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Camera e Senato, dossier su decreto Lotterie: “Lotteria Italia, nel 2025 utile erariale a quota 19,6 milioni (+11%)”

Pubblicato alla Camera e al Senato il dossier del Servizio Studi relativo all’Atto del Governo 388, concernente lo schema di decreto ministeriale per l’individuazione delle manifestazioni da abbinare alle lotterie nazionali da effettuare nell’anno 2026. Il documento conferma per il prossimo anno la Lotteria Italia come unica lotteria nazionale ad estrazione differita, mantenendo l’abbinamento a trasmissioni radio-televisive su reti nazionali. L’iter parlamentare prevede che le Commissioni competenti (Finanze e tesoro al Senato, Finanze alla Camera) esprimano il proprio parere entro il termine del 23 aprile 2026.

La decisione di indire un’unica lotteria si inserisce in un contesto normativo regolato dalla legge 4 agosto 1955, n. 722, che teoricamente consentirebbe fino a dodici lotterie nazionali annue oltre a una internazionale. Tuttavia, a causa della proliferazione di offerte di gioco con vincita immediata e della progressiva perdita di senso degli abbinamenti con eventi tradizionali, il numero è stato ridotto drasticamente fino ad arrivare, dal 2011, alla sola Lotteria Italia. Per il 2026, non sono pervenute ulteriori domande di abbinamento per altre manifestazioni.

Sotto il profilo gestionale, l’esercizio della lotteria è riservato all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che opera direttamente avvalendosi della fornitura di servizi da parte di Lotterie Nazionali s.r.l. (società controllata da IGT Lottery S.r.l.). Tale soggetto si occupa della produzione dei biglietti in formato cartaceo e digitale, della distribuzione, dell’assistenza alle estrazioni e del pagamento dei premi.

I dati statistici riportati nel dossier evidenziano un trend favorevole dal 2023 per quanto riguarda il numero di biglietti venduti. Nell’edizione 2025 sono stati staccati 9.616.109 biglietti, segnando una crescita costante rispetto agli 8.665.563 del 2024 e ai 6.703.526 del 2023. Questo incremento ha generato un aumento dell’utile erariale, che per il 2025 si è attestato a 19.669.000 euro, con una crescita dell’11% rispetto all’anno precedente. Il risultato economico finale del 2025, calcolato sommando l’utile erariale e il rimborso delle spese di gestione e sottraendo l’integrazione della massa premi a carico dello Stato, è pari a 17.611.610 euro, segnando un +16,5% rispetto ai 15.112.056 euro del 2024.

Il documento analizza anche l’andamento delle spese totali di gestione, che nel 2025 sono state di 8.742.545 euro. Viene sottolineato come la drastica diminuzione dei costi operativi registrata a partire dal 2018 sia dovuta alla scelta di non abbinare più al biglietto principale una lotteria istantanea (tipo “gratta e vinci”), eliminando così l’onere dei relativi premi che nelle edizioni 2016 e 2017 pesava per oltre 11 milioni di euro. Tale riduzione delle spese ha permesso di compensare la parziale flessione delle vendite dovuta al mancato “rigioco”, garantendo un maggiore utile erariale e una quota superiore per la massa premi della lotteria tradizionale.

In conclusione, la relazione tecnica ribadisce che l’abbinamento a trasmissioni televisive di rilievo nazionale resta un elemento cardine per garantire il successo commerciale del gioco e la stabilità degli incassi per il bilancio dello Stato. Gli utili derivanti dalle lotterie nazionali sono versati in entrata al bilancio statale, fermo restando che, in caso di abbinamento a manifestazioni comunali, un terzo dell’utile sarebbe devoluto agli enti locali per finalità educative e culturali.

Di seguito il dossier integrale:

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