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Camera. Bagarre in Aula in fase discussione norme su giochi, Boldrini espelle deputati Cinque Stelle

In: Politica

22 dicembre 2014 - 17:42


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(Jamma) Il presidente della Camera Laura Boldrini ha espulso alcuni deputati del Movimento Cinque Stelle nel corso della discussione sulla Legge di Stabilità. I Cinque Stelle hanno esposto alcuni cartelli con la dicitura Noslot esprimendo la loro contrarietà “alla sanatoria a favore delle concessionarie del gioco d’azzardo” riferendosi alla norma che permetterebbe la regolarizzazione dei Centri Trasmissione Dati .”Sul gioco d’azzardo discussione inutile” commenta il deputato del Pd Paolo Boni “Il governo sta già preparando le nuove regole previste dalla delega fiscale”.

Acceso lo scambio in particolare tra il Deputato Davide Crippa del Movimento 5 Stelle che ha dichiarato: “questi emendamenti vertono tutti sul gioco d’azzardo, per cui invito i colleghi che fanno parte della Commissione affari sociali, se non rivestono un abito di demagogia e ipocrisia totali, di provare a svegliarsi un attimino, perché quella che oggi è discussione e in stato evidente di avanzamento, la proposta che riguarda la regolamentazione del settore, che, in qualche modo, sta aspettando un vaglio della Commissione bilancio, prevede una presa di coscienza del fatto che il Governo stia facendo una bella sanatoria verso i giochi non legalizzati attualmente. Allora, mi rivolgo soprattutto all’onorevole Binetti, che finge spesso di indignarsi verso questi temi, perché abbia un sussulto di coscienza nel cercare di votare gli emendamenti che riguardano il gioco d’azzardo, perché è inutile – mi rivolgo anche al collega Basso del PD – che andiate ad esternare il vostro disappunto per i giochi d’azzardo e poi, quando siamo in Aula a dover votare e affrontare quel tema, vi nascondiate”. Prende la parola in risposta l’On. Paola Binetti dell’PI che dichiara: ” Come i colleghi del MoVimento 5 Stelle, ma anche gli altri colleghi dell’Aula, sanno, la nostra particolare attività di impegno sul piano sociale, e anche sul piano sanitario, nei confronti del gioco d’azzardo, riguarda la relazione di cura nei confronti dei pazienti affetti da dipendenza grave dal gioco d’azzardo. Quello che stiamo cercando di portare avanti attraverso un disegno di legge, ampiamente condiviso nella Commissione, ma, in qualche modo, in questo momento, in una fase di parcheggio, in una fase di stop, è la cura dei pazienti e la prevenzione dal gioco d’azzardo. Il tema del gioco d’azzardo rappresenta un crocevia di molteplici attività importanti, per esempio quello del rapporto tra il gioco d’azzardo legale ed il gioco d’azzardo illegale, quello che riguarda la capacità, in qualche modo, di «lavare» i soldi del gioco d’azzardo illegale, riversandoli nei confronti del gioco d’azzardo legale, quello che riguarda i rapporti con la criminalità organizzata, quello che riguarda anche i rapporti con le grandi industrie. Noi, in questo momento, votiamo convintamente ed abbiamo votato convintamente il disegno di legge di Stabilità, che inseriva una quota, a nostro avviso del tutto insufficiente, ma significativa sul piano simbolico – continua la Binetti- con riferimento alla terapia dei pazienti e alla prevenzione della dipendenza. Riteniamo però che, intorno al tema del gioco d’azzardo, la problematica importante dei rapporti tra gioco d’azzardo legale ed illegale e quello che riguarda tutta la disciplina fiscale richieda un approfondimento ulteriore, che capiamo perfettamente non possa essere dato da una legge quadro complessiva che comprenda tutto, però certamente tutto quello che in qualche modo significa far emergere l’illegalità del gioco e ricondurla, attraverso un’operazione di tassazione, ci sembra che possa avere nelle sue intenzionalità anche un’intenzione positiva. Però, per quello che ci riguarda, noi riteniamo importante che, in questo disegno di legge di stabilità, per la prima volta, ci siano fondi a favore della terapia, fondi necessari ma insufficienti, ma ci sono dei fondi. Gli altri problemi crediamo che richiedano un approfondimento ulteriore”.

MASSIMO ENRICO CORSARO (FdI) ricorda che il tema del gioco merita grande attenzione. “Lo dico, rivolgendomi ai colleghi della sinistra e chiedo loro, nell’assoluto anonimato delle loro coscienze, di chiedersi quale sarebbe stato il loro atteggiamento in aula se, a presentare questa serie di provvedimenti riguardanti il gioco d’azzardo, fosse stato un Governo di centrodestra, senza cambiare una parola, una di quelle che sono scritte in questo testo. Se cioè fosse stato un Governo di centrodestra a sfruttare la legge più importante della Repubblica, cioè la legge di stabilità, quella che ha sostituito le vecchie leggi di bilancio, sostanzialmente per l’obiettivo di evitare di caricare di interventi microsettoriali ciò che invece una volta di più, passando al Senato, siete riusciti ad aggiungere … questo è un altro argomento, onorevole Presidente, del quale ricorderà che mi sono già lamentato, sottolineando alla sua sensibilità una circostanza di difformità di comportamento tra questo ramo del Parlamento e quell’altro; noi cerchiamo di attenerci ad una norma di serietà; dall’altra parte, complice, anzi colpevole il Governo, ci tornano dei provvedimenti, questo per primo, carichi di argomenti di carattere microsettoriale. Ma dicevo, se fosse stato un Governo di centrodestra ad utilizzare la principale norma della Repubblica su un tema così delicato, cominciando un articolo con le parole: «in attesa del riordino della materia dei giochi pubblici» un po’ come se fossimo, non so, in un supermercato e, nell’attesa che si liberi la coda per tagliare il prosciutto, cominciamo ad andare a comperare i biscotti. Se, quindi, nell’attesa di tutto ciò, utilizzando un intervento del genere, fosse stato un Governo di centrodestra a dire che chi esercita il gioco d’azzardo in modo illegale era autorizzato a farlo con la semplice presentazione di una domanda di condono sottoposta ad un risibile pagamento di 10 mila euro, e ora noi sappiamo quali e quanti miliardi di euro entrano nel circolo del gioco d’azzardo; se noi avessimo detto che chi lo fa illegittimamente se la cava con 10 mila euro; se noi avessimo detto che, nello stesso provvedimento nel quale si aumenta la tassazione sul TFR, si aumenta la tassazione sui fondi pensione, si mette la tassa anche su quelli che muoiono, mettendo la tassa sulle assicurazioni sulla vita; se, cioè, nello stesso provvedimento in cui si prendono a schiaffi i lavoratori, avessimo detto che, nei confronti di chi esercita illegalmente il gioco d’azzardo, facciamo questo condono, bene, ditemi voi se non avreste avuto quello stesso insopportabile amaro in bocca che io provo oggi se, chiedendomi per quale motivo avete voluto infierire sulla serietà della legislazione, inserendo nella legge di stabilità questo argomento, non vi rimanesse come unica risposta, come purtroppo drammaticamente rimane a me, la convinzione, l’odiosa convinzione che qualcuno sia stato prezzolato per utilizzare la legge di stabilità a fare questa porcheria” .
ROCCO PALESE. “Noi riteniamo di votare a favore di tutti questi emendamenti proposti per un motivo molto semplice, ossia perché questo è un condono mascherato a costo zero. E noi riteniamo che debba esserci, sì, l’emersione rispetto all’illegalità sulla situazione del gioco d’azzardo, ma che, tuttavia, poteva certamente esserci qualche sanzione ed eventualmente anche con gli interessi. Invece, si vanifica tutto e si concede solo la possibilità di condonare tutto.
Ho preso la parola non solo per evidenziare questo, dato che era abbastanza chiara la nostra posizione, che poi è stata espressa e completata anche in riferimento a ciò che sarebbe successo a parti invertite, dal punto di vista politico del Governo del Paese: la rivoluzione; avremmo avuto tutta la stampa con le seguenti prime pagine: «i condoni, l’illegalità, mascalzoni» e cose di tutti i generi e di tutti i tipi. Ma c’è anche di peggio in questa legge di stabilità, da questo punto di vista.
Dalla stampa è stato fatto qualche piccolo cenno . E viene definito un altro condono – ad onor del vero si tratta di un mini condono fiscale possibile – ossia il ravvedimento operoso lungo. Lo chiamano in questa maniera, ma, di fatto, consente a tutti i contribuenti, agli evasori piccoli e grandi, la possibilità, prima che ci sia la notificazione dell’accertamento del verbale da parte della Guardia di finanza o da parte dell’Agenzia delle entrate, di sistemare, con gli incrementi minimi dovuti per legge, tutte quelle che erano state le evasioni negli anni precedenti. Non più dell’anno precedente, dal punto di vista del reddito, ma addirittura dei cinque anni precedenti. Quindi, noi lo evidenziamo, quindi, perché questa sottigliezza di parlare di ravvedimento operoso lungo è un’invenzione, invece di dire che c’è un mini condono fiscale per i cinque anni precedenti. Si tratta di questo e per questo noi voteremo convintamente questi emendamenti proposti, che almeno cercano di incrementare queste risorse che, come dice la collega Binetti, poi dovrebbero servire ipoteticamente – perché poi non sappiamo che tipo di utilizzo ne faranno – anche all’eventuale prevenzione. GIOVANNI PAGLIA ( Sel ) “Noi voteremo a favore di questa serie di emendamenti che ci permettono anche di ripercorrere in quest’Aula un pezzo di dibattito su una vicenda che francamente può essere definita come minimo incresciosa, se non surreale. Questo è una Stato in cui non manca il gioco d’azzardo, non manca per via legale e probabilmente non manca nemmeno per via illegale. È uno Stato, come è stato detto, in cui è facile trovare la possibilità di giocare alle slot machine ad ogni angolo di strada. È uno Stato in cui si moltiplicano i giochi di giorno in giorno. È uno Stato in cui qualsiasi negozio di tabacchi è trasformato di fatto in una specie di succursale dell’amministrazione dei monopoli, ormai non del tabacco, bensì del gioco.
In questa situazione, con questa norma, andiamo a anche a fare un’ulteriore sanatoria su un pezzo che prima era rimasto nell’illegalità o, meglio, più che nell’illegalità, faceva il furbo sostanzialmente, cioè veniva a violare le regole di concessione in Italia e operava illegalmente nel nostro Paese. Ora credo che soprattutto nel momento in cui la politica sta discutendo da mesi di come ridurre le possibilità di gioco in questo Paese, logica vorrebbe che si intervenisse, reprimendo, su chi ha agito nell’illegalità. Mentre, invece, noi agiamo su chi ha agito nell’illegalità condonando, legalizzando e di fatto ancora volta facendo uno sgarbo, uno sgarro gratuito allo Stato di diritto in questo Paese. Uno Stato che si comporta così forse è più comodo, forse incassa anche due spiccioli all’interno di una legge di stabilità dalle coperture molto traballanti e tuttavia dà un segnale molto negativo persino a chi ha ottenuto legalmente una concessione in questo Paese. E ora si vede persino quello che pure noi abbiamo sempre contestato, il regime delle concessioni, penalizzato a vantaggio, come sempre, dei furbi persino quando i furbi di fatto pagano tasse e concessioni all’estero. Se questo è l’esempio che noi vogliamo continuare a dare in Italia, non avendone già abbastanza di condoni fiscali in Italia ma reintervenendo di nuovo anche con l’ennesimo condono nel campo del gioco, fate pure. Lo farete contro l’opinione di Sinistra Ecologia Libertà mentre, invece, noi voteremo a favore di tutti questi emendamenti perché intervengono in modo positivo su una questione assolutamente sacrosanta
 GUIDO GUIDESI annuncia di votare a “a favore di questi emendamenti perché ci sono due questioni principali: una è questione di mercato. Tutti sanno e conoscono che il settore ha agenzie di gioco che rispettano le regole italiane riguardo all’autorizzazione dei monopoli di Stato e agenzie di gioco che assolutamente non rispettano la normativa italiana ma si rifanno ad una normativa di liberalizzazione europea, la quale praticamente gli consente tutto e, quando questi subiscono controlli da parte dell’Agenzia delle entrate, sono pienamente disposti, vista la forza economica che hanno, a denunciare, direttamente e personalmente, gli agenti che firmano i verbali. Questa è una prima condizione: chi rispetta le regole e chi non le rispetta. Oggi chi non le rispetta viene assolutamente tutelato e condonato, tra l’altro gratuitamente.
L’altra questione è una questione etica e morale: è inutile che voi vi spendiate come i primi attori dell’etica e della moralità perché, nello stesso momento in cui voi istituite un Fondo per la prevenzione e la terapia della ludopatia, allo stesso modo incentivate il gioco d’azzardo con un condono assurdo che dal punto di vista etico e morale non rispecchia la vostra superiorità, che tanto spendete, e questa è la dimostrazione che dal punto di vista etico e morale non siete così tanto superiori come volete dimostrare “.
MARCO CAUSI (Pd). “Io penso che il Parlamento, quando discute di queste questioni, debba discuterne in modo serio e informato, ho sentito troppe inesattezze, Presidente, ed è per questo che ho chiesto la parola. Nell’Unione europea, care colleghe e cari colleghi, il gioco è considerato un servizio liberamente offerto sul mercato. L’Unione europea non ha mai accolto, finora, la richiesta italiana di assoggettare le attività di gioco a un regime concessorio e, quindi, a una regolamentazione pubblica. Ergo, in Italia ci sono due settori di gioco, uno quello regolamentato dallo Stato, e che agisce su concessione, e un secondo settore che è quello da cui, tra l’altro, nascono tanti dei problemi anche di allarme sociale, non soltanto sanitario, ma anche sociale, che si è molto sviluppato negli ultimi anni e che è un settore di gioco che si muove liberamente sulla base del principio di libertà di stabilimento. Lo Stato italiano continua a fare questa battaglia nei confronti di questa che abbiamo sempre chiamato «l’area grigia» del mercato del gioco anche quando qui approvammo la riforma, la delega fiscale, nei confronti di questo settore che non è illegale, perché è sbagliato, guardate, colleghi, dire che questo è illegale, poi c’è anche il gioco illegale e clandestino, ma qui stiamo parlando di operatori che vendono questi servizi sulla base di un principio di libertà di stabilimento che finora la giurisprudenza comunitaria ha sempre preservato anche contro le obiezioni dello Stato italiano. Lo Stato italiano continua a fare questa battaglia, perché noi pensiamo che a livello europeo il gioco vada tolto dai servizi liberamente offribili sul mercato e messo, invece, su una piattaforma di regolamentazione pubblica e, tra l’altro, negli ultimi tempi alcune preoccupazioni, anche in Germania, anche in altri Paesi, si stanno diffondendo e, quindi, questa è una battaglia che oggi, nei prossimi mesi, possiamo vincere, diversamente dal passato.
Ma appunto per questo non capisco le colleghe e i colleghi che si dichiarano contrari al tentativo che si fa, in questa legge di stabilità, di dire a questi operatori di gioco, che non sono illegali, ma che non sono neanche regolamentati: entra nel regime della regolamentazione; entrando nel regime della regolamentazione, non solo dovranno essere collegati al totalizzatore nazionale, non solo dovranno assumere tutti quanti i vincoli che oggi non hanno, per esempio riguardanti il tipo di offerte di gioco da offrire, ma contribuiranno, anche di più di quanto oggi contribuiscano, al pubblico erario, perché oggi versano solo l’IVA ma non sono assoggettati al PREU. Naturalmente questi operatori potranno anche rifiutarsi di farlo, questa è una battaglia, se li prendi dentro e li metti sotto un regime concessorio hai un elemento in più di regolamentazione; quindi, non capisco davvero la polemica nei confronti di questo tentativo che, badate bene, non è detto che abbia successo. Invece, penso che noi dovremmo, tutti, augurarci che abbia successo, in modo da ridurre in modo drastico le aree di gioco non regolamentato – non illegale, attenzione, ma non regolamentato – le quali poi, con l’attuazione della delega fiscale, potranno essere assoggettate a tutte le nuove regolamentazioni a partire dal piano regolatore comunale dell’offerta di gioco e dall’autorizzazione unica. Naturalmente noi potremo fare l’autorizzazione unica e il piano regolatore comunale solo nei confronti di un settore che accetta la regolamentazione, un po’ per vincolo comunitario, su quello dobbiamo portare avanti la battaglia, e un po’ perché, con una politica di bastone e carota, lo metti dentro ad una ipotesi di regolamentazione.
Per quanto riguarda poi ciò che l’onorevole Palese ha detto poco fa, relativamente al ravvedimento operoso lungo, invito gli esponenti di Forza Italia che in questo Parlamento negli anni in cui erano al Governo hanno fatto passare di tutto, tra condoni e scudi fiscali, a pensarci un attimo prima di criticare il ravvedimento operoso lungo .
PIETRO LAFFRANCO (FI). “Intervengo brevissimamente per dire che ascolto sempre con grande attenzione le dotte e competenti dissertazioni del collega Causi in materia di finanze e anche in materia di giochi; devo dire che le sue dotte dissertazioni non mi hanno convinto, nel senso che Pag. 127questo è e rimane un condono, neppure troppo mascherato. Ma le sue asserzioni mi inducono ad un’altra riflessione: se, come egli ha detto, ed è assolutamente vero, la battaglia deve essere fatta in Europa, credo che questi sei mesi di Presidenza italiana dell’Unione europea del Presidente Renzi abbiano prodotto un altro risultato positivo, ovvero che non ha portato a casa nulla anche su questa vicenda .
GIROLAMO PISANO Ringrazio il collega Causi per aver fatto notare come anche in questa occasione l’eurosistema delle lobby sia il vero danno per il sistema italiano. E ringrazio anche per aver richiamato una disciplina che attualmente ci trova in difficoltà proprio all’interno dell’eurosistema, per la quale, infatti, nella delega avevamo trovato soluzioni non tanto nella regolamentazione degli aspetti fiscali di questi soggetti che operano nel mercato complementare a quello del monopolio, quanto a restrizioni di carattere urbanistico comunale e in generale sociale riguardo all’apertura di sale all’interno delle città, con restrizioni forti anche riguardo alle distanza da luoghi sociali, la quantità di macchinette o comunque di locali ad uso dei giochi disponibili nell’ambito di un certo territorio. Quindi, avevamo trovato una soluzione, è chiaro che se attraverso una legge di stabilità la discussione in Parlamento in realtà non si può fare – perché non è stata fatta – e l’abbiamo dovuta anche delegare al Governo…

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