione elvetica (ad esempio, esiste una sola strada svizzera di accesso a Campione);

il Consiglio di amministrazione della casa da gioco sarà prossimamente obbligato a proclamare lo stato di crisi dell’azienda prevedendo un consistente esubero di lavoratori (i dipendenti al 31 dicembre 2011 erano 575) le cui conseguenze si ripercuoteranno sulle famiglie che vivono nel territorio dell’exclave o nei viciniori comuni ticinesi o nelle province di Como, Lecco e Varese;

tale possibile decisione ha generato in quella comunità un clima di forte allarme in considerazione del fatto che per i dipendenti della casa da gioco non è prevista alcuna forma di cassa integrazione e le possibilità per i residenti in Campione d’Italia di un ricollocamento occupazionale nel canton Ticino in Svizzera sono pressoché inesistenti;

tale situazione desta forti preoccupazioni negli amministratori comunali anche per le conseguenze che ricadrebbero sul bilancio dell’Ente la cui fonte di entrata è costituita per l’80 per cento dalla quota di proventi gioco di spettanza stabilita dall’art. 31, comma 37, della legge 23 dicembre 1998, n. 448;

nel frattempo sono già stati operati consistenti tagli in tutti i capitoli di spesa corrente del Comune, compresi quelli rivolti al sociale ed ai pensionati e ulteriori diminuzioni sono previste nel bilancio 2012 e nel pluriennale 2012-2014;

per sostenere l’occupazione in quella isolata comunità e diversificare il tessuto economico locale rispetto al ruolo dominante della casa da gioco, l’amministrazione comunale ha proposto di creare una zona fiscale speciale a Campione d’Italia (in analogia a quelle esistenti in canton Ticino ed in altri Stati europei), per creare nuove opportunità di sviluppo territoriale e l’insediamento di nuove attività produttive;

la ripresa del dialogo tra l’Italia e la Svizzera con l’istituzione di un tavolo tecnico di lavoro per negoziare le questioni pendenti tra i due Stati riapre un percorso finora bloccato che ha causato al comune di Campione d’Italia pesanti conseguenze nei rapporti di buon vicinato in particolare con il canton Ticino dove risiede ben il 43 per cento della popolazione campionese e che ha rallentato la discussione di un accordo in merito al regime doganale attualmente vigente a Campione d’Italia che penalizza fortemente gli operatori economici dell’exclave rispetto a quelli operanti nei limitrofi comuni svizzeri, per cui l’inserimento di un capitolo “Comune di Campione d’Italia” nelle trattative tra le due delegazioni favorirebbe la soluzione di tale stato di cose e la conseguente creazione di nuovi posti di lavoro;

in data 11 giugno 2012 il Sindaco ha convocato una riunione di tutti i parlamentari delle province di Como e Lecco ai quali è stata rappresentata la gravissima situazione della casa da gioco (causata principalmente dal deteriorato rapporto di cambio euro/franco svizzero, nonché dal mutato mercato dei giochi legalizzati) che si ripercuoterà sui livelli occupazionali dell’azienda presso cui trovano lavoro circa 300 persone residenti nelle province vicine”.

Esposte queste considerazioni, il pidiellino ha chiesto di sapere se i Ministri in indirizzo, preso atto della condizione in cui si trova l’intera exclave di Campione d’Italia a causa della crisi economico-finanziaria che ha colpito la casa da gioco per motivi macro-economici non imputabili alla gestione dell’azienda che per contro a fine semestre 2012 ha ulteriormente aumentato la propria quota di mercato (27,7 per cento) raggiungendo i livelli massimi della propria storia, intendano promuovere urgenti misure di intervento economico straordinarie atte ad accompagnare il superamento della situazione attuale, nonché avviare di concerto con il Ministro dell’interno una modifica della normativa vigente di cui ai commi 37 e 38 dell’art. 31 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, che favorisca la costituzione di una società di gestione della casa da gioco nella quale il Comune di Campione d’Italia sia socio unico, come disposto per i Comuni di San Remo e Venezia, considerato che sia le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Como e di Lecco che la Provincia di Lecco hanno già manifestato la decisione di uscire dall’azionariato della società e la Provincia di Varese non è mai entrata nella compagine sociale;

se non ritengano opportuno intervenire al fine di istituire, in stretta collaborazione con l’amministrazione comunale di Campione d’Italia, un’ipotesi di zona fiscale specifica, nel rispetto della normativa propria del diritto comunitario e delle normative italiane vigenti, alla luce della peculiare condizione di exclave del Comune di Campione d’Italia;

se intendano assumere le opportune decisioni del caso, in ordine allo sfavorevole cambio euro/franco svizzero, che tanto sta penalizzando i contribuenti campionesi.

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