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Buonfiglio (FareItalia). ‘Monti, trova opportuno perdere un patrimonio importante come quello di Rapetto?’

In: Apparecchi Intrattenimento, Cronache, Newslot, Personaggi, Politica

30 maggio 2012 - 09:43


rapetto_umberto

(Jamma) Il trasferimento del colonello Umberto Rapetto continua a sollevare una tempesta politica. Sono già nove le interrogazioni parlamentari, da tutto l’arco dei partiti: due di Lannutti (Idv) e poi Zamparutti (Pd), Tassone e altri 33 (Udc), Fluvi (Pd), Gramazio (Pdl), Pisicchio (Api), Caparini (Lega) e l’ultima in ordine temporale presentata nella seduta di ieri alla Camera dall’onorevole Buonfiglio (FareItalia).

 Il deputato chiede al Ministro dell’economia e delle finanze se il Governo trovi opportuno che la pubblica amministrazione perda un patrimonio importante come quello rappresentato dal colonnello Rapetto e del suo gruppo e se non approfitti di questa occasione per dimostrare concretamente la volontà di cambiamento dell’apparato pubblico.

 

Di seguito il testo integrale dell’interrogazione

 

— Per sapere – premesso che:
   il disastro della nave Costa Concordia – oltre a vittime e danni senza precedenti – ha avuto un impatto sull’opinione pubblica devastante per l’immagine dell’Italia;
   a distanza di mesi, pur scemata l’attenzione totalizzante dei giorni a ridosso dell’incidente, l’interesse della collettività internazionale è rimasto ai massimi livelli e ha generato legittime aspettative sugli sviluppi delle indagini e sull’accertamento delle responsabilità;
   il tribunale di Grosseto, ben valutando la complessità delle attività tecnico-investigative, ha deciso di affiancare al collegio peritale personale iper-specializzato, in grado di dar corso ad ogni iniziativa necessaria per estrarre i dati contenuti (ed eventualmente cancellati in via accidentale o in modo doloso) all’interno della scatola nera e dei computer di bordo della nave Costa Concordia;
   l’autorità giudiziaria ha individuato nel colonnello Umberto Rapetto della Guardia di finanza l’interlocutore ideale per l’individuazione, la direzione e il coordinamento delle risorse umane, cui assegnare il delicato compito in un contesto di evidente tensione oggettiva e soggettiva;
   il team di militari del nucleo speciale frodi telematiche sotto la guida di Rapetto ha, quindi, proceduto all’avvio delle attività di acquisizione delle informazioni di interesse processuale, manifestando una professionalità davvero non comune, con serenità e soddisfazione anche di tutte le parti coinvolte a diverso titolo nel procedimento;
   nelle udienze, in cui sono stati illustrate le differenti fasi dell’attività informatica da svolgere e le corrispondenti metodologie da utilizzarsi in ciascuna di questi step, il colonnello Rapetto ha svolto un fondamentale ruolo di «traduttore/interprete», assicurando anche ai non tecnici la necessaria chiarezza informativa e svolgendo una funzione di garanzia di regolarità delle delicatissime operazioni intraprese e pianificate per il tratto a venire;
   negli incontri, cui hanno partecipato i periti del giudice per le indagini preliminari, del pubblico ministero, degli indagati e delle parti offese e in cui si è dato luogo ad attività tecniche di elevata criticità – così come accaduto, ad esempio, presso i laboratori della Oto Melara di La Spezia in occasione dell’apertura della scatola nera e del sistema di controllo della navigazione vdr – il colonnello Rapetto ha fornito un contributo indispensabile per uno svolgimento «non conflittuale» delle operazioni, accelerando il compito dei consulenti tecnici chiamati a valutare le informazioni da estrarre dalla sofisticata strumentazione recuperata a bordo della Costa Concordia;
   le attività, ancora in corso di esecuzione, sono destinate a protrarsi per mesi, stante la complessità dell’incarico, e continueranno a richiedere un coordinamento serrato che garantisca fluidità delle operazioni e sicurezza di chi le esegue materialmente, che deve poter contare su un riferimento competente e carismatico;
   il colonnello Umberto Rapetto, ritenuto uno dei massimi esperti europei in tema di crimine informatico e di investigazioni digitali, è stato trasferito ad altro incarico, pur in pendenza di attività che avrebbero dovuto preservarne l’impiego e, anzi, assicurargli la serenità operativa per meglio perseguire gli obiettivi affidatigli dall’autorità giudiziaria;
   è inaccettabile secondo l’interrogante che cieche regole di rotazione del personale nell’ambito dell’amministrazione pubblica possano prevalere sull’interesse della collettività ad ottenere, nel più breve tempo, certezza e verità;
   l’ufficiale è stato avvisato dell’inatteso e già disposto trasferimento con una comunicazione telefonica mentre si trovava a Grosseto, nel corso delle operazioni peritali del procedimento sul naufragio della Costa Concordia, senza, dunque, alcun preavviso e – nonostante gli affatto non trascurabili trentasette anni di servizio – senza essere stato in alcun modo consultato, come accade di prassi anche con ufficiali meno anziani, per ottenere un ricollocamento, se non consensuale, almeno ragionevolmente equilibrato rispetto alle esigenze dell’amministrazione e quelle dell’interessato;
   al suo posto sono stai assegnati ben sei ufficiali – quattro dei quali neofiti rispetto alle materie di cui dovranno occuparsi e nell’ambito delle quali dovranno impartire disposizioni e assumere decisioni;
   poco ragionevole avrebbe dovuto ritenersi il sopra descritto criterio compensativo in ragione quantitativa per sostituire una figura non comune per carattere e professionalità;
   la lungimiranza dei generali Mosca Moschini e Sgarlata, che nel 2000 accettarono di creare il reparto specialistico della Guardia di finanza voluto e progettato da Rapetto, che, in questi anni, ne è stato il brillante comandante, non ha più spazio e le decisioni di ristrutturazione del nucleo sono avvenute senza la benché minima consultazione degli ufficiali che negli anni vi hanno prestato servizio e che meglio di altri erano in grado di fornire indicazioni per un’evoluzione non solo burocratica dell’articolazione in argomento –:
   se il Governo trovi opportuno che la pubblica amministrazione perda un patrimonio importante come quello rappresentato dal colonnello Rapetto (cui, non va dimenticato, si deve il brillante esito delle indagini delegate dalla Corte dei conti, che recentemente hanno portato alla condanna dei vertici dei Monopoli di Stato e delle società concessionarie al pagamento di oltre 2 miliardi di euro di penali contrattuali per il mancato collegamento delle slot machine all’anagrafe tributaria con conseguente danno erariale) e del suo gruppo, mortificato nelle aspirazioni di carriera, e non approfitti di questa occasione per dimostrare concretamente la volontà di cambiamento dell’apparato pubblico, con l’utilizzo più proficuo dei dirigenti dello Stato, come Rapetto, e, in ogni caso, quale sia l’utilizzazione che l’amministrazione intende fare del colonnello Rapetto e del suo gruppo altamente specializzato, anche in vista della necessaria prossima istituzione di una struttura centrale che valga a contrastare il fenomeno delle minacce cibernetiche.

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