
(Jamma) Il settore dei giochi alla stregua di un vero e proprio Bingo. Il governo torna a battere cassa e confida negli operatori del gioco affinché possano contribuire a rimpinguare le casse erariali. . Con le disposizioni introdotte dal Senato al testo di legge di Stabilità in materia di gioco del Bingo si dispone che l’Agenzia delle dogane e dei monopoli proceda nel corso dell’anno 2014 alla riattribuzione, mediante selezione concorrenziale, delle concessioni di gioco per la raccolta del Bingo in scadenza negli anni 2013 e 2014 attenendosi ai seguenti criteri direttivi (comma 437):
a) introduzione del principio dell’onerosità delle concessioni per la raccolta del gioco del Bingo e fissazione nella somma di euro 200.000 la soglia minima corrispettiva per l’attribuzione di ciascuna concessione;
b) durata delle concessioni pari a sei anni;
c) versamento della somma di euro 2.800, per ogni mese ovvero frazione di mese superiore ai quindici giorni, oppure di euro 1.400 per ogni frazione di mese inferiore ai quindici giorni, da parte del concessionario in scadenza che intenda partecipare al bando di gara per la riattribuzione della concessione, per ogni mese ovvero frazione di mese di proroga del rapporto concessorio scaduto e comunque fino alla data di sottoscrizione della nuova concessione riattribuita;
d) versamento della somma di cui alla lettera a) in due metà di pari importo, la prima alla data di presentazione della domanda di partecipazione alla gara per la riattribuzione della concessione e la seconda alla data di sottoscrizione della nuova concessione, all’esito della conclusione della procedura di selezione dei concorrenti;
e) determinazione nella somma complessiva annua di euro 300.000 dell’entità della garanzia bancaria ovvero assicurativa dovuta dal concessionario, per tutta la durata della concessione.
La norma dispone anche di mettere a gara ulteriori 30 nuove concessioni per la raccolta del gioco.
Ad oggi le licenze in scadenza nell’arco del prossimo biennio sono complessivamente 198 e l’Amministrazione, ovvero il regolatore, ritiene che il numero di concessioni da porre ad oggetto della procedura selettiva possa in realtà essere complessivamente pari a 228, con un incremento di circa il 15 per cento.
Questa volta però per le imprese che intendono investire nel Bingo la sfida, economica, si rivelerà molto più ardua.
Nel 2000 le concessioni oggetto di gara furono attribuite a titolo gratuito. Questo regime di gratuità – fa sapere il Governo nella relazione tecnica che accompagna le disposizioni – non è più replicabile, non foss’altro per il sensibile disallineamento che si verrebbe a perpetuare nei riguardi di ogni altra concessione operante in materia di gioco pubblico, che è invece attribuita a titolo oneroso. “Il nuovo bando, perciò, deve prevedere che, per la attribuzione delle concessioni, sia dovuto un corrispettivo non inferiore a euro 200.000 per concessione. La decorrenza della eventuale riattribuzione delle concessioni che scadono nell’autunno del 2013 sarà concomitante con quella dell’attribuzione delle concessioni in scadenza nel prossimo anno. Ciò in un’ottica di realizzazione di quel principio di riallineamento che si intende perseguire. Questa previsione, abbinata a quella della onerosità delle concessioni riattribuite, consente di prospettare un’ulteriore novità, pur sempre da porre alla base della sollecitazione di mercato che si realizzerà in occasione della nuova gara. Si prevede, in sintesi, che per la durata della proroga tecnica che inevitabilmente subirà uno dei titolari di concessione in scadenza nell’autunno di quest’anno – la cui concessione riattribuita, in caso di superamento della procedura concorrenziale, decorrerà insieme a quella delle concessioni riattribuite il prossimo anno – detto titolare corrisponda mensilmente (o per frazioni di mese) allo Stato concedente (per il numero di mesi di proroga) ratei di corrispettivo pari, singolarmente, all’ammontare del “prezzo” della concessione per l’intero nuovo seiennio diviso il numero complessivo di mesi in esso compresi. In altri termini, euro 2.800 per mese ovvero per frazione di mese superiore ai quindici giorni – oppure euro 1.400 per frazione di mese inferiore ai quindici giorni – costituente, nella sostanza, un dodicesimale (con arrotondamento alla cifra superiore oppure inferiore, in funzione della possibile proroga per più o meno di quindici giorni di un mese) del corrispettivo complessivo stabilito per l’intera durata della concessione (euro 200.000) diviso per il numero di anni di durata della concessione medesima (sei anni).
Questa impostazione (e soluzione), si ritiene necessaria – oltre che, in generale, per evitare critiche da parte di chi potrebbe non trovare plausibile una proroga, anche solo di qualche mese, a titolo sostanzialmente gratuito, delle 26 concessioni in scadenza nell’autunno di quest’anno – per bilanciare la posizione di un titolare di concessione che, di per sé in scadenza fra poco tempo, avrebbe invece la possibilità di prolungare il rapporto fino alla decorrenza del nuovo seiennio (in virtù dell’aggiudicazione della nuova gara) rispetto a quella di un titolare di concessione naturalmente in scadenza solo nel corso dell’anno 2014.
Questo tipo di impostazione (e soluzione) ovviamente verrebbe replicata – come detto ad anni alterni – per ogni altro gruppo biennale di concessioni da bandire in futuro, fino ad esaurimento di quelle che troveranno scadenza entro l’anno 2020”.
Una soluzione che non dovrebbe scontentare nemmeno l’Erario. Sino ad oggi, infatti, le concessioni per la raccolta del gioco del Bingo sono state gratuite, sia in occasione delle loro attribuzioni o riattribuzioni sia in occasione di loro eventuali proroghe tecniche.
Presumendo prudenzialmente che, delle 228 concessioni potenzialmente a gara (198 oggetto di riattribuzione e 30 nuove concessioni), siano assegnate 205 concessioni, per un corrispettivo pari alla soglia minima prevista dalla norma (200.000 euro), l’introito erariale sarebbe pari a 41.000.000. A tale somma, così come è stato calcolato in sede di formulazione della norma, si deve aggiungere un ulteriore importo pari ad euro 2.800, per ogni mese ovvero frazione di mese superiore ai 15 giorni, oppure di euro 1.400 per ogni frazione di mese inferiore ai quindici giorni, da parte del concessionario in scadenza che parteciperà al bando di gara per la riattribuzione della concessione, per ogni mese ovvero frazione di mese di proroga del rapporto concessorio scaduto e comunque fino alla data di sottoscrizione della nuova concessione riattribuita. Supponendo un termine medio di proroga di 7 mesi pieni per 198 concessioni, si avrebbe un ulteriore introito erariale di euro 3.800.000, per un totale complessivo di 44.800.000.
Pertanto, arrotondando gli effetti evidenziati e in via prudenziale, si stima che dalla disposizione in esame derivino, nel 2014, maggiori entrate per 40 milioni di euro. Che di questi tempi, viene da dire, non fanno mai male.


