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Camera, Rondini (Lega): “Ludopatia, Governo riconosca poteri più efficaci ai sindaci”

In: Politica

18 gennaio 2016 - 09:29


marco_Rondini

(Jamma) – “Se e quali iniziative di competenza il governo intenda adottare con riguardo alla ludopatia e all’opportunità di riconoscere poteri più efficaci ai sindaci, posto che la normativa vigente impedisce l’accesso ai minori, ma affida la vigilanza alla responsabilità del gestore e alle forze predisposte al controllo del territorio,  confermando come le sale da gioco siano un problema per le fasce più deboli della popolazione, in primis gli adolescenti, e per chi è affetto da ludopatia”. E’ quanto chiede il deputato Rondini (Lega) in un’interrogazione a risposta scritta rivolta ai ministri della Salute e dell’Interno.

 

Nel testo depositato alla Camera Rondini spiega “Il gioco d’azzardo patologico, solitamente definito come ludopatia, è un disturbo del comportamento rientrante nella categoria diagnostica dei disturbi del controllo degli impulsi; in quanto provoca dipendenza patologica, è quindi una malattia neuro-psicobiologica con conseguenze sanitarie e sociali che necessita di diagnosi, cura e riabilitazione; esiste un fattore che crea dipendenza, ma non è coinvolta nessuna sostanza come invece nell’alcolismo o nella dipendenza da droghe; nella ludopatia il gioco è quotidiano o intensivo e l’individuo non riesce più a controllare il suo desiderio di giocare. L’andamento della malattia è spesso cronico e caratterizzato da spese elevate, poiché il pensiero fisso del soggetto è quello di giocare e quindi di reperire il denaro per continuare a farlo ed è disposto anche a commettere azioni illegali pur di finanziare il proprio gioco; al fine di salvaguardare i membri più deboli e influenzabili della popolazione, perché non diventino vittime del gioco compulsivo, il sindaco può disciplinare, in senso più restrittivo, gli orari di apertura delle sale pubbliche da gioco e di scommesse, aggiungendo anche l’ulteriore limite degli orari di utilizzo (di accensione e di spegnimento) dei video-giochi posti all’interno di pubblici esercizi, prescindendo dagli orari di apertura di questi ultimi, ma solo per comprovate esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, nonché del diritto dei terzi al rispetto della quiete pubblica; il Consiglio di Stato ha precisato che ciò è consentito dal legislatore solo in caso di accertata lesione di interessi pubblici tassativamente individuati quali quelli richiamati dall’articolo 31, comma 2, del decreto-legge n. 201 del 2011 (sicurezza, libertà, dignità umana, utilità sociale, salute). Diversamente si rischia la violazione dell’articolo 41 della Costituzione per lesione della libertà costituzionale d’iniziativa economica ed imprenditoriale, e/o invadenza in materia di competenza esclusiva statale « tutela della concorrenza » sancita dall’articolo 117 della Costituzione; a seguito di tale sentenza si ritiene che un’ordinanza di riduzione di orario proponibile solo a fronte di atto d’indirizzo del Consiglio, ai sensi dell’articolo 50, comma 7, del decreto legislativo n. 267 del 2000, ma ci sia la necessità di documentata e accertata lesione di interessi pubblici individuati dalla legge e adeguata giustificazione; considerati tali limiti imposti, di fatto, è facilmente comprensibile come sia estremamente difficile adottare opportuni e consequenziali provvedimenti e soprattutto ottenere le prove documentali necessarie”.

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