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Camera, al via esame mozioni contro ludopatia. Milleproroghe, accantonato emendamento M5S su aumento tassazione

In: Politica

6 febbraio 2015 - 09:49


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(Jamma) – Proseguirà la prossima settimana la discussione sulle mozioni sulla lotta alle ludopatie presentate in Aula alla Camera a metà gennaio. Lo ha comunicato ieri il presidente di turno all’Aula di Montecitorio. Si tratta di alcune mozioni concernenti le iniziative per il contrasto al gioco d’azzardo patologico.

 

I provvedimenti presentati da tutte le formazioni politiche, impegnano il governo a promuovere “iniziative concrete contro la diffusione delle ludopatie”. La mozione a prima firma Mantero (M5S) e altri, in particolare chiede “di assumere un’iniziativa normativa che vieti l’apertura delle sale da gioco ovvero locali commerciali con slot, vicino ai luoghi definiti sensibili, stabilendo un minimo di 500 metri di distanza, per combattere il proliferare delle slot” e “iniziative per obbligare i gestori di sale a chiedere un documento d’identità, per impedire il gioco ai minori, oltre a garantire il libero accesso nei luoghi aperti al gioco agli psicologi delle asl”.

 

Della stessa idea l’on. Binetti (PI) prima firmataria di una mozione in cui si impegna il Governo, “a considerare come la leva fiscale, prevista dalla legge recante la delega fiscale e dalla stessa legge di stabilità 2015 recentemente approvata, non esaurisce la gravità dei problemi sollevati dalla dipendenza grave dal gioco d’azzardo che rende oggettivamente difficile la vita delle persone che ne sono affette e delle loro famiglie; a valutare come meglio integrare le norme legate al gioco d’azzardo in una visione d’insieme che tenga conto di tutte le modalità in cui si sviluppa il gioco, che crea dipendenza (…) e a non ridurre le problematiche legate al gioco d’azzardo alla sola dimensione economico-fiscale”. Anche i deputati della Lega Nord, Rondini e altri, impegnano il governo, con un’altra mozione, “ad assumere iniziative per sancire il divieto della pubblicità del gioco d’azzardo che rappresenterebbe un reale contrasto alla ludopatia, destinando i fondi che lo Stato ora chiede ai concessionari del settore alla pubblicità, alla cura e alla prevenzione delle patologie derivati dal gioco”.

 

L’on. Nicchi di (SEL), poi, chiede interventi al governo affinchè provveda, “in tempi rapidi all’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (Lea), e all’inserimento all’interno dei medesimi, delle patologie connesse alla dipendenza da gioco d’azzardo” e l’on. Palese (FI), inoltre, impegna il Governo “ad assumere ogni iniziativa utile al fine di regolamentare l’apertura delle sale da gioco ovvero dei locali commerciali con slot, ad una distanza di sicurezza pari almeno a 500 metri rispetto a luoghi sensibili, quali scuole, ospedali, farmacie e altro e comunque proporzionando il numero dei locali adibiti al gioco al numero degli abitanti residenti; a prevedere adeguati meccanismi di controllo al fine di non permettere la partecipazione a slot o comunque l’ingresso in sale da gioco ai minori d’età, se del caso prevedendo anche sanzioni amministrative pecuniarie per i gestori delle sale o per i somministratori dei giochi; ad assumere ogni iniziativa utile al fine di evitare il riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite legate al gioco d’azzardo”. Infine anche il PD, con una mozione a prima firma Garavini, ha chiesto al governo di “a dare rapida attuazione a quanto disposto dall’articolo 14 della delega fiscale con l’emanazione dei previsti decreti sul riordino della normativa in materia di giochi pubblici e del regime autorizzativo all’esercizio dell’offerta di gioco”.

 

Accantonato per il momento in Commissione Bilancio, alla Camera, l’emendamento al Milleproroghe dell’on. Crippa (M5S) che chiede di “modificare la misura del prelievo erariale unico, attualmente applicato sui giochi ed eventuali addizionali, nonché la percentuale del compenso per le attività di gestione ovvero per quella dei punti vendita”.

 

Una modifica utile, secondo il deputato, “al fine di conseguire un maggior gettito non inferiore a 192 milioni di euro per gli anni 2015 e 2016″. L’emendamento – accantonato su proposta del relatore Marchi – è stato sottoscritto anche dagli onorevoli Brugnerotto, Cariello, Caso, Castelli, Colonnese, D’Incà e Sorial. Nell’esame preliminare delle proposte di modifica erano già stati giudicati inammissibili per estraneità della materia, l’emendamento Di Maio (M5S) che chiedeva allo stesso modo l’introduzione di nuove norme per la modifica del prelievo erariale unico sui giochi, e quello dell’on. Iacono (PD) che chiedeva di “garantire un maggior gettito dai giochi di almeno 400 milioni di euro”.

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