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Bosone (PD). ‘Ddl Barbolini carente’

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12 luglio 2012 - 10:45


bosone

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(Jamma) Prosegue al Senato la discussine del disegno di legge Barbolini. Tra favorevoli e contrari il senatore del PD Bosone “Pur manifestando il proprio apprezzamento per il testo’ ha sottolineato che “esso appare carente in quanto non prevede una regolamentazione della collocazione delle slot machines”.

A tale riguardo Bosone conferma che molte amministrazioni locali stanno tentando di stabilire una disciplina per la collocazione di tali macchine; tuttavia in assenza di una norma nazionale, le delibere che sono state adottate sono state poi bocciate dalla giustizia amministrativa. Pertanto, auspica che nel parere possa essere inserita una precisa osservazione per una più puntuale indicazione delle distanze adeguate per il collocamento delle slot machines rispetto a scuole, oratori, centri sociali e centri di riposo per anziani”.

Per la senatrice Chiaromonte il disegno di legge Barbolini riveste grande rilevanza alla luce del fatto che, soprattutto negli ultimi anni, il rapporto degli italiani nei confronti del gioco d’azzardo e` divenuto preoccupante e patologico. Ciò dovrebbe indurre il legislatore a riflettere sulle motivazioni sociali di tale grave fenomeno che inevitabilmente ha anche riflessi sulla salute dei cittadini; in tal senso, si rammarica che la Commissione Igiene e sanità non sia stata pienamente coinvolta nella disamina delle altre iniziative legislative vertenti su analoga materia.

Ritiene poi degno di nota che nell’ambito della stessa comunità psichiatrica sia stata avanzata una richiesta di aiuto nella lotta contro la ludopatia, a riprova che si é di fronte ad una battaglia di tipo culturale che occorre avere il coraggio di affrontare. Infine, segnala che non soltanto i giovani sono maggiormente esposti a tale fenomeno, ma anche le donne, soprattutto di una certa età, quale effetto della attuale crisi economica.

Il senatore De Lillo (PdL), nel condividere lo spirito del disegno di legge in esame, si sofferma sull’articolo 3 che contiene una serie di interventi di carattere sanitario. A tale riguardo, non concorda sulla prospettiva di associare un paziente particolare, qual e` quello affetto dal gioco d’azzardo patologico, ai pazienti che sono trattati nei dipartimenti di salute mentale o nei servizi territoriali per le dipendenze. Riterrebbe infatti preferibile seguire modelli sperimentali presso centri convenzionati nelle Regioni, anche sul tipo delle comunità, affinché sia praticato un approccio multidisciplinare, che tenga conto altresì di tutti i molteplici aspetti necessari per contrastare il gioco d’azzardo.

Il senatore Rizzi (LNP) segnala la necessità che nel parere sia inserita una raccomandazione affinché parte dei proventi del gioco d’azzardo siano destinati alle ASL per il recupero e la prevenzione dei soggetti colpiti da tale dipendenza patologica. A suo giudizio, si tratterebbe di una misura che aiuterebbe a costruire una rete di protezione verso i soggetti più vulnerabili.

Il senatore Fosson (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI), dopo aver evidenziato che il fenomeno del gioco d’azzardo non é certamente condivisibile, ritiene comunque che costituisca una realtà rispetto alla quale occorre confrontarsi.

Il senatore è preoccupato per l’eventuale chiusura della casa di gioco presso Saint Vincent in quanto “rappresenterebbe un motivo di forte preoccupazione nei confronti di circa mille persone che sono occupate. Peraltro le recenti misure che limitano l’utilizzo del denaro contante, rischiano di penalizzare ulteriormente tale casa di gioco“.

il senatore ha poi richiamato l’attenzione sul fatto che i casinò non solo garantiscono un posto di lavoro per molte persone, ma convogliano e controllano il vizio del gioco d’azzardo attraverso l’identificazione dei giocatori, le eventuali segnalazioni antiriciclaggio, oltre al possibile supporto dei servizi psicologici. A suo giudizio, il fenomeno del gioco d’azzardo, per la sua ampiezza, non può essere totalmente sradicato, ma sicuramente posto sotto controllo.

La senatrice Aderenti (LNP) concorda con quanto espresso dal senatore Saccomanno sull’esigenza che attraverso la scuola si attivino percorsi didattici e formativi che coinvolgano non solo gli alunni, ma gli stessi insegnanti. Esprime l’auspicio, quindi, che i rilievi esposti possano essere contenuti nel parere che la Commissione sarà chiamata ad esprimere.

La senatrice del Pd Poretti afferma che “Nessuno possiede una bacchetta magica per risolvere un fenomeno, qual e` il gioco d’azzardo, che richiede invece un approccio pragmatico. Nel merito, osserva che sarebbe utile modificare la definizione di ludopatia e non affidare ai servizi psichiatrici il compito di curare i giocatori compulsivi.

Per il senatore del PdL Tomassini “Occorre intensificare la guerra rispetto a tutto cio` che e` abusivo e illegale, ponendo soprattutto attenzione ai giochi on line che sfuggono spesso a qualsiasi tipo di controllo”. Con riferimento poi ai profili della prevenzione e della riabilitazione “potrebbe essere utile evitare l’introduzione di nuovi giochi d’azzardo“.

La relatrice, senatrice BAIO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI), nel prendere atto dei suggerimenti e delle valutazioni scaturite nel corso del dibattito, ritiene preliminare sciogliere il dubbio sulle strutture maggiormente competenti per affrontare la cura dei soggetti coinvolti nel gioco d’azzardo patologico.

Il disegno di legge in titolo propone la soluzione di coinvolgere i dipartimenti di salute mentale ed i servizi territo- riali per le dipendenze. A suo avviso, invece, occorrerebbe lasciare alle Regioni la competenza di individuare le forme organizzative pià idonee, anche di natura sperimentale, come suggerito dal senatore De Lillo, per la cura dei giocatori compulsivi. Questa indicazione da parte del legislatore si rivela tanto piu` necessaria alla luce del quadro disorganico e differenziato attualmente presente nelle Regioni italiane.

Condivide poi pienamente i richiami di molti senatori per una maggiore attenzione verso la prevenzione, la formazione e la cura di percorsi didattici che siano diretti al mondo dei giovani, nell’ottica non di un approccio proibizionista, ma di tipo regolatorio.

Per il senatore Cosentino (PD) la competenza per la cura dei giocatori compulsivi non dovrebbe essere affidata ai dipartimenti di salute mentale e ai servizi territoriali per le dipendenze, ma alle ASL a livello distrettuale.

 

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