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Camera, Relazione antiriciclaggio 2024: controllati 19mila esercizi nel settore giochi, sanzioni per 95 milioni

La “Relazione sull’attività di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo nonché del finanziamento della proliferazione delle armi di distruzione di massa, corredata del rapporto annuale sull’attività svolta dall’Unità di informazione finanziaria e dalla relazione della Banca d’Italia in merito ai mezzi finanziari e alle risorse attribuite alla medesima Unità”, predisposta dal Comitato di sicurezza finanziaria e trasmessa alla Camera dal Ministero dell’Economia (con assegnazione alle Commissioni Giustizia e Finanze), restituisce un quadro ampio e articolato del sistema antiriciclaggio italiano nel 2024, nel quale il settore del gioco emerge come ambito rilevante sia sotto il profilo operativo sia sotto quello delle criticità.

Nel documento viene ribadito come il rischio di riciclaggio in Italia resti “molto significativo”, anche per effetto della diffusione dell’economia informale e dell’utilizzo del contante, elementi che incidono trasversalmente sui comparti più esposti, tra cui quello dei giochi e delle scommesse. In questo contesto, il gioco pubblico continua a rappresentare un canale potenzialmente attrattivo per la movimentazione e il reinvestimento di capitali illeciti, per via della frequenza e della frammentazione delle operazioni finanziarie.

L’analisi delle segnalazioni di operazioni sospette conferma la centralità del comparto. Tra le operazioni censite ricorrono in modo significativo ricariche di conti di gioco, acquisti di ticket betting, utilizzo di VLT, riscossioni di vincite e movimentazioni legate ai conti di gioco online. In particolare, si registrano oltre 12.000 ricariche di conti di gioco, migliaia di ricariche effettuate presso punti vendita e un numero rilevante di riscossioni di ticket betting e VLT . A queste si aggiungono operazioni quali l’apertura e la chiusura di conti di gioco online, accrediti per vincite e acquisti di fiches e altri mezzi di gioco, che compaiono stabilmente nei flussi analizzati dalle autorità .

Anche sul piano soggettivo, il peso del settore è evidente. Gli operatori di gioco, sia su rete fisica sia online, contribuiscono in modo significativo al sistema delle segnalazioni: le SOS provenienti da questi soggetti rappresentano una quota rilevante del totale, con oltre 3.200 segnalazioni attribuite agli operatori su rete fisica analizzate dalla Direzione Investigativa Antimafia nel 2024 . Nel comparto online, inoltre, gli operatori risultano tra i principali segnalanti, insieme agli istituti di moneta elettronica .

Sul fronte dell’attività di controllo, il documento evidenzia come nel 2024 l’Unità di informazione finanziaria abbia avviato 20 ispezioni e 4 controlli cartolari nei confronti di banche, intermediari finanziari, prestatori di servizi di gioco e altri soggetti obbligati. Gli accertamenti hanno fatto emergere criticità trasversali: in particolare, presso alcune banche la raccolta e la valutazione delle informazioni ai fini delle segnalazioni non risultano sempre proporzionate al rischio, e sono state riscontrate debolezze negli assetti dedicati alla collaborazione attiva.

Le criticità non riguardano però solo il sistema bancario. La Relazione segnala infatti carenze anche nel comparto del gioco, oltre che nel settore dell’oro e dei metalli preziosi e presso le case d’asta, con riferimento all’inadeguatezza dei presìdi antiriciclaggio, dei sistemi di monitoraggio e delle modalità di conservazione della documentazione. Nel settore dei giochi, in particolare, le verifiche hanno evidenziato un patrimonio informativo sulla clientela non sempre adeguato ai rischi, strumenti limitati per l’individuazione delle anomalie e una scarsa valorizzazione delle sinergie informative tra operatori appartenenti allo stesso gruppo . Ulteriori criticità emergono nei processi di acquisizione a distanza della clientela e nell’utilizzo di strumenti di pagamento, con casi di impiego di carte non intestate ai titolari dei conti di gioco .

Il documento dà quindi conto dei risultati conseguiti dalla Guardia di finanza, che nel 2024 ha concluso 675 interventi ispettivi antiriciclaggio, di cui 125 ispezioni e 550 controlli, oltre a 837 attività economico-finanziarie mirate, indirizzate in particolare verso money transfer, esercenti e distributori di servizi di gioco e operatori compro-oro. Complessivamente sono state contestate 1.261 violazioni amministrative e 50 violazioni penali, con la denuncia di 49 persone fisiche . Nel dettaglio, 273 violazioni hanno riguardato proprio esercenti e distributori di servizi di gioco, a conferma dell’attenzione investigativa sul comparto .

Sempre in ambito investigativo, le analisi della Guardia di finanza includono esplicitamente gli illeciti nel settore dei giochi e delle scommesse tra i fenomeni oggetto di approfondimento, insieme alle frodi fiscali e ai circuiti di underground banking , evidenziando il ruolo del comparto nei contesti di rischio più rilevanti.

Un ulteriore elemento critico riguarda la tempestività delle segnalazioni: i prestatori di servizi di gioco mostrano performance inferiori rispetto ad altri soggetti obbligati, con solo il 13% delle SOS inviate entro 30 giorni, dato in peggioramento rispetto all’anno precedente .

Sul piano dei controlli amministrativi, la Relazione evidenzia inoltre che nel 2024 l’Agenzia delle dogane e dei monopoli ha sottoposto a verifica circa 19.000 esercizi del settore giochi, irrogando oltre 3.100 sanzioni, con un’imposta accertata pari a 98 milioni di euro e sanzioni tributarie e amministrative per circa 95 milioni . Parallelamente, è proseguita l’attività di contrasto al gioco illegale online attraverso l’inibizione dei siti web non autorizzati.

Nel complesso, il quadro che emerge è quello di un settore pienamente inserito nel sistema di prevenzione del riciclaggio ma ancora caratterizzato da criticità operative e strutturali. Il gioco pubblico, pur regolato e sottoposto a concessione, continua a rappresentare un ambito sensibile, esposto a tentativi di utilizzo distorto per finalità illecite. Da qui la necessità, evidenziata dalla Relazione, di rafforzare i presìdi antiriciclaggio, migliorare la qualità e la tempestività delle segnalazioni e potenziare la condivisione delle informazioni tra operatori, in un’ottica di maggiore efficacia complessiva del sistema.

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