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Camera, testo unificato sul cinema: tutele, investimenti e più risorse per il settore dei videogiochi

“Prevedere l’estensione al settore dei videogiochi delle specifiche linee di intervento e di sostegno economico volte alla valorizzazione dell’identità culturale italiana già applicabili al settore cinematografico e audiovisivo; adottare misure finalizzate al rafforzamento industriale del settore videoludico nazionale e all’attrazione di investimenti esteri, atte a qualificare il territorio nazionale quale polo di rilievo internazionale nel comparto multimediale e interattivo; a tal fine, prevedere il potenziamento dello strumento del credito d’imposta per le imprese del settore videoludico, mediante l’incremento della dotazione finanziaria complessiva destinata a sostenere la produzione nazionale e l’innalzamento del limite massimo del credito d’imposta medesimo concedibile a ciascuna impresa, armonizzandolo con i parametri e le pratiche applicate negli altri Stati membri dell’Unione europea, al fine di garantire la competitività internazionale delle imprese italiane”. E’ quanto si legge nel testo unificato in materia di cinema adottato ieri in Commissione Cultura della Camera in seguito alla fusione delle proposte di legge Schlein (PD), Mollicone (FdI), Amato (M5S), Grippo (Azione) e Latini (Lega).

L’integrazione del comparto dei videogiochi nel quadro normativo dell’audiovisivo non si limita tuttavia alle sole leve economiche e agli incentivi fiscali, ma ne riconosce il ruolo strategico anche sul piano della governance istituzionale. A dimostrazione di questa equiparazione strutturale e consultiva, la medesima riforma interviene sulla composizione degli organi di confronto presso il Ministero della Cultura per garantire che le esigenze della filiera interattiva siano direttamente rappresentate nei processi decisionali del settore: “Il Forum – evidenzia il testo – è composto da: (…) otto componenti nominati dal Ministro della cultura, su designazione delle associazioni del settore cinematografico e audiovisivo, nel rispetto del principio dell’equilibrio di genere e assicurando la presenza di rappresentanti degli autori, dei lavoratori dello spettacolo, dei produttori indipendenti, degli esercenti, delle piattaforme audiovisive, e del settore videoludico“.

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