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Camera, DL Sport: respinti emendamenti M5S e PD su divieto pubblicità giochi e rincaro imposta scommesse

La Commissione Cultura della Camera ha respinto, nella seduta di ieri dedicata all’esame del disegno di legge di conversione del DL 108/2026 (“Disposizioni urgenti in materia di sport, per lo svolgimento di grandi eventi e l’efficacia del documento di identità”), i due emendamenti che intervenivano su profili riguardanti il settore del gioco pubblico e delle scommesse. Entrambe le proposte avevano ricevuto il parere contrario del relatore Gerolamo Cangiano (FdI).

Il primo testo respinto è stato l’emendamento 01.01, un articolo premissivo presentato dai deputati Orrico, Amato e Caso (M5S) e successivamente sottoscritto anche dal deputato Mauro Berruto (PD). La proposta prevedeva l’introduzione di un nuovo articolo dedicato ai criteri di accessibilità alla pratica sportiva e alla tutela della legalità, subordinando benefici, contributi, agevolazioni e affidamenti previsti dal decreto al rispetto della normativa vigente sul divieto di pubblicità e sponsorizzazione di giochi o scommesse con vincite in denaro. Il testo ribadiva inoltre il divieto di ogni forma di promozione, diretta o indiretta, del gioco con vincite in denaro negli impianti sportivi pubblici o a uso pubblico interessati dagli interventi previsti dal decreto, nei limiti della normativa vigente.

Successivamente la Commissione ha respinto anche l’emendamento 6.5, a firma Berruto, Piccolotti, Manzi, Orfini, Iacono e Andrea Rossi (PD). La proposta prevedeva di rideterminare l’aliquota dell’imposta unica sulle scommesse a quota fissa, escluse quelle ippiche, fissandola al 21% per la raccolta sulla rete fisica e al 25% per la raccolta a distanza, applicandola alla differenza tra le somme giocate e le vincite corrisposte. Le maggiori entrate derivanti dalla modifica, per un importo non inferiore a 13 milioni di euro annui, sarebbero state destinate allo sviluppo del calcio femminile, alla promozione dell’attività di base, al sostegno delle società dilettantistiche, alla diffusione della pratica calcistica femminile sul territorio nazionale e a progetti di contrasto alla ludopatia. Il testo prevedeva inoltre l’adozione di un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione, per definire criteri e modalità di riparto delle risorse.

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